Il quadrante della vedova

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Marco (12, 41-44) tratta di una vedova che mette in una shupharot del gazophulakion due spiccioli/leptà, equivalenti ad un quadrante, cioè 1/4 di asse (una moneta del valore di 50 centesimi di euro, circa mille delle vecchie lire).

Gesù – questa è la mia ricostruzione del fatto – si trovava nel cortile delle donne, una zona che era separata dal cortile degli israeliti da un muretto ed aveva all’intorno delle colonne, che sorreggevano il matroneo, da cui si poteva assistere ai sacrifici e alle funzioni del tempio. In questi portici c’erano 13 bossoli/buche, a forma di corno, disposti in modo che chi passava poteva deporre monete, che calavano giù ed arrivavano nella stanza del tesoro.

Un fedele, circonciso – era vietato severamente ai non circoncisi entrare sia nel cortile degli ebrei che in quello della donne, pena la morte: un’iscrizione sulle monumentali porte di ingresso del tempio vietava l’accesso ai pagani – poteva andare al cortile degli israeliti dal cortile delle donne, mediante 15 gradini.

Dai bossoli il denaro, dunque, confluiva, da varie parti, a seconda della disposizione dei corni, nella vasta sala del gazophulakion come elemosina o come tributo per il tempio (la doppia dracma): questo costituiva il tesoro del tempio dove c’erano addetti al raggruppamento delle singole entrate, in relazione alle porte di ingresso del tempio e dove c’erano depositi pubblici statali con proprio sigillo, ma anche di comunità distinte per segni, e perfino di conti privati, custoditi in sacchetti, dopo che le monete erano state accertate nella loro autenticità di conio – date le tante contraffazioni – e contrassegnate con il timbro templare con certificato di probatio, che attestava che i saggiatori l’avevano provato e comprovato (solo allora il deposito era definito pecunia clusa et obsignata).

Insomma, il gazophulakion era una banca/trapeza (cfr. A. Petrucci, Mensam exercere, Studi sull’impresa finanziaria romana, Iovine, Napoli, 1991), la banca più grande degli ebrei – perfino di quella di Alessandria – ed aveva molti gestori, con un tamias, responsabile, di stirpe sacerdotale, che – di solito – era collegato con lo strategos, di nomina del sinedrio, ambedue.

Gesù, dunque, era davanti al gazophulakion.

Perché un profeta, un maestro, un uomo spirituale, sta davanti al gazaphulakion? Strano!

Ancora di più mi sorprende che stia seduto proprio davanti alle bocche del Gazophulakion.

Se fosse un re ed avesse potere censorio, invece, avrebbe anche un significato lo stare presso una delle 13 supharot?!

Comunque, qualsiasi cosa stesse facendo nel tempio, Gesù che stava seduto (kathisas katenanti tou gazophulakiou – proprio di fronte al tesoro – katenanti fa supporre una volontà di inquisire, come anche etheoorei) esaminava, non stava a guardare, da curioso, il modo come l’ochlos popolo gettasse denaro nel tesoro!

Marco parla dell’obolo (è moneta greca del valore simile al quadrante latino) della vedova, dopo il tributo a Cesare, a seguito della confutazione dell’errore dei sadducei sulla resurrezione (ouk estin theos nekroon alla zoontoon: polu planaste/è dio non dei morti ma dei viventi: errate molto), della proclamazione dell’amore del prossimo come primo comandamento, della propria proclamazione come Messia, Signore più che Figlio di Davide in una correzione della lettura degli scribi, apostrofati come uomini che amano passeggiare in lunghe vesti, rivere saluti nelle piazze avere i primi seggi nelle sinagoghe, i primi posti nei conviti, divorare le case delle vedove, fare ostentazione delle lunghe preghiere.

Il racconto di Marco, quindi, è nodale in quanto subito dopo l’evangelista fa un discorso escatologico, mostrando l’inizio dei dolori e il vertice della tribolazione (tutti termini spie dell’avvenuta distruzione del tempio e della città) per giungere a focalizzare la venuta del Figlio dell’uomo sconosciuta a tutti (perfino agli angeli e allo stesso Figlio) e nota solo al Padre, per cui c’è l’esortazione a vegliare con l’uso di tre termini blepete, agrupneite… grhgoreite (anafora di quest’ultimo con poliptoto – ina grhgorhi).

Noi abbiamo parlato a lungo di discorsi apocalittici ed escatologici e rinviamo ad altri studi (Apokalupsiscuriosità – ed altrove), qui mi preme rilevare che lo studio sulla vedova da parte di un maran/re, che esamina i suoi sudditi (specie sadducei e scribi, filoromani) versare nel tesoro del tempio, ha un altro valore rispetto a quello dato dalla tradizione…

Dopo la purificazione del tempio, il maran può aver chiesto un contributo ai suoi sudditi? Come Oro alla patria di Mussolini, fissato per la Giornata della fede il 18 Dicembre 1935?…!

Chi attende ancora la venuta del Signore, come parousia/ritorno, presenza divina, invece, intorno alla fine del primo secolo d.C., mira a risolvere tutto in un ammaestramento morale secondo quanto detto da Christos che rileva come la vedova (definita non khhra ma auth h ptookhh), anche se poveretta, ha gettato più di tutti (pleion pantoon ebalen toon ballontoon), dando una spiegazione divina – solo un dio può vedere quanto versato e sapere la verità! – di quanto dato da tutti gli altri (to perisseuon il superfluo), rispetto al versato dalla vedova che ha dato tutto ciò che ha, cioè tutta quanta la sua vita/panta osa eiken, olon ton bion auths.

La conclusione di Marco è, dunque, che la poveretta dà tutto ciò che ha, mentre tutti gli altri solo il superfluo, in una esaltazione dei poveri rispetto ai ricchi (condannati!), degli ultimi rispetto ai primi, in un rovesciamento delle situazioni, secondo la retorica delle antitesi.

Una facile lezione morale, amici cristiani, puzza – tanto – di inganno, da parte del nuovo sacerdozio christianos!

Gesù, Meshiah aramaico, methorios, o politikos

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Gesù fu un messia aramaico, methorios e politikos. Ho già trattato il problema della regalità aramaica di Gesù, e quindi del Makuth ha shemaim, ed ho puntualizzato la funzione methoria dei giudei ellenisti, oniadi, in relazione al sistema trapezitario ed emporico (cfr. Jehoshua o Iesous?, Maroni, 2003 – disponibile in eBook su Amazon.it). O methorios, da […]

Betsaida o Cafarnao?

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Per un pescatore aramaico era più conveniente vivere a Betsaida o a Cafarnao, in epoca Tiberiana? Betsaida (in greco antico: Βηθσαΐδα/Bēthsaḯda, o Βηθσαϊδά/Bēthsaïdá; in ebraico בית צידה‎/Bēṯ Ṣayḏā, “casa della pesca” o “casa delle provviste”), era, sotto il regno di Erode il Grande (38 a.C.-4 a.C.), un paese abitato principalmente da agricoltori. I pochi che […]

Oralità e scrittura dei Vangeli

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Per la genesi dei Vangeli, a nostro parere, non bisogna più stare a ragionare secondo la logica ottocentesca sinottica, né secondo quella della theoria di Quelle/sorgente, elaborata agli inizi del Novecento, né secondo quella più recente delle due fonti, ma bisogna tenere presente un lungo periodo di oralità dalla morte di Gesù Mashiah/Christos, un eroe nazionale […]

Parabola del fariseo e del pubblicano

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Gesù può aver detto la parabola del Fariseo e del pubblicano? Non credo e non certo come la scrive Luca. Perché? Si chiederanno molti cristiani. Per due motivi: Primo, perché i personaggi non sono realmente storici, ma sono inventati sulla base dell’osservazione della vita ecclesiale, di una provincia romana di fine primo secolo: né Gesù, né […]

Un’ordalia nel 1498, a Firenze!

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Firenze, 7 aprile 1498: un’ordalia, un giudizio di Dio! Che Vergogna per gli umanisti! 7 aprile 1498: un francescano e un domenicano a Firenze, in Piazza della signoria, si sfidano ad un’ordalia di fuoco. I priori hanno concesso l’area della piazza ed hanno allestito il teatro della sfida, facendo una piattaforma di legno alta oltre […]

Un’altra lettura de “I dieci lebbrosi”

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Luca narra la guarigione di dieci lebbrosi in 17, 11-19. Il racconto di Luca non è una testimonianza di un miracolo paradoxon, di Gesù, che si trova a passare, al confine tra la terra di Samaria e quella di Galilea, mentre va a Gerusalemme, ma è spia di un telos, quello lucano, di mostrare cioè […]

La tetrarchia di Lisania

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Lisania era figlio di Tolomeo di Menneo, signore di Calcide che, alleato di Aristobulo II, suo suocero, aveva accolto Antigono, dopo la morte di suo fratello Alessandro, con le sorelle a corte. Tolomeo era stato un padre spietato, che aveva fatto uccidere l’altro figlio Filippione, a cui era stata concessa come sposa Alessandra, sorella di […]

Methorios

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 Methorios Il termine methorios è usato in diversi significati in autori di epoche differenti: Tucidite alla fine del V secolo, Filone nel periodo di Tiberio e Giuseppe Flavio in epoca flavia. Tucidide usa il termine, unito a h gh, per indicare che la terra di Egina è methoria, cioè un avamposto Spartano contro Argo e contro […]

Retorica e cristianesimo

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Ha ragione Nietzsche? Secondo Nietzsche (Umano, troppo Umano) “l’origine del cristianesimo sta nel progetto di spacciare la sconfitta storica di Gesù, la sua morte ignominiosa sulla croce in una vittoria in un altro mondo”. Il filosofo vede, dunque, il cristianesimo come “sviluppo e prosecuzione dell’ebraismo” e considera i cristiani come uomini che “incapaci di accettare […]

Un Dio tragico: aprosdoketon e peripeteia in Historia

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Pasa episteemh khoorizomenh dikaiosunhs kai ths allhs areths, panourgia, all’ou sophia phainetai/ogni sapere, disgiunto da giustizia e da altra virtù, sembra raggiro, non sapienza. Fozio, Gnoomai, 245. Ho sempre pensato che il Dio cristiano avesse più una connotazione militaristica e tragica – in quanto è un dio arcaico ebraico – piuttosto che universalistica e provvidenziale, successiva, […]

Corpus Domini 1264

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Transiturus de hoc mundo è la bolla papale, del 1264, che istituisce la Festa con la processione del Corpus domini e completa il lungo processo dottrinale sulla transustanziazione, trasformazione oltre la sostanza del pane e del vino in Corpo e sangue del Cristo, sancita come dogma dal IV Concilio Lateranense del 1215, controversa fino ad allora… […]

Agrippa secondo Emmanuel Carrère

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Che libro ha scritto Emmanuel Carrère? Un libro di storia? NO!  Le royaume/Il Regno non è un libro di storia perché Carrère, l’autore, è uno sceneggiatore, bravo nel suo mestiere, abile ad attirare il pubblico, a coinvolgerlo con leggerezza (troppa) in un gioco di superficiali ricostruzioni del contesto delle ecclesiai e in un tentativo di dare vita, […]

“Filioque” e il concilio di Toledo

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Il III concilio di Toledo e Homelia de Triumpho ecclesiae ob conversionem Gothorum (CPL, 1184) sono basilari per la cultura cristiana occidentale, che completa il pensiero sulla ekporeusis processione dello Spirito Santo, che viene definito come Persona che procede dal Padre e dal Figlio. Nel vangelo di Giovanni, 15, 26 si trova scritto o para tou patros ekporeuetai e […]

Qual era il logion originario del “Sale”?

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Voi siete il sale della terra è l’incipit attuale del logion di Matteo (5, 13). Sale della terra è un sintagma che è metafora in quanto il discepolo di Gesù è come il sale che rende saporita ogni cosa sulla terra. La sottesa similitudine autorizza a dire che chi segue Gesù, oltre ad essere beato (makarios), […]

La cultura dell’infanzia

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*Professore, perché non è stato mai trattato effettivamente il tema di La cultura dell’infanzia in Italia né quello sui modi di concepire il ragazzo? Non si può dire che non ci sia una cultura dell’Infanzia in Italia, anzi si può dire che il tema è antico in quanto trattato dai greci e, poi, dai latini. […]

Giulio Erode il grande, filelleno

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Dopo molte ricerche e traduzioni sono giunto ad una risultanza storica, non conforme alla tradizione letteraria, culturale, politica, quasi opposta a quella della tradizione religiosa sulla figura storica di Erode il Grande. Fino ad oggi la titolatura di Erode Il grande era in relazione ai figli e ai nipoti e non certo alla sua immagine […]

Un prefetto tiberiano: Aulo Avillio Flacco

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Aulo Avillio Flacco, fu governatore dopo Ibero, che aveva sostituito brevemente Vitrasio Pollione (Dione Cassio, St., LVIII, 19, 6) uomo probabilmente di Seiano e governò Alessandria ed Egitto dal 32 d.C. fino al 38 d.C. Flacco, dopo essere stato uno del seguito di Tiberio, tra i consiglieri finanziari e tributari, fu inviato in Egitto in […]

“Pazzesco”, di Luca Mastrantonio

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Pazzesco! Dizionario ragionato dell’italiano esagerato Pressato da amici, mi sono sorbito, alla Palazzina Azzurra, come digestivo, per quasi un’ora, la presentazione di Pazzesco, un saggio linguistico-letterario, di Luca Mastrantonio e poi la premiazione dell’editor Jacopo De Michelis, insieme ad uno sparuto gruppo di uditori, disattenti. Sollecitato brillantemente dal presentatore Gino Troli, professore di lettere e […]

Denuncia e consegna di Gesù

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Paradosis /Consegna) ed endeicsis /Denuncia) di Gesù Cristo Dalle notizie evangeliche risulta che Gesù vive una vita misteriosa e nascosta fino a trenta anni e che, poi, si rivela facendo uno o più viaggi a Gerusalemme, dove, dopo denuncia e consegna ad opera del clero giudaico all’autorità romana, viene ucciso. Viene celata (sembra) la regalità, […]

Cirillo e Porfirio

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Della Philosophos Istoria di Porfirio si conoscono alcuni frammenti, tratti da Cyrillus contra Iulianum (4, 11-12, 14, 18-22) per il quarto libro. Per la conoscenza degli altri tre libri dell’opera, però, siamo debitori principalmente a Suda (framm. 2, 3, 7 – per il primo e secondo libro) a Teodoreto (framm. 13, 15-16 e 11-12 per il […]

Ario ed Atanasio

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ARIO (256-336) ED ATANASIO (295-373) Ario ed Atanasio appartengono a due epoche diverse e vivono, però, dal 304 d.C. nella stessa città ad Alessandria, dove le culture greche latine giudaiche siriache, libiche ed egizie si incontrano e si scontrano, si rinnovano e si consolidano, quasi in un naturale crogiuolo e dove per secoli si erano […]

Eisler e la traduzione slava di Flavio

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Robert EISLER, in IHSOUS BASILEUS ou Basileusas, ipotizza un archetipo aramaico (o uno greco dal Titolo Alosis toon Ierosolumon). di cui ci sarebbe traccia nella traduzione di Guerra giudaica, in lingua slava. In essa, tra l’altro, si dice che i gerosolomitani, vedendo la potenza di Gesù che era nel Getsemani con 150 armati e con […]

Nifo o Machiavelli?

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Nifo o Machiavelli? Nel corso del mio lavoro di storico mi sono incontrato in tante conclusioni astoriche, in tanti giudizi assurdi, tirati col senno del poi da uomini considerati esperti. Ho considerato, perciò, i tanto stimati esperti solo parolai e i grandi comunicatori di massa affabulatori e non seri operatori della storia. Per me fare […]

Filone cristiano o Cristo filoniano? Ta kata Seianon

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Filone, pur conoscendo Gesù Cristo, non ne parla nella sua monumentale opera. Neppure è possibile avere la sicurezza che Filone e il Christos si conoscano perché l’opera Peri Toon Aretoon, in cui il theologos avrebbe potuto parlarne, ci è giunta priva di tre libri, e specificamente di quello dove probabilmente avrebbe dovuto trattare del bios […]

Agli amici e parenti, cristiani

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Si cogito… non credo / si credo…non cogito!   Il mio essere anthropos  autentico e il cristianesimo dei miei amici e parenti. Per almeno quaranta anni mi sono proposto come paradigma operativo, come exemplum di un vivere quotidiano faticoso, tormentato, proprio di chi ricerca un’autenticità personale e, contemporaneamente, un Dio nascosto – la cui presenza […]

Il messia mancato

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Ho cercato per anni di ricostruire la situazione ebraica della Pasqua del 36 d.C. e quella del settembre del 1666, per capire come un popolo di grande spiritualità possa aver reagito, di fronte ad un episodio di morte o di apostasia del proprio Messia. Quale sentimento possa essersi provato, quale delusione dopo tanti anni, decenni, […]

Apokatastasis ed Origene

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Apokatastasis ed Origene È possibile ipotizzare razionalmente un kosmos ordinato secondo regole razionali, secondo logos in un’oikonomia divina? La phusis è figlia di Dio unigenita, dicono i platonici e gli stoici (o meglio il figlio unigenito del theos è h phusis). Bene. Ma c’è veramente ordine nel Kosmos, nell’uomo e in ogni vivente? Oppure to […]

La morte di un Dio

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La morte di un Dio Flavio (Ant. Giud., XIX, 211) dopo aver parlato della congiura e della morte di Gaio Caligola, conclude dicendo che il sovrano aveva trattato con amore e rispetto i suoi amici Agrippa ed Antioco turannodidaskaloi, poi era diventato demokraticotatos molto democratico e si era allontanato dalla sua stessa paideia e docsa, […]

Analfabetismo di ritorno

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Da un’intervista del 1978 di Mario Gorini ad Angelo Filipponi *Professore, non le sembra strano che in una società acculturata, si parli di nuovo di analfabetismo? A livello superficiale può sembrare paradossale che nelle società di rapido acculturamento, di alto benessere economico, democratiche, ci sia analfabetismo di ritorno, ma se si esamina il fenomeno, a […]

I due canoni

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A Iammia, tra il 70 e 94 d.C., si decise il testo della Bibbia masoretica (quella che oggi diciamo Bibbia Stuttgartensia, cioè la versione a stampa del codice masoretico di Leningrado, redatta tra il VI e IX d.C. dai custodi della masorah, tradizione della scuola di Tiberiade che succede a quella di Johanan Ben Zaccai) […]

Premessa a “Ma, Gesù, chi veramente sei stato?”

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Ma, Gesù, chi veramente sei stato? Premessa Fare luce su Jesous Christos Kurios per me è stato l’assillo della vita da quando bambino recitavo le preghiere e non capivo ciò che dicevo in latino, da quando mi dissero che Dio si riposò il settimo giorno ed avevo la domenica come giorno festivo e non il […]

Nuova scuola

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Scuola come officina meccanica per la formazione di persona creativa. Perché non vendere tutti gli istituti scolastici? Sono vecchi e non funzionali. Perché col loro ricavato non iniziare la costruzione di nuovi complessi polifunzionali in aree agricole? Costano poco o niente. Lo stato guadagnerebbe di certo tra la vendita di aree ed edifici urbani e […]

Angelo Filipponi, sculture

Giuseppe Flavio. Antichità Giudaiche, XVIII

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È pubblicato con KDP il XVIII libro di Antichità Giudaiche di Giuseppe Flavio, con testo a fronte di Samuel Naber, traduzione, note e commento di Angelo Filipponi. È un libro di grande interesse storico per le testimonianze su Ponzio Pilato, su Gesù – il Testimonium Flavianum (63-64) – e su Giovanni Battista (117, 118, 119). […]

Angelo Filipponi

Vita Sublime

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La vita sublime di Gaio Cesare Germanico Caligola è lo stesso saggio storico di Caligola il sublime (II ed., KDP, 2025) rivisto e corretto, con l’aggiunta di un’appendice sulla morte dell’imperatore. Il lavoro è opera complessa di ricerca incrociata tra fonti ebraiche (Filone e Flavio) e Latine (Velleio Patercolo, Seneca, Valerio Massimo, Plinio il Vecchio, […]

Χαῖρε, κεχαριτωμένη, ὁ κύριος μετὰ σοῦ.

*Professore, Ave, Maria, preghiera latina, precede la preghiera  greca, Χαῖρε, Maria? Perché questa domanda? *Perché non capisco il termine πρέσβευε / va come ambasciatrice? non esiste euchou per ora/prega? Perché non comprendo κεχαριτωμένη e tanto meno  o κύριος μετὰ σοῦ. Marco, ti poni domande e non attendi risposte! Aspetta  con pazienza!  Sai bene che noi […]

Cosa scrive esattamente Girolamo su Egesippo?

 Marco, Egesippo (107-180) è definito da Girolamo compositore di Atti ecclesiastici – opera in 5 libri – , uomo vicino /vicinus all’età apostolica, abile a tessere una cronologia completa della Chiesa dalle origini fino all’epoca dell’imperatore Marco Aurelio, e a  riunire molte parti, congregandole, di qua e di là, all’intorno, utili  per i  lettori, come se raccogliesse  pecore […]

Ancora sul Ponte di Costantino

Ci sta dicendo che  Costantino  avendo conosciuto i fossores romani siriaci e visto la loro opera sotterranea sull’Appia, li usa poi  sul  Danubio e, grazie a loro, realizza il ponte romano più lungo!

Marco, io,  vedendo le catacombe di S. Callisto, sono giunto a tali  conclusioni sul ponte del Danubio costantiniano cfr. Non è stata la religione a cambiare l’impero, ma l’impero ad usare la religione per diventare eterno! www.angelofilipponi.com

Il ponte di Costantino del 328 sul Danubio

L’ingratitudine è Figlia di Mancanza di memoria storica!     *Cosa è il Ponte di congiunzione /géphura zeukthria di Costantino, ritrovato sotto il Danubio, in questi giorni di secca del grande fiume? E’ un ponte in legno, lungo 2437,  di cui 1137 attraversano l’alveo del Danubio al confine tra Bulgaria e Romania,  alto 10 metri, costruito […]

Cleopas è desposunos?

Lei legge,  dunque, in Cleopas  e l’altro discepolo di Emmaus – un davidico anche lui !- una testimonianza della tendenza storica del cristianesimo a preservare il mysterium e a nascondere la verità dottrinale profonda (to mh ekpherein eis mh menuhménous!), applicando la rigida prescrizione dei misteri di non divulgare nulla ai non iniziati. Noi, suoi discepoli, vediamo chiaramente come il patrigno Clofa del Messia/ Christos sia davvero desposunos, un capofamiglia  che, con la sua  testimonianza,  avvalora la Resurrezione del Christos,  despoths in senso filoniano, secondo la lezione di Luca evangelista!.

Ancora sul “Padre nostro” matthaico

Il Pater originario, quindi, se così formulato in lingua aramaica  nasce proprio in questo clima come una formula, (un giuramento! ) di stretta coesione di un oklos/popolo, legato alla coscienza  profonda di figliolanza con Dio e all’azione teologico-politica tipica del contesto giudaico del I secolo! : la genialità della sua tesi  sta nel mostrare come questo nucleo originario del Malkut aramaico sia stato poi ereditato, formalizzato e strutturato nel testo greco di Matteo nel II secolo, venendo rivestito e codificato secondo i raffinati canoni retorici dell’epoca antonina, per rispondere alle esigenze dottrinali e liturgiche delle comunità christiane,  ormai separate dal giudaismo tradizionale!. Il suo metodo è di una coerenza strutturale ferrea e  l’idea di accoppiare in modo binario le acclamazioni celesti alle necessità della terra (Nome/Manna, Regno/Condono, Volontà/Liberazione) è geometricamente perfetta in quanto si restituisce dignità alla durezza della storia!. I debitori sono persone che rischiano la prigione per soldi, non anime che hanno commesso mancanze morali! il pane è la manna della sopravvivenza dei combattenti, non un’ostia!. L’inserimento del dualismo iranico (Ariman) spiega la violenza del termine rhysai (“strappaci via con forza”) molto meglio di quanto non faccia una generica richiesta di protezione morale dal peccato!.

Il Pater originario, quindi, se così formulato in lingua aramaica  nasce proprio in questo clima come una formula, (un giuramento! ) di stretta coesione di un oklos/popolo, legato alla coscienza  profonda di figliolanza con Dio e all’azione teologico-politica tipica del contesto giudaico del I secolo! : la genialità della sua tesi  sta nel mostrare come questo nucleo originario del Malkut aramaico sia stato poi ereditato, formalizzato e strutturato nel testo greco di Matteo nel II secolo, venendo rivestito e codificato secondo i raffinati canoni retorici dell’epoca antonina, per rispondere alle esigenze dottrinali e liturgiche delle comunità christiane,  ormai separate dal giudaismo tradizionale!. Il suo metodo è di una coerenza strutturale ferrea e  l’idea di accoppiare in modo binario le acclamazioni celesti alle necessità della terra (Nome/Manna, Regno/Condono, Volontà/Liberazione) è geometricamente perfetta in quanto si restituisce dignità alla durezza della storia!. I debitori sono persone che rischiano la prigione per soldi, non anime che hanno commesso mancanze morali! il pane è la manna della sopravvivenza dei combattenti, non un’ostia!. L’inserimento del dualismo iranico (Ariman) spiega la violenza del termine rhysai (“strappaci via con forza”) molto meglio di quanto non faccia una generica richiesta di protezione morale dal peccato!.

Il Pater originario, quindi, se così formulato in lingua aramaica  nasce proprio in questo clima come una formula, (un giuramento! ) di stretta coesione di un oklos/popolo, legato alla coscienza  profonda di figliolanza con Dio e all’azione teologico-politica tipica del contesto giudaico del I secolo! : la genialità della sua tesi  sta nel mostrare come questo nucleo originario del Malkut aramaico sia stato poi ereditato, formalizzato e strutturato nel testo greco di Matteo nel II secolo, venendo rivestito e codificato secondo i raffinati canoni retorici dell’epoca antonina, per rispondere alle esigenze dottrinali e liturgiche delle comunità christiane,  ormai separate dal giudaismo tradizionale!. Il suo metodo è di una coerenza strutturale ferrea e  l’idea di accoppiare in modo binario le acclamazioni celesti alle necessità della terra (Nome/Manna, Regno/Condono, Volontà/Liberazione) è geometricamente perfetta in quanto si restituisce dignità alla durezza della storia!. I debitori sono persone che rischiano la prigione per soldi, non anime che hanno commesso mancanze morali! il pane è la manna della sopravvivenza dei combattenti, non un’ostia!. L’inserimento del dualismo iranico (Ariman) spiega la violenza del termine rhysai (“strappaci via con forza”) molto meglio di quanto non faccia una generica richiesta di protezione morale dal peccato!.

Anche il “sondergut” lucano – matthaico è esempio di un “maestro” di “aggiunzione”

In conclusione, le manipolazioni del Sondergut  lucano-matthaico e l’appropriazione di testi e metodi (da Filone a Giuseppe Flavio) servono precisamente a innalzare questo reticolo protettivo a beneficio della nuova cittadinanza greco-romana dei credenti antiocheni, grati ora anche agli ebrei alessandrini che,  innovando conservano la tradizione aramaica e la lettura  stessa antiochena!

I “maestri” della tecnica di “soppressione” e di “aggiunzione”

 Marco, il risultato finale è la metamorfosi della Res storica in un dispositivo di controllo euro-occidentale: i barbari smettono di essere una minaccia esterna per diventare i bracci armati della nuova configurazione imperiale  destinata in Occidente  ad evolversi secondo processi sacerdotali  cristiani che prevalgono su quelli pagani dopo la fine dell’ impero romano d’Occidente e  la restituzione delle insegne imperiali (cfr. A Filipponi, Il mito di Roma e di Augusto in Monarchia di Dante, Amazon 2023)  al legittimo imperatore Orientale, Zenone, avviato a costruire la Storia bizantina  orientale, cesaropapista, dissociata da quella medievale occidentale  fino al 1453   conquista islamica di Costantinopoli …

Cristianesimo e la tecnica di “soppressione” e di “aggiunzione”!

Noi discepoli ormai siamo convinti che, seguendo l’orientamento del  professore, possiamo arrivare a capire il mito del  Cristianesimo ellenistico -romano e con esso “confessare” di saper  distinguere Il regno di cieli  con  figura  aramaica di Jehoshua Barnasha da il Regno di Dio con le figure greco- ellenistico-romane successive  di Jesous Christos Kurios  e di Iesus Christus Dominus!