Χαῖρε, κεχαριτωμένη, ὁ κύριος μετὰ σοῦ.

*Professore, Ave, Maria, preghiera latina, precede la preghiera  greca, Χαῖρε, Maria?

Perché questa domanda?

*Perché non capisco il termine πρέσβευε / va come ambasciatrice? non esiste euchou per ora/prega? Perché non comprendo κεχαριτωμένη e tanto meno  o κύριος μετὰ σοῦ.

Marco, ti poni domande e non attendi risposte! Aspetta  con pazienza!  Sai bene che noi christianoi mettiamo insieme parti, sopprimiamo altre, aggiungiamo porzioni in altri tempi e facciamo collages anche  per le preghiere: Ave, Maria è esempio di tale tecnica assemblatrice!

* E’ vero!  Ave, Maria/ χαῖρε,  κεχαριτωμένη Μαρία,  deriva dall’Annunciazione di Luca 1,28 e dall’incontro di Maria con Elisabetta,  lbidem 1, 42 ! Si tratta  di  un collage, un sistema  per cui si incollano  due brani  o parti con l’aggiunta di preghiera – supplica finale, anche se diversamente recitate nella Chiesa  Cattolica ed Ortodossa, chiaramente dopo il Concilio di Efeso 431d.C.,   quando Maria è proclamata Theotokos/Deipara, 4 secoli dopo la morte del Figlio circa!.

Allora, di cosa ti meravigli?

*Sono sorpreso del saluto di un Aggelos, un uomo-nunzio, uno  sconosciuto  che saluta una ragazzina di 12 anni, alle prime mestruazioni, che neanche conosce il suo corpo e che si è abbellita  per mostrarsi donna, ad uno che l’ammira per le sue forme femminili!  κεχαριτωμένη non è  forse perfetto  participio medio passivo femminile di χαριτoω, usato anche come aggettivo col valore di graziosa,  nel significato di una che si è resa graziosa con unguenti  e creme ed altro?

Sei stupito di una ragazzetta che si fa bella! Non vedi come è civettuola tua figlia  o come è festosa e desiderosa di apparire mia nipote ad un suo amichetto?! Forse sei infastidito dalla traduzione gratia plena/piena di grazia! e sei innervosito dalla traduzione di Dominus tecum  per ὁ κύριος μετὰ σοῦ che in effetti vale shalom-pace

*No. Sono incuriosito di più  dall’aggiunta  e dal poliptoto di εὐλογημένη/εὐλογημένος in quanto  si parla di benedetta  tu e di benedetto il frutto del ventre tuo  con anadiplosi di σοῦ,  cioè  ὁ Ἰησοῦς, nominato,  mentre nella preghiera bizantina c’è la perifrasi di spiegazione ὅτι Σωτῆρα ἔτεκες τῶν ψυχῶν ἡμῶν /perché partoristi il salvatore delle anime nostre!

Marco, tu, non sapendo quanti secoli dopo i fatti, si è fatta l’aggiunta della preghiera – supplica finale per noi peccatori, rilevi l’incongruenza di  πρέσβευε che vale “sii ambasciatrice e mediatrice” tra cielo e terra!

*Professore, per me sono passabili,  anche se strani in relazione ai contesti e cotesti, εὐλογημένη σὺ ἐν γυναιξί/ benedetta tu  fra le donne  καὶ εὐλογημένος ὁ καρπὸς τῆς κοιλίας σου, come detti-logia  di Elisabetta, incinta di Giovanni Battista,  una parente aramaica, ma  è improponibile πρέσβευε, che è tipico verbo  del lessico dell’ambasceria! 

Marco, pensi che Girolamo abbia tradotto la preghiera finale così come è riportata in latino: ” Prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte?”

Marco Marco! Non è così! Girolamo già allora, prima del concilio di Efeso,  pregava Maria  κεχαριτωμένη: il  culto greco  è di molto anteriore alla nostra tradizione latina!.  E’ attestata  proprio ad Efeso, la venerazione della panagia, theotokos parthenos dal II secolo, in una confusione con Artemide efesia, precristiana! 

Lei mi parla della Sacrosantità dell ‘Artemision!  lei mi ricorda la questione  di Paolo ad Efeso, che combatte   con gli artisti ed  argentieri efesini, rovinati nel loro commercio di statuine della Dea parthenos dalla predicazione paolina!

Marco, il tuo πρέσβευε è un’ aggiunta successiva alla scisma di Cerulario, del 1054,  quando ancora era comune la preghiera a Maria panagia/tutta santa!

*E’ successivo alle  celebrazioni di Basilio II  sul Partenone  (cfr. Basilio II e la preghiera alla Panagia sul Partenone)?!

Va bene, Marco.

La forma di preghiera alla Madonna è già in Bernardo di Clairveaux  che nel XXXIII canto dl Paradiso  dantesco  fa le lodi di Maria “vergine madre,  figlio del  tuo figlio”. Questa è  formula normale  per tutto il  XIV e XV secolo  grazie a Bernardino da Siena  (1380-1444),  predicatore itinerante francescano: questa formula  resta immutata  fino alla  codificazione  dell’anno 1568,  per decisione di Pio V, il  quale,  applicando le norme del Concilio di Trento (1545-1563) vi aggiunge ora pro nobis nunc et in hora mortis nostrae. Amen /adottata anche dai greci (πρέσβευε ὑπὲρ ἡμῶν τῶν ἁμαρτωλῶν, νῦν καὶ ἐν τῇ ὥρᾳ τοῦ θανάτου ἡμῶν. Ἀμήν).

*Quindi,  professore ,  l’Ave, Maria e  Χαῖρε, Μαρία sono forme  di preghiera  di un culto mariano, nato nel II secolo (cfr. Ancora sul regno dei cieli,  www.angelofilipponi.com – uso di benedetto /εὐλογημένος!-) e cresciuto nei secoli fino ad oggi?!.

Sì. Marco, per tua comodità ti scrivo, a conclusione di questo breve articolo, le due preghiere, una in lingua Latina: Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum/ Benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus. Sancta Maria, mater Dei , ora pro nobis peccatoribus nunc et in hora mortis nostrae. Amen ? due in Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo grembo, perché hai dato alla luce il Salvatore delle nostre anime) e l’altra in greco antico ( Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo grembo, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen).

 NB. L’ultima parte di quella greca antica è traduzione di quella latina!

Informazioni su Angelo Filipponi

Storico, linguista traduttore Un'altra storia del Cristianesimo