Considerazioni su Octateucho di Cassiodoro

 

Come si sa Cassiodoro scrisse due libri di Institutiones  (liber primus  divinarum litterarum et  liber secundus  Saecularium litterarum) nel periodo in cui fondò Vivarium, desiderando dare  fondamentali norme ai suoi seguaci.
Cassiodoro dal suo scriptorium  crea il modello di uomo del VI secolo in senso religioso e secolare, in epoca gotica e bizantina (aveva visto tutta la storia visigotica e ne era stato ammiratore, ma poi aveva accettato la nuova impostazione bizantina giustinianea, dopo la fine della guerra gotico-bizantina, prima dell’avvento dell’ondata longobardica!).  Cassiodoro è un classico che  crea un modello di vir ciceronianus, ma  religioso, il monaco!
A noi interessa vedere cosa legga  Cassiodoro (485-580) e cosa consiglia ai suoi discepoli di Vivarium al fine di comprendere  il vivere quotidiano e specie  capire quale  cristianesimo ci sia  in Occidente e quale pratica di vita quotidiana suggerisca, in un contesto chiaramente barbarico…

Noi conosciamo bene  l’opera di Cassiodoro,  avendo tradotto  Cassiodori Senatoris Institutiones di  R.A.B Mynors  Oxford At the Clarendon Press 1937 dedicato a Aubrey Baskerville Mynors  (cfr. A .Filipponi, L’altra lingua l’altra storia, Demian 1995) ed abbiamo esaminato  il monachesimo occidentale di Benedetto da Norcia,  seguace per la sua regola  certamente dei modelli greci di Basilio e di Pacomio  e dell’esempio di  Vivarium  cfr.  Storia del  Monachesimo in Italia  di Gregorio Penco  Edizioni Paoline 1961.  Noi cerchiamo in Cassiadoro,- un vir civilis tradito nella sua visione classica   da Teodorico e  dai latifondisti patres romani –  di trovare consigli anche per  uomini che leggono senza capire, per  chi scripturas logicas introire non possunt!  i multi agrammati  non sapendo trovare in litteris niente,  non hanno altra via se non che devono  sapere che nisi dominus  aedificaverit domum,  in vano laborant  qui aedificant eam  e devono capire che beatus homo quem tu erudieris, domine, et de lege tua  docueris eum !: per Cassiodoro  Christus  è Via, veritas et vita! cfr. Io sono la via, la verità, la vita ! www.angelofilipponi.com

Senza Cassiodoro, comunque,  difficilmente  si sarebbero stati un monachesimo ed una scuola di  copisti, che, imparando secondo i precetti di Institutiones, sono  magistrali  paradigmi per l’organizzazione di un scriptorium medievale Infatti Cassiodoro  in Praefatio  scrive:  Ferunt itaque  scripturas  divinas veteris  novique testamenti ab ipso principio  usque ad  finem Graeco sermone  declarasse  Clementem  Alexandrinum  cognomento Stromateum  et Cyrillum eiusdem civitatis  episcopum  et Johannem  Chrysostomum , Gregorium  et Basilium, necnon et alios studiosissimos viros  quos Graecia facunda  concelebrat.  sed nos  potius latinos scriptores  Domino  iuvante sectamur, ut quoniam  Italis scribimus, Romanos quoque  expositores  commodissime  indicasse videamur I, 4  

Nella praefatio  dopo aver parlato della Scala a visionis Iacob,  Cassiodoro cerca di  evidenziare un ordine di lettura per i tirones /principianti indicando maestri  come Cassianus  Sanctus  Augustinus Sanctus Hieronimus ecc. –

Secondo Cassiodoro  Primus Scripturarum divinarum codex est Octateuchus, qui initium illuminationis nostrae historica relatione fecit a Genesi. ..
Lo scrittore precisa che lui si attiene  a S. Basilio, ampliato da Eustazio…

Perciò, lo scrittore  vuole insegnare seguendo i paradigmata della Regola basiliana, dettata da san Basilio in due tempi successivi…

E quindi, dobbiamo pensare che Cassiodoro conosca  la prima (Regulae fusius tractatae)  che comprende 55 articoli sui doveri generali del monaco -chiamato genericamente “fratello” ed anche  la seconda (Regulae brevius tractatae) che è una specie di compendio  con vari casi  sulla vita monastica….
A Cassiodoro non sfugge la vita monastica come stato ideale per raggiungere la perfezione cristiana, o meglio  l’invito basiliano a tutti, anche a chi oggi definiremmo laico, a condurre, indipendentemente dalla propria condizione di vita, uno  specifico stile di vita…
Siccome all’eremo, tipico del primo monachesimo orientale, Basilio preferisce il cenobio, che presuppone celle o romitori autonomi e  quindi luoghi di preghiera e di lavoro in comune, anche per Cassiodoro  il cenobio favorisce la correzione dei difetti e l’aiuto scambievole tra i monaci…

Il sistema basiliano, però,  dipende dall’esperienza cenobitica di san Pacomio in Egitto,  consistente nel voler conferire una dimensione familiare alle piccole comunità di monaci…

Anche la volontà cassiodoriana di volere che i monaci siano integrati nella vita della Chiesa e vivano inseriti nella comunità civile… è, comunque  una conferma della sua dipendenza dall’auctoritas  patriarcale  e dell’ accettazione dell’autorità del Vescovo, in relazione all’esercizio del ministero pastorale…

Per questo motivo molti erano anche sacerdoti, un elemento che distingue i basiliani, oltre che dai pacomiani, anche dai benedettini, i cui appartenenti non necessariamente sono sacerdoti

Per Cassiodoro, invece, il monachesimo ha una sua libertà dalla Chiesa, anche se è conformato al suo potere e ha un sua connotazione culturale diversa da quella della cittadella basiliana, che ha valore caritativo, in quanto opera come ente a favore dei poveri.
Per i basiliani fondamentali sono tanto il lavoro manuale, che rafforza il corpo, quanto la preghiera, che rinfranca lo spirito, ma è importante anche lo studio della S. Scrittura, che illumina la mente. Perciò, essi dànno grande spazio alla preghiera  a cominciare dalla mezzanotte fino all’alba  e, dopo alcune ore di lavoro, di nuovo la preghiera della Terza a cui segue, sempre alternando lavoro, quella della sesta, e quella della nona.

Le ultime due volte che pregano, sono collegate con il canto dell’inno gioiosa luce  del salmo 90, con la lettura biblica, e  sono fatte al Tramonto e a Compieta.

Per il lavoro si intende non solo lo studio dei testi cristiani e  la loro trascrizione ma anche quelli delle artes non liberales, come l’artigianato (tessitura, calzoleria, muratura, falegnameria e  l’agricoltura ecc.)…
In Oriente l’ordine basiliano ebbe subito grande sviluppo; in Occidente fu dapprima trapiantato in Sicilia e Puglia nell’VIII secolo, poi in Calabria e Lucania ed infine  nel resto d’Europa- specie in Anglia  ad opera di  Agostino  e poi di Ceolfrid e Beda…

Monastero di S Paolo dove Ceolfrid fu Abate

Mi sono soffermato sulle relazioni tra i basiliani e Vivarium per rivelare le comuni caratteristiche del monaco cristiano, date le due diverse condizioni in cui le due regole furono applicate  …

La regola  basiliana indicava ai monaci solo le linee di lettura secondo gli schemi adottati  poi da Gregorio di Nissa, nella Vita di Mosè, il quale  cercava di mediare tra la lettura letterale  e quella allegorica delle due scuole di Antiochia e di Alessandria…
Octateuco (Pentateuco, Giosué, Giudici e Ruth) è, invece,  alla base  dei commenti  dei padri della Chiesa, formanti una catena  che sembra dovuta a Procopio di Gaza,  in epoca giustinianea, tanto lodata da Fozio  (Amphilochia,153) in cui  si dà moltoa importanza al Salterio...

Cassiodoro riprende la catena con tutte le nozioni proprie della tradizione dei cappadoci, seguita da Augustinus, Ambrosius , Hyeronimus, Prosper ..
 accettando, senza nemmeno considerarla,  l’ ispirazione divina della Traduzione dei Settanta, la quale  comprende anche i  Profeti e tutti gli altri libri del Vecchio Testamento: Cassiodoro procede secondo tradizione ed accoglie passivamente la regola che lo Spirito santo ha ispirato l’Octateuco e quindi sancisce il principio  che la base del Vecchio Testamento sia non solo il Pentateuco ma anche gli altri tre libri, compreso quello di Ruth, accolto  per la dinastia davidida di Christos Messia

Cassiodoro non solo accetta, dunque, il Vecchio testamento ma anche il sistema Trinitario e crede in una Chiesa una santa ed apostolica, che è tale in quanto è in Cristo e nella Trinità
Perché questa scelta? …E perché non si tratta di  Parafrasi dell’ Octateuchos di Athenais Eudocia?
Perché questa  non c’è stata tramandata?
Forse  l’Octateuchos si forma subito dopo Marcione? non so esattamente, ma potrebbe essere!…

Infatti Cassiodoro parla di omeliae eloquentissimae di Origene in tre codici ,  ritenuto  secondo la tradizione dei Padri eretico (quem multorum quidem Patrum sententia  designat ereticum) anche se Girolamo eius aliqua opuscola sermone dissertissimo  transtulit in Latinum…

Forse perché poi entra nel Canone di Atanasio? Che valore ha il magistero di Basilio? Quanto pesano i Cappadoci in tale letture ?…

La figura di Marcione,  un naucleros dell’Asia minore venuto a Roma dove assume un suo ruolo episcopale  grazie a cospicue elargizioni in denaro, è da rileggere attentamente per comprendere  il sistema cristiano in epoca antonina (III volume di Giudaismo Romano, inedito): il cristianesimo era poca cosa ancora ed aveva forse una canone cristiano ridotto, fuso con quello biblico dei Settanta e ricordava il  Natale  di Christos  come il giorno del Sole – Giustino, I,Apologia 67-  e discuteva sulle lettere di Paolo mettendo in relazione i vangeli con gli scritti dei profeti e  questionando sulla veridicità delle fonti evangeliche ( Marco, Matteo e Luca)…
Marcione, siccome non credeva nel valore della Bibbia ebraica  e considerava il Dio degli ebrei un dio diverso da quello del Nuovo testamento, pater di Jesous Christos, agathos, rispetto a quello cattivo e crudele veterotestamentario, avendo grande stima del pensiero paolino,  aveva stabilito  di basare ogni credo sulle lettere paoline (10. cfr. I due Canoni)  e sul vangelo di Paolo (cioè quello di Luca)…
Dunque,  Cassiodoro nel 540 al monastero di Vivarium  presso Squillace in Calabria  fonda un’ Università di studi  cristiani,   un asilo per i pellegrini  con l’intento di  formare il cristiano…una nuova figura di christianus?!

Sembra così! anche il luogo sembra  ..adatto, Tutto  appare razionale funzionale  autentico!…
La scelta del luogo è opportuna: presso un fiume, vicino al mare,  su cui si costruiscono vivai per allevare il pesce,   che viene custodito senza farlo sentire prigioniero, ma libero  di vivere e di riprodursi, quasi simbolo della loro stessa cristianità.
Per i monaci Cassiodoro costituisce anche un vivaio  in modo che essi abbiano bagni  e tutti quei conforts  in modo da essere tranquilli e pensare solo alle cose spirituali (- Invitat siquidem vos locus Vivariensis monasterii ad multa peregrinis et egentibus praeparanda,  quando habetis hortos  irriquos  et piscosi amnis  Pellenae fluenta vicina…Balnea quoque congruenter  aegris praeparata corporibus iussimus aedificari…Sed illic positi ad illa desideria transferantur, quae non faciant regnare cum Christo – De Inst, Divin. litt. 29.30 -) Invita i monaci alla lettura di Giovanni Cassiano (360-435), un semipelagiano,  monaco in Palestina e nel Basso Egitto, passato poi a Marsiglia  dove scrisse De institutis caenobiorum  et De octo principalium vitiorum  remediis  libri XII  e sette libri di un’opera contro Nestorio, anche se vedendone i limiti confessionali ,  spinge i suoi a leggere anche Prospero di Aquitania, un polemista antinestoriano e antipelagiano   nelle cui opere  di morale e di teologia  si ritrova…

Di questo Cassiodoro loda quindi, anche se non la cita,  la continuazione della cronaca di Girolamo …

Ed aggiunge che i suoi monaci devono seguire non solo Prospero ma anche Vittore  Mattaritano,  episcopus afer,   che fa una revisione della regola di Cassiano in Occidente   e li esorta a  seguirne le indicazioni in relazione alla sua approvazione specifica…  Cassiodoro non è preciso, però, nel lavoro come incerto tra spirito e fatica :desidera infatti che essi leggano eas partes  quas salubriter  cognitur ille laudasse. Nam si vos in monasterio  vivariensi, sicut credere dignum est, divina gratia suffragante  coenebiorum  consuetudo  compotenter  erudiat et aliquid sublimius  defectos animos optare  contingat  habetis montis Castelli secreta  suavia velut anachoritae , praestante domino, feliciter esse possitis.  La sua è   pratica anacoretica…è una raccomandazione fraterna anche se fra le attività pratiche  e materiali impone quella dell’antiquarius cioè di fare copie delle scritture  moltiplicando con dita  e cannuccia le parole di Dio e i colpi inferti a Satana (Felix intentio, laudanda sedulitas manu hominibus  praedicare, digitis linguas aperire,salutem mortalibus tacitum  dare et contra diaboli surreptiones  illicitas  calamo atramentoque pugnare. Tot enim vulnera  satans  acciti  quot antiquarius  Domini verba  describit …)

Perciò, sono costituiti i copisti  (librarii,  da liber  in quanto pesatori – da Libra/bilancia  addetti ad essere scrupolosi ed attenti nel lavoro  in quanto hanno un compito alto ed utile,  dovendo guardarsi da errori  materiali e nuovi e vecchi  e quindi devono ben erudirsi in Grammatica…)!

Da qui,  l’elenco dei grammatici a cominciare da  Velio Longo del periodo di Adriano,  Curzio Valeriano, Papiriano ed Adamantio Martirio (specie per la distinzione di b e v nelle sillabe iniziali, medie e finali)  tutti uomini da collocare tra il quarto e il quinto secolo, oltre ad Eutiche discepolo   di Prisciano (del VI secolo ) e a Foca  la cui opera sull’ortografia  tratta dei vari problemi  e a Diomede  e a  Teoctisto,  maestro dello stesso Prisciano, ritenuto molto degno di considerazione tanto da  essere tramandato almeno mediante estratti.
Inoltre Cassiodoro si preoccupa perfino della rilegatura e perciò  vuole esperti rilegatori  capaci di abbellire  i codici  con una bella veste esteriore  e cita la parabola  matthaica  delle nozze del figlio   in cui i convitati sono invitati a mettersi vesti festive. Insomma Cassiodoro pensa  a rifornire i monaci di olio   a dare una meridiana  perché non si ignorassero le distinzioni di ore  ed un orologio ad acqua  per la notte e per  le giornate piovose

La disquisizione finale  è invito a pregare ..orate pro invicem ut salvemini  in una supplica  all‘inaestimabilis  pietas virtusque  creatoris , che ha creato il sole la terra l’acqua, il cielo !..  : l’acqua sulla terra ha lo stessa funzione  del trascorrere nel cielo della forza del sole : per Cassiodoro la loro oggettività e il loro corso  sono segni che i  due elementi fuoco ed acqua  sono simboli di un accordo  per mezzo di messaggeri  al fine di richiamare l’attenzione umana alle cose celesti   divine quasi fossero trombe …
Seguendo questo sviluppo ed avendo un intento formativo Cassiodoro ritiene che i libri costituenti l’ottateuco, in quanto ispirati, siano  centrali  per la conoscenza e per  la vita dei monaci…
Perciò,  anche la tradizione che va da Benedetto (490-583) a Bernardo (1090-1153) per circa cinque secoli, formando il monaco, ha praticamente il monopolio  dello studio e può seguitare sulle orme della cultura orientale basiliana, ad operare nella dottrina spirituale,  influenzando e condizionando  il corpo di Cristo, la Chiesa: lascia così alla cristianità occidentale  una vera impronta, modellando lo spirito e gli ideali non solo degli ecclesiastici ma anche dei laici specie degli incolti aristocratici e  delle masse popolari…

Ora Cassiodoro, col suo scriptorium – a parte il significato del termine che per lui vale anche come lo stilo che si usa per imprimere i segni  la cera oltre a quello di base su cui si appoggia il foglio, mentre si scrive   tanto da  valere anche  luogo in cui si scrive l’epistolario… è esemplare per ogni monaco …e Vivarium per qualche decennio dopo la morte di Cassiodoro è un centro di studio,  modello per secoli  e per la scuola palatina / tramite  i monasteri di Northumbria e poi per benedettini. Sulla base del lavoro di Mynors,  gli studi di   Pierre Courcelle -che pur ha mostrato ce le divergenze nei manoscritti derivate da uno stadio anteriore dell’opera-  e di Louis  Holtz (che traccia lo stemma codicum definitivo ed analizza la diffusione e l’impatto dei testi cassiodoriani nel Medioevo) aiutano a  leggere e a capire  il contributo di Cassiodoro alla storia delle cultura occidentale  e  a rilevare l’esatto significato del valore della tradizione rispetto a quella greco- ellenistico- bizantina. Le conoscenze del trivio e del quadrivio sono di prima mano e   sono da confrontare solo con Severino Boezio  e la sua formazione…

Da qui è  possibile rilevare il patrimonio  librario,  oltre alla tecnica operativa dei monaci,  confrontata poi con quella di Ceolfrid, Beda ed Alcuino, che nei loro monasteri fanno esercizio e creano altri scriptoria  su basi bibliche  costituendo un a Bibbia sull’esempio vivariense, servendosi del lavoro  fisico  dell’amanuense, che deve imparare il sistema  agricolo,  operando sui campi oltre che nel monastero, cacciando pergamene  dagli scrinia  facendo opera di bella scrittura con una retta  ortografia, imparando anche l’arte della  medicina oltre a quella   della ars edificatoria, piscatoria e venaria, secondo i canoni di Vitruvio e di Plinio Il vecchio: c’è in Cassiodoro la volontà  di formare ed orientare  uomini educati professionalmente, in quanto è  desideroso di far capire che il quadrivio è costituito solo da artes theoriche,  mentre il trivio ha un significato sia teorico che pratico in quanto  grammatica   e retorica sono artes  operative  utili per l comunità: secondo  il  Venerabile Beda  Historia ecclesiastica gentis anglorum, Libro 5, capitolo 24,  a Wearmout  e Jerrow   non  ci sarebbe stato nessun scriptorium, se non ci fosse stato  Vivarium!…

Informazioni su Angelo Filipponi

Storico, linguista traduttore Un'altra storia del Cristianesimo