TITO FLAVIO VESPASIANO Vae, puto, Deus fio/povero me, divento Dio, credo! Svetonio, Vespasiano, 23, 4 Noi cristiani associamo soothr/salvatore solo a Cristo, ma i cives romani e Giuseppe Flavio, nel 70 d.C., acclamano, all’arrivo a Roma da Alessandria, Tito Flavio Vespasiano come ths oikoumenhs soothr! Col termine i romani, in greco, salutavano ed acclamavano il vincitore […]
Muoia Sansone insieme a tutti i Filistei
Muoia Sansone insieme a tutti i FilisteiAgli amici Gaetano e Fausto Tufano *Muoia Sansone insieme a tutti i Filistei, non è un detto-sentenza della Bibbia, riferito alla morte eroica di Sansone? Certo, Marco! Noi cristiani, per secoli, così abbiamo letto questo apoftegma (enunciazione di una massima) biblico di 1, Giudici, 16, 30, in cui si […]
Gli ebrei a Roma nella Pro Flacco di Cicerone e in In Flaccum di Filone alessandrino.
Sua cuique civitati religio, nostra nobis/ad ogni cittadinanza la propria religione, a noi la nostra! In memoria di Paolo Trento, mio caro amico ed alunno. *Professore, come mai vuole esaminare il sistema di vita ebraico dal 59 a.C. al 38 d.C.? Cosa vuole indagare? Vuol mostrare forse il comportamento ebraico nel periodo di […]
Epistula CXXXIV ad Augustinum
L’uomo nasce piangendo e piangendo muore, anche se, talora, vivendo, può ridere, se, amando se stesso, ama l’altro e la natura! A Don Sincero Mantelli *Lei vuole parlare di Epistulae ad Agostino, di Girolamo, ma… io sono preso, da giorni, dal problema dell’ineffabilità di Dio e della sua reale comprensione da parte di […]
Per un “Bios” di Giòsuè, “diadochos” di Mosè, secondo Giuseppe Flavio
Giuseppe Flavio, Antichità giudaica VPer un “Bios” di Giòsuè, “diadochos” di Mosè secondo Giuseppe Flavio Arnauld d’Andilly divide il V libro di Histoire des Juifs écrite par Flavius Ioseph sous le titre de Antiquitez Judaiques (Traduite Sur L’original Grec Reveu Sur Divers Manuscrits, Par Monsieur Arnauld D’andilly, Gallica, 1681) in 11 capitoli, che noi […]
Per un “bios” di Mosè secondo Giuseppe Flavio
Tsàggara, mh pro toon krepìdoon/sutor, ne ultra crepidam/Ciabattino, non (andare) oltre le scarpe! è una locuzione latina usata per dissuadere dall’esprimersi coloro che tendono a parlare di materie o argomenti su cui non hanno alcuna competenza, riportata da Plinio il Vecchio, St. Nat., XXXV, 10, 36 (episodio del calzolaio critico circa l’upodhma/krhpis/la scarpa, nell’episodio del […]
Il regno dei cieli e Jehoshua Barnasha
IL REGNO DEI CIELI 1. Jehoshua, Christos Messia/unto, entrò tra gli osanna popolari nella Pasqua del 32 d.C. in Gerusalemme bassa come un re davidico, seduto su un asino e accompagnato da una folla festante che agitava rami di palma e stendeva per terra fronde e mantelli, al grido di maràn, athà/vieni, signore! Cfr. Matteo, […]
Giuseppe Flavio in “De viris illustribus” di Girolamo
Girolamo, in Commentarii in Hieremian, 5, 27, dice che Origene allegoricus semper interpres delirat et in hoc loco quando legge enanthroopeoo/Io mi incarno – io entro in un corpo o tra gli uomini – (cfr. Eliodoro, Etiopiche, II, 31: psuchhn apacs enanthroophsasan/anima una volta incarnatasi in un corpo). *Perché mi vuole mostrare Girolamo, che tratta […]
Il vangelo aramaico di Matteo, quello greco di Deutero Joannes e di Marcione e quello siriaco di Bardesane
PRIMA PARTE *Professore, perché mi vuole parlare di quattro Vangeli scomparsi, ignoti alla maggior parte dei cristiani? Marco, vorrei datarli, avendo una precisa fonte, quella di Girolamo autore di De viris illustribus dell’anno 393 d.C. e sapendo anche il motivo della loro esclusione dal codice Neotestamentario, cfr. articoli: I due canoni, Cosa accadde davvero nel […]
Marcione di Sinope e “il primo cristianesimo”
per Marcione il Dio veterotestamentario è un demiurgo rozzo e vendicativo, mentre la divinità del nuovo testamento rivelata dal Christos è buona e provvidente, e quindi, secondo lui è necessario differenziarsi dal giudaismo. Marcione allora impone astinenza sessuale, propugnando preghiera oltre ad una alimentazione sobria e rigorosa; richiede al fedele, indifferenza nei confronti dello stato romano, in quanto è cittadino di un’altra patria, spirituale, celeste, cosciente di dover predicare fratellanza universale cfr. Tertulliano, adversus Marcionem, I libro!