Per un orientamento prima delle lezioni sulla domus giulio-claudia

Per chi non sa decodificare risulta grave malattia la lettura, specie per il curioso, che ne fa pratica per un narcisistico egoismo

*Professore, io sono curioso e voglio sapere da lei come orientarmi per fare lettura degli imperatori della casata/domus giulio-claudia?

So bene che sei curioso e che non sei un parolaio! Tu hai sempre cercato, nonostante le differenze di credo religioso, di seguire le orme dei miei passi anche nella storia cristiana ed ora vuoi seguirmi in quella romana, avendo fin da ragazzo seguito i corsi di linguistica applicata e di semantica.

*Io mi sono trasformato, cambiando totalmente il mio sistema di vita, seguendo il suo lavoro, continuo, scientifico, ed ho operato sempre e solo sui testi per comunicare con l’altro in un reciproco rapporto, dando e ricevendo uno scambievole dono/munus ed ho smesso di parlare a vuoto, retoricamente, cercando di dire la verità per quanto è possibile ad uno che vuol essere leale, in quanto uomo padrone di sé, logico, naturale e funzionale – cfr. Caro Professore -.

 Marco, sono contento di aver favorito il tuo cambio di registro e del tuo approdo ad una padronanza di Sé. Io ho impiegato molti anni, prima di fare storia, avendo dovuto fare operazione di decondizionamento giudaico-cristiano, cioè ho dovuto decodificare rettamente lo scritto in esame, facendo contesto, rilevando le situazioni e gli episodi, ricreando precisi ambienti, prima di leggere, senza interpretare, quanto trovo scritto in quel particolare momento storico, che deve essere studiato, analizzando esattamente i tempi in cui si opera. Leggere per me è analizzare prima i factareserga, tramandati dagli scrittori, che vivono in quel periodo storico, che raccontano dalla loro angolazione, rilevando il procedere in relazione all’interesse personale e a quello della propria nazione in un sistema di imperium universale di oltre 3.000.000 di km quadrati, dominato dalla pars romano- italico-latina occidentale, vincitrice rispetto all’altra perdente orientale di lingua greca ed aramaica. Molti scrivono in Occidente e molti in Oriente. avendo ognuno la propria linea di lettura, quando esiste una sola legge vivente/Nomos empsuchos quella giulio-claudia, di un solo padrone-pastore/dominus poimhn, l’imperator/autocrator, che domina sul gregge umano da Roma caput mundi.

*Professore, Cicerone, Cesare Livio, Pollione, Messalla, Trogo, Velleio Patercolo, Orazio, Virgilio, Ovidio, Properzio, Lucano, Claudio, Seneca Padre e Seneca Figlio, Vitellio, Petronio, Marziale, Giovenale, Plinio il vecchio ed altri sono gli scrittori occidentali e gli orientali sono Didimo Arieo, Dionigi di Alicarnasso, Nicola di Damasco, Filone, Apione, Giuseppe Flavio ed altri che possono testimoniare circa i factares/erga, accaduti in 117 anni se si inizia da Cesare – che passa il Rubicone (49 a.C.-68 d.C.) o in 128 anni dal 60 a.C. consolato di Cesare alla morte di Nerone 9 giugno 68 d.C. -.
Lei, quindi, conoscendo bene tutti questi e come professore e come traduttore ha potuto fare il reale contesto, dopo un attento lavoro di decodificazione testuale ed ha trovato il loro messaggio con la loro poetica sulla domus giulio claudia dall’angolazione occidentale e da quello orientale. Lei ha rilevato, oltre al buco storico (cfr. Il buco storico) un predominio ellenico-giudaico-cristiano – oggi chiaro in quel Ante Christum natum e post Christum natum, come se davvero l’anno di nascita di Cristo fosse stato, all’epoca, una demarcazione -. Per lei, invece, è il principato di Augusto, che fa da divisore anche per la tradizione cristiana posteriore che, secondo la provvidenza l’oikonomia tou theou, fa nascere il Messia soothr/salvatore sotto Augustus nella evangelica pienezza dei tempi e lo fa morire sotto Tiberio per lesa maestà secondo lo ius romano, al fine della redenzione dell’uomo, figlio di Adamo.

Marco, tu sai bene, quindi, che la divisione in Ante Christum natum e post Crhistum natum è occidentale in quanto opera di Dionigi il piccolo/Dionysius exiguus (475-544) un monaco scita, vissuto a Roma, che è errata, oltretutto, perché il suo computo Ab urbe condita/dalla fondazione di Roma cioè dal 21 aprile 753 a.C. di Taruzio Fermano (cfr. Lucio Taruzio) – e non dalla prima Olimpiade e 777/76 – risulta anno 1 a.C., cfr. Ambrogio e la celebrazione del Natale.

*Lo so bene e, grazie a lei, ho capito l’errato passaggio del monaco all’anno 1 d.C. senza rilevare l’anno zero, sconosciuto, avendo fissato la data dal giorno di nascita del Messia, 25 dicembre, nel VI secolo d.C.

Bravo, Marco, Dionigi fa questa operazione quando già l’impero romano occidentale è caduto (476 d.C.) e predominano nelle province imperiali i Franchi, i Burgundi, i Visigoti, gli Ostrogoti, i Vandali ecc, barbari che si lasciano imporre le nuove cristiane datazioni romane. Io, perciò, dopo aver risolto il problema cristiano del Regno dei Cieli e del Regno di Dio, ho iniziato la revisione della storia romana, vista da un’angolazione giudaico-aramaica e greco-ellenistica, specie di Filone (25 a.C.-41 d.C.) e Giuseppe Flavio (38-101/2 d.C.), autori da me tradotti per dare precise risultanze storiche!

*Professore, io ho letto bene tutti i i suoi lavori e suggerisco a chi vuole seguirla davvero, per fare storia con lei, la lettura di Filone e il “principato” di Caligola, Vespasiano e il Regno, Frontone e gli Antonini, e specificamente Premessa all’opera e Fatti, non Parole!, oltre al libro Caligola il Sublime, Cattedrale, Ancona, 2008!

Marco, hai fatto un bel lavoro di presentazione per il tuo caro professore che, pur vecchio di 86 anni, sente il dovere di fare lezione a sconosciuti per orientarli storicamente. Grazie.

* Io ringrazio lei, che mi ha aiutato nella formazione linguistica e poi cristiana ed infine storica.