Anno millesimo ducentesimo octogesimo quinto, MCCLXXXV, ab urbe condita

Anno millesimo ducentesimo octogesimo quinto MCCLXXXV Ab urbe condita

*Professore, perché mi scrive una tale data, che mi corrisponde a 532 d.C.?

Vorrei sapere se conosci Dionigi il piccolo, detto anche lo scita o il trace, o il fratello, il monaco, che vive a Roma e che si autodefinisce Dionysius exiguus umilmente, temendo di essere paragonato con Dionigi il grande di Alessandria cfr. I sabelliani ed i due Dionigi.

*Certo lo conosco come astronomo e scrittore del VI secolo d.C.!

Allora sai anche cosa significa anno millesimo M Ab Urbe Condita?

*Certo, sono un buon discepolo e so che corrisponde esattamente al 248 d.C., anno sotto il regno di Filippo l’arabo, il traconita (244-249 d.C.), successore di Gordiano III e predecessore di Decio.

Mi dici giorno, mese ed anno di questa data: octavo die ante kalendas ianuarias, millesimo centesimo undequadragesimo anno? MClXL ab urbe condita

*lo so. 25 dicembre 386 d.C.! Ho letto Ambrogio e la celebrazione del Natale sul suo sito.

 Bravissimo! Allora sai anche a cosa corrisponde il quindicesimo anno di Tiberio, di Luca, 3, 1?

*Certo. All’anno 28/29 d.C., anno in cui Tiberio prende il potere, dopo la morte di Augusto, il 19 agosto del 14 d.C. (cfr. I commentari storici di Strabone  in www.angelofilipponi.com  ).

 E sai pure la data, quando G. Giulio Cesare Ottaviano viene chiamato Augustussebastos

*Anno 27 a.C.

Sai pure, dunque, che chi ha diviso la storia romana in Ante christum natum e post christum natumè il cristiano scita, Dionysius exiguus anno millesimo ducentesimo octogesimo quinto nel 532 d.C., che tiene presente il calendario romano e quello greco, secondo la riforma cesariana del 46/5 a.C., che procedeva ab urbe condita, cioè dal 21 aprile 753, secondo quanto affermato da Varrone e Taruzio fermano, e secondo la I Olimpiade, fissata al 777/6 a.C. dagli storici greci Ecateo, Erodoto, Tucidite e altri. 

*Certo. Ho seguito i suoi lavori sull’epoca giustinianea e conosco i problemi, sorti dall‘interpretazione di Origene. e a seguito della guerra gotico-bizantina del 535-553 (cfr. Procopio di Cesarea, La guerra gotica, a cura di Elio Bartolini, TEA, 1994).

In Occidente il cristianesimo si sta diffondendo tra i barbari mentre il pontefice romano Ormisda (514-523 d.C.) è papa importante ai fini dell’auctoritas sacerdotale romana e della sua indipendenza dal potere politico (484-519), sotto il regno di Teodorico e poi di Amalasunta e di Atalarico, quando Acacio patriarca di Costantinopoli è l’ispiratore dell’Henotikòn dell’imperatore Zenone (474-491) promulgato nel 482, in modo da sopire i contrasti esistenti tra i calcedoniani e gli anticalcedoniani, sorti subito dopo il Concilio di Calcedonia nel 451: Il testo è equivoco e non univoco nella lettura e nell’interpretazione: Christòs è proclamato una persona in due nature perfettamente complete, distinte, inconfuse, per cui Gesù-Christos è vero Dio e vero uomo, contro la teoria monofisita di una sola natura!

*Professore, Papa Ormisda ha una sua indipendenza se può incaricare Dionysius exiguus a riordinare gli archivi e a far dividere la storia ecumenica secondo criteri astronomici, in Ante e post Christum, come se Gesù fosse stato per tutta la romanitas, anche pagana di ogni tempo, l’uomo fatale della demarcazione storica… secondo la concezione dell’oikonomia tou theou, provvidenziale, della venuta del soothr/salvatore, figlio di Dio, redentore del mondo – cfr. Origene e la Sacra Scrittura -.