*Professore, ancora vuole dire qualcosa su parthénos – virgo?!! È veramente un vecchio testardo, incredibilmente testardo?!
Marco, perché mi dici così?
*Lei seguita a dire, pensando di orientare l’altro, ma è così? L’altro è veramente altro se stesso? O è uno che ancora deve decondizionarsi dalla secolare formazione cristiana, ricevuta?
Parli così forse perché in famiglia neanche mi fanno parlare di Gesù, di Maria vergine-madre e nemmeno di filosofia o di storia? Forse perché i miei famigliari non vogliono che io parli di papato o d’Italia o d’Europa, di politica in genere? Forse perché nemmeno tra parenti ed amici ho ascolto? Forse perché oggi, di questi tempi, il vecchio è un peso …troppo pesante per i giovani?
*No. NO. Io stimo lei e la sua famiglia e non voglio togliere niente alla sua ricerca di quasi 60 anni, ma oggi devo dire la verità su noi utenti, su noi che leggiamo ed ascoltiamo lei, che vuole orientare l’altro, che, da secoli, è stato orientato ed ammaestrato secondo tradizione cristiano-cattolica! Lei suole iniziare la lezione col chiedere l’età dell’universo e noi le rispondiamo sempre che ha quasi 14 miliardi di anni, ma noi crediamo, di fatto, andando in Chiesa da fedeli cristiani, come gli ebrei e i Testimoni di Geova, che esso abbia solo 5.785 anni in quanto per la Genesi Dio creò il mondo in sei giorni e poi il settimo si riposò?! Professore, noi che crediamo in Gesù, un giudeo galileo venuto dal cielo in terra, incarnatosi in una vergine madre, per salvarci dal peccato originale di Adamo e redimerci col suo sangue, non possiamo credere a lei, ricercatore o alla scienza! Noi rispondiamo per cortesia una cosa, pur credendo un’altra!
Possibile che anche tu, ingegnere orientato e formato classicamente da me in senso laico e revisionista, secondo ragione e natura, possa comportarti così, nonostante gli anni trascorsi a trovare la tua odos/via e a seguire una personale methodos nuova, antiaristotelica, antitomistica ed anticartesiana, sia ancora condizionato dall’insegnamento ricevuto da bambino.
*Professore, lei ha mostrato chiaramente il funzionamento del decondizionamento religioso e la sua lunghezza temporale – tot anni + un terzo dall’inizio del condizionamento! – in “Idea” di un Jesus of culture e in Si cogito non credo, si credo non cogito. Allora? e in tanti altri articoli e libri! Non deve, perciò, meravigliarsi di quanto avviene tra noi, suoi lettori e neanche in me che ora le appaio incoerente, specie per le mie conclusioni negli ultimi articoli.! Se ipotizziamo che siamo rimasti nel condizionamento religioso per i primi 18 anni significa che dovremmo esserci decondizionati dopo almeno 24 anni! Eppure… ora io e i miei amici e tanti altri compagni abbiamo superato i 50 anni ed ancora siamo radicati nel cristianesimo!
Hai ragione, Marco! lo verifico ogni giorno questo anche tra i miei parenti, amici e concittadini.
*Lo ha verificato anche a S. Benedetto del Tronto, città con patrono un martire di epoca dioclezianea, ora diocesi unita a quella di Ascoli! Lei è chiamato a parlare ed è ascoltato veramente da cristiani, ed è anche acclamato, forse per la presenza di molti suoi ex alunni, nelle sue dotte lezioni storiche sul cristianesimo e sull’impero romano!
Io dubito sull’ascolto e sulla capacità di chi sente e pensa di capire, in quanto temo l’equivoco di termine e l’interpretazione arbitraria, se non verifico immediatamente!
*A scuola riusciva a farlo, ma con un uditorio pubblico non è possibile verificare quanto sia realmente recepito nel corso di una lezione frontale! Là dove c’è spectaculum, non può passare la comunicazione, per come lei ci ha insegnato, perché non c’è rapporto paritario, scambievole e reciproco neanche se il pubblico fosse un solo individuo e della stessa cultura! La lectio, pur magistrale, è solo manifestazione di bravura o una recita, o una predica e non basta per la effettiva comprensione dei pur facili enunciati, seppure ben ordinati e strutturati in un tecnico sistema operativo: chi ascolta o legge, tende ad interpretare e mente a se stesso, dicendo una cosa, pur pensandone un’altra!
Quindi, il mio pensiero tecnico, basato su una ricerca effettivamente storica, pubblicato in articoli accademici (410, oltre 820.000 parole!), non serve per gli ascolani, per gli italiani e per gli europei! Stupido ed insensato è il mio tentativo di voler orientare razionalmente, naturalmente e politicamente secondo logica romano-ciceroniana, classica, in senso antireligioso, laico?
*Ritiene forse che in Italia – dove c’è la sede dello Stato Vaticano, dell’Una santa cattolica apostolica romana Ecclesia, che ora ha anche un papa americano! – o in un’Europa, attualmente in crisi di identità, un continente conteso tra il militarismo Russo e quello americano (anche se stanno venendo fuori grandi nazioni concorrenti come Cina e India, che sono ormai di pari grado militare e con maggiore potere economico – sociale, con grandi mezzi tecnologici!) possa passare il suo pensiero critico di Si cogito non credo, si credo non cogito. Allora?, che potrebbe annientare il sistema tomistico cartesiano secolare, o quello di Noi siamo romano ciceroniani non giudaico cristiani, KDP, 2022! La sua è utopia!? Qualunque sforzo o tentativo può aver fatto è cosa da niente, opera di un formica irrazionale, di fronte alla vastità dei problemi mondiali, in cui esiste il condizionamento secolare specifico di ogni popolo e di ogni individuo, attaccato alle proprie radici!
Marco, so bene che la mia opera è poca cosa, ma… ho fatto sintesi tecniche e non ho mai parlato di sistemi universali, volendo trovare una qualche soluzione sulla base di lavori su codici, su testi, su decreti, senza cercare di manipolare il fatto, lasciato nella sua cruda realtà e così ho mostrato Gesù – pregato ed amato nella mia infanzia e puerizia, in Seminario in mezzo a sacerdoti, buoni educatori! – che non è Iesus Christus Dominus geronimiano, né Iesous Christos Kurios origeniano, sancito coi concilia di Nicea, Costantinopoli e Efeso, ma Jehoshua Barnasha, un aramaico costruttore/Tektoon-qainita, un partigiano/zeloths -Kanah, un re/basileus–Maran, un unto/Christos Meshiah, antiromano, antitiberiano e filoparthico, crocifisso, forse neanche morto e risuscitato, facendone dimostrazioni precise in Jehoshua o Jesous, Maroni 2002, in Ma, Gesù, chi veramente sei stato? KDP, 2012, in Per un bios di Ponzio Pilato, KDP, 2022, in ll mito di Roma e di Augusto in Monarchia di Dante, KDP, 2023 e tanti altri libri ed articoli, con specifiche traduzioni, in appendice!
*Lei pensa di aver orientato davvero noi alunni, cattolici italiani ed europei coi suoi paradigmi operativi storici?! Lei si sbaglia: noi restiamo tutti cattolici e neanche comprendiamo quello che effettivamente dice– il suo pensiero– e neppure vediamo e tantomeno leggiamo le sue azioni...esemplari!
Allora, Marco, mi vuoi dire che sono un parolaio come i filosofi e i teologi, come un popolano qualsiasi e che ognuno apprende superficialmente come vuole, liberamente, cliccando sul telefonino, e che neanche servono gli studi scientifici di scienziati, che hanno dimostrato che l‘universo ha miliardi di anni e falsificato la notizia biblica di 5785 anni! Perciò, mi dici che è inutile il mio lavoro storico e stupido e demenziale l’insistere su virgo-parthénos di Maria Theotokos/Deipara di un Gesù. Figlio di Dio, Logos, persona/upostasis di un Dio Trino, con Patèr e Pneuma agion! Hai ragione, Marco! Neanche immagini quanto ho dovuto penare per spiegare ad Intelligenza artificiale/AI il titolo di un mio libro Giulio Erode, il Filelleno in sei volumi, con l’appendice di Vita di Erode Il Grande – 4 libri di traduzione con testo greco a fronte di S. A. Naber (Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio, XIV, XV, XVI, XVII) -. Ho dovuto prima spiegare che è Historia vera di Erode il grande, senza upourgia/omaggio servile al potere e tantomeno panourgia/raggiro mentale sacerdotale, come risulta dalla traduzione e non da fantasia, poi dire che il nome Iulios/Iulius-Giulio, Erode lo ha in eredità dal padre Antipatro, salvatore nel Bellum Alexandrinum di Gaio Giulio Cesare che, grato, lo ricompensa con la cittadinanza romana e col titolo familiare di Giulio ed infine spiegare che Erode è un monarca ellenizzato, che, da turannodidaskalos, insegna a essere basileus/princeps ad Augusto stesso, che è amico degli elleni sia greci che asiatici e che ripristina i giochi olimpici, facendo spese pazze, miliardarie, nelle Olimpiadi del 16 e del 12 a.C., contro il parere dei farisei ed esseni, che lo scomunicano, in quanto uomo di menzogna e troppo prodigo verso i greci, oltre che per la sua superba volontà di costruire città e fortezze, e perfino il Santo Tempio gerosolomitano, ad imitazione dell’amico M. Vipsanio Agrippa (63-12 a.C.)! E che dire del lavoro e della fatica per spiegare Si cogito non credo, si credo non cogito. Allora? Che fare?
*Immagino, professore, quanto sia stata dura fare lezione sulla lettura antitomistica ed anticartesiana e quanto difficile far capire il suo non pensare e non credere e quanto difficilissimo mostrare il suo operare come fare concreto, razionale e naturale. Molto più complicato della logica di S. Tommaso e di quella di Cartesio!
Marco, quindi, mi vuoi dire che è inutile e stupido seguitare la mia ricerca, condannata così come altra tautologia, a causa della mia senile testardaggine e del mio accanimento contro la Chiesa cattolica!
*Professore, lei insiste, nonostante l’età, a lavorare su Maria vergine-madre, pur cosciente che le sue parole sono vuote per un credente in Dio uno e trino, nel verbum-logos, figlio di Dio, nato da una vergine ad opera dello Spirito santo e non vuole rendersi conto della santità delle parole dei Padri della Chiesa, che hanno definito il tutto musterion upselon/mistero sublime! Che vale la sua parola contro quella dei Padri e Dottori della chiesa? Io, suo devoto discepolo ed amico, posso credere a lei, pur ottimo maestro, e non a loro, fonte di sapienza per ogni cristiano da secoli?
Marco, forse a me è rimasto solo quello che diceva Galileo Galilei, copernicano, dopo il Nuncius sidereus, nel momento delle torture: Eppur si muove! Forse io sono uno… capace di dire quel che disse Cicho de Esculo il 16/17 settembre del 1327, davanti a S. Croce: L’ho detto, l’ho insegnato, lo credo! Accendete pure! So bene, infatti, che Gregorio di Nazianzo, maestro di Girolamo, e che Giovanni Crisostomo, un suo successore, hanno una loro visione, alonata dal tempo, della verginità e maternità di Maria, anche se non sempre conforme a quanto poi dicono gli egizi Teofilo e Cirillo, seppure variabile a seconda del clima religioso e del potere dei figli di Teodosio – abili perfino a far condannare patriarchi, di sicura fede, costantinopolitani! – (cfr. Nestorio e Cirillo e Capitali femminili e Cristianesimo).
*Lei ci ha mostrato esattamente il suo pensiero, nel corso di tanti anni e noi abbiamo appreso quel che abbiamo appreso, ognuno a suo modo, ma lo abbiamo veramente capito? E gli altri che ascoltano, cosa realmente hanno capito e capiscono? Questo vorrei farle capire da amico e discepolo fedele, cristiano, comunque!
Marco, nonostante tutto, io seguito e vado avanti per la mia strada, finché la testa mi assiste. Tu, da cristiano, fai quel che vuoi!
*Io, comunque, come sempre, sto qui ad ascoltarla! so, infatti, che la sua opera è ricerca autentica senza fini di alcun genere, frutto di un lavoro di traduzioni e di letture di scriptoria, di bolle papali, di microscoperte archeologiche anche locali, di complesse operazioni decodificatorie su epigrafi e su studi numismatici ed economico-finanziari, specie sulla famiglia alessandrina di Onia IV (seguita fino all’esame della figura di Dux apostata ebraico, Tiberio Alessandro, governatore di Egitto, distruttore del Tempio con Tito, figlio di Vespasiano!). Ho coscienza del suo triplice lavoro sul malkut aramaico, sulla basileia tou theou e sul regnum dei–civitas dei agostiniana, in relazione alle sue competenze linguistiche, consapevole dei tempi, in cui sono avvenuti i fatti delle tre realizzazioni in lingua aramaica, in lingua greca, in lingua latina, sicuro che le sue datazioni sono certamente migliori di quelle cristiano-cattoliche, a partire dall’anno 0 (cfr. Anno millesimo ducentesimo octogesimo quinto, MCCLXXXV, ab urbe condita)!
Marco, mi parli così, seppure conosci chi ha diviso la storia romana in Ante christum natum e post christum natum?!
*So bene che lo scita, Dionysius exiguus, anno millesimo ducentesimo octogesimo quinto nel 532 d.C., aggiorna cristianamente il calendario romano e quello greco, secondo la riforma cesariana del 46/5 a.C., che procedeva ab urbe condita, cioè dal 21 aprile 753, secondo quanto affermato da Varrone e Taruzio fermano, e secondo la I Olimpiade, fissata al 777/6 a.C. dagli storici greci Ecateo, Erodoto, Tucidite e altri. Ho seguito i suoi lavori sull’epoca giustinianea e conosco i problemi, sorti dall‘interpretazione di Origene e a seguito della guerra gotico-bizantina del 535-553 (cfr. Procopio di Cesarea, La guerra gotica, a cura di Elio Bartolini, TEA, 1994). Ho capito che in Occidente il cristianesimo si sta diffondendo tra i barbari, mentre il pontefice romano Ormisda (514-523 d.C.) è papa importante ai fini dell’auctoritas sacerdotale romana e della sua indipendenza dal potere politico (484-519), sotto il regno di Teodorico e poi di Amalasunta e di Atalarico, quando Acacio, patriarca di Costantinopoli, è l’ispiratore dell’Henotikòn dell’imperatore Zenone (474-491), promulgato nel 482, in modo da sopire i contrasti esistenti tra i calcedoniani e gli anticalcedoniani, sorti subito dopo il Concilio di Calcedonia nel 451: il testo è equivoco e non univoco nella lettura e nell’interpretazione! Christòs è proclamato una persona in due nature perfettamente complete, distinte, inconfuse, per cui Gesù/Christos è vero Dio e vero uomo, contro la teoria monofisita di una sola natura!
Bene… e credi, però, nella tradizione cattolica non storicamente corretta! E credi che Gesù sia nato il 25 dicembre secondo la medievale e francescana cultura occidentale dell’anno 0. E credi anche al passaggio diretto dall’anno 1 a.C. e all’anno 1 d.C.?! Ed aggiungi che a nessuno interessa la verità storica e che la mia ricerca è pazzia! Mi inviti perfino a smettere, specie dopo che ho scritto, seppure dopo colloquio con te, l’articolo בתולה/betulah non è עלמה/almah di Isaia, 7:14!.
*Professore, sarò contraddittorio ed incoerente, ma… questo penso/cogito, anche se ancora desidero sapere altro da lei!
Marco, io resto sorpreso specie dopo la tua conclusione su Si cogito non credo… e non capisco più cosa intendi per altro!
*Professore, io mi ricordo di un suo amico di Castel di Lama che apostrofava noi come nu vranche d matt (un branco di matti) perché, invece di andare in Chiesa a sentire il prete, che prometteva Paradiso e ricongiunzione coi defunti padri e madri, nella gloria eterna di Dio, stavamo ad ascoltare uno che non poteva promettere e dare niente!
È vero! il povero Tonino ora è morto! Io, da povero contadino e da materialista, penso solo che di lui restano ceneri e che sicuramente non esiste niente, dopo la morte! Comunque, tornando al discorso di vergine-madre, tu sai che gli scrittori pagani mostrano Zeus, infedele marito di Hera, sempre alla caccia di vergini da fecondare?
*Certo. Conosco il mito di Io, di Danae, di Alcmena e degli stratagemmi del Dio, dalla cui testa nasce Athena, dea della sapienza che già nel nome indica la nascita dalla mente stessa del padre degli dei (Platone, Timeo, 21) e che molti miti egizi ed assiro-babilonesi sono collegati a vergini madri!
Pare che gli antichi mettano in evidenza proprio la verginità con maternità anche se noi cristiani non diamo peso alcuno ai miti pagani! Perché allora non dubitiamo di questo mito cristiano, formulato specificamente dopo molte dispute, succedutesi tra il Concilio di Nicea e quello di Costantinopoli prima, e poi tra quello di Costantinopoli e quello di Efeso, ed infine da questo a quello di Calcedonia, pensando da letterati come tanti grandi uomini… pagani religiosi filosofi e teologi? Perché diamo rilievo, allora, ad Ambrogio e la celebrazione del natale del 386, quando, sotto Teodosio, Alessandria ed Antiochia sono sedi declassate, considerate ora rispettivamente terza e quarta, a favore delle sedi di Pietro e di Andrea, a memoria del potere imperiale di Roma antica e della nuova Roma, Costantinopoli!?
Da allora, sostanzialmente si riconosce la supremazia della sede di Roma in Occidente e quella di Costantinopoli in Oriente! Sappiamo, infatti, che la Chiesa di Milano, allora potente, perché caput dell’impero occidentale, si inchinò a quella romana e che Ambrogio, con l’accettazione del Natale, celebrò la festa della nascita del Signore, nella data del 25 Dicembre, facendo il suo atto di omaggio nei confronti di Damaso e della Chiesa Romana, pur restio alla celebrazione, coincidente con quella pagana del Sol Invictus. (cfr. Ambrogio e la celebrazione del natale)!
*So bene, professore, che La celebrazione del Natale e l’inno natalizio sono due segni di questo riconoscimento al primato di Roma… ma ciò è poca cosa perché la politica è milanese, del popolo milanese, in quanto il potere imperiale dei figli di Valentiniano, cioè Graziano e Valentiniano II, ambedue minorenni, essendo sotto la tutela della madre Giustina e di Arbogaste, è condizionato pesantemente dalla figura del vescovo Ambrogio… che… solo, dopo aver vinto la sua battaglia contro l’imperatrice, ariana, ha bisogno dell’aiuto di tutti i cattolici e, perciò, fa concessioni intelligenti al papato romano, manovrando, da una parte, Valentiniano II e, da un’altra, Teodosio, imperatore dell’Oriente!
Quindi, rilevi che Ambrogio, pilotando la politica con il matrimonio di Teodosio con Galla, diventa il leader cristiano cattolico più autorevole occidentale, avendo congiunto l’augusto orientale coi valentiniani e comprendi che il suo inno rientra in una politica moderata, scaltra, del santo milanese, che, così, si prepara il canto per il riconoscimento della Verginità della Madonna, mediante sacra venerazione per l’utero virgineo di Maria (chiostro del pudore ed aula regale) e mediante timore reverenziale per il mistero del soffio fecondante dello Spirito Santo, generatore del Verbo, che si è fatto carne, per lo sbocciare del frutto, nel grembo santo femminile di una creatura Deipara/Theotokos-madre di Dio, non Christipara –. Christi mater… Capisci che il canto di Ambrogio è poetico, retoricamente poetico-letterario, e che su questo aspetto insiste nei tre libri di De virginibus, in Exhortatio Virginitatis e De institutione Virginis!
*Professore, lei mi ha mostrato, in molte occasioni, anche l’aspetto filosofico-teologico di Gregorio di Nazianzo che è enfatico sul concepimento verginale, specie nell’orazione 30 quando si serve di una terminologia filoniana, in una sistemica interpretazione delle Sacre Scritture, in una lettura retoricamente ineccepibile, secondo formule allegoriche (cfr. Gregorio di Nazianzo, Tutte le orazioni, a cura di Claudio Moreschini, Bompiani, 2000)…
Ambrogio e Gregorio esprimono due sistemi diversi per avere la popolare adesione in due diverse situazioni culturali, in particolari condizioni di prestigio individuale. A Nicea, nel 325, sotto la presidenza di Costantino, si disse che Gesù discese presso noi uomini per la nostra salvezza /Tὸν δι’ ἡμᾶς τοὺς ἀνθρώπους καὶ διὰ τὴν ἡμετέραν σωτηρίαν κατελθόντα καὶ σαρκωθέντα/che si fece carne, ενανθρωπήσαντα/fattosi uomo! A Costantinopoli poi si fecero aggiunte, nel 381, Τὸν δι’ ἡμᾶς τοὺς ἀνθρώπους καὶ διὰ τὴν ἡμετέραν σωτηρίαν κατελθόντα ἐκ τῶν οὐρανῶνκαὶ σαρκωθέντα ἐκ Πνεύματος Ἁγίου
καὶ Μαρίας τῆς Παρθένου καὶ ἐνανθρωπήσαντα indicando che Gesù discese dai cieli, che si fece carne ad opera dello Spirito santo e di Maria vergine e che divenne uomo, tradotto da Girolamo, in latino, Qui propter nos hómines et propter nostram salútem descéndit de cælis. Et incarnátus est de Spíritu ex María Vírgine, et homo factus est/per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito santo si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto uomo!
Io ho detto, da storico, quello che dovevo dire. Finora hai parlato da parrasiasths, ora concludi in relazione a quel che pensi, secondo coerenza come hai fatto in precedenza quando ti sei proposto di concludere. Io leggo solo la tua conclusione! Tu sai bene che Maria H parthénos non è verità assoluta nel II secolo e tantomeno nel terzo secolo, ma solo a Nicea viene stabilito, in un clima di violenta lotta tra ariani e cattolici, che Gesù è figlio/uios omoousios, della stessa ousia del padre, in quanto gennhtheis ou poihtheis (genitus non factus) dia ou ta panta egeneto (consubstanzialis patri per quem omnia facta sunt), disceso per noi uomini e per la nostra salvezza, (dai cieli) incarnato (per opera dello spirito santo nel seno di Maria vergine) e fattosi uomo, che è un mistero sublime/Musterion upshlòn (Orazione, 39, 1)
*La mia conclusione è quella cristiana, anche se so che Gregorio di Nazianzo insiste a lungo nel mostrare le proshgoriai/appellativi, dopo aver mostrato che colui che è è appellativo che veramente appartiene a Dio!
Marco, il theologos ci ha mostrato chiaramente (Orazione, 30, 19) gli appellativi relativi al figlio di natura divina e quelli di natura umana. In questa operazione si dilunga dividendo quelli che si riferiscono alla Potenza/Ecsousia e quelli che si riferiscono all’econonomia provvidenziale/oikonomia in duplice modo, uno, esterno al corpo ed uno interno, precisando i primi come Onnipotente, re, o della gloria o dei secoli o delle potenze o dell’amato o di quanti sono re e signore sabaoth degli eserciti o delle potenze o di quelli che sono signori; ed i secondi come Dio, della salvezza, delle vendette, della pace della giustizia, di Abramo di Isacco e di Giacobbe e di tutto Israel spirituale e che vede Dio, poi specifica che è peculiare di colui che non ha principio quello di Padre/idion de tou men anarchou, Pathr, mentre peculiare di colui che è stato generato senza aver avuto inizio quello di Figlio/tou de anarchoos gennhthentos Uios, invece peculiare di colui che è proceduto senza essere stato generato o che procede, è quello dello Spirito santo/tou de agennhtoos proelthontos h proiontos to Pneuma to Agion. Subito dopo, il santo dice gli appellativi che hanno riferimento alla figura divina del Figlio: io te li dico in fila: Uios, monogenées, logos/parola rispetto alla mente, sapienza sophìa, potenza/dunamis perché capace di conservare le cose fatte verità/aléetheia, immagine/eikoon, luce/phoos, vita/zooee, dikaiosunh/giustizia santificazione/agiasmos redenzione/apolutroosis, resurrezione/anastasis. Seguono poi gli appellativi riferiti alla natura umana del Figlio, distinti in quelli che sono comuni a quella parte del Christos che è superiore a noi e in quelli che sono nostri e che appartengono al corpo: uomo anthroopos, figlio dell’uomo a causa di Adamo e della vergine dall’uno per la legge della generazione dall’altra per la maternità, Christos in modo diverso dagli altri unti, strada/odos, porta/thura, pastore/probaton, pecora, agnello, sommo sacerdote, Melchisedech, il senza padre e madre e re di Salem/pace e re di giustizia! Non ti sembrano troppi?! chi parla troppo per me è imbroglione e tende a panourgia, volendo persuadere l’altro!
*Anche a me ogni forma di ridondanza, di enfasi e di iperbole è segno non positivo! Io, però, sono nato cristiano e… morirò cristiano!
Marco, ma.. si vive pensando di fare, non facendo realmente, se si vive di preghiere, di giaculatorie, di rosari, di parole belle per il prossimo, ignoto e… di arcaici misteri sublimi?!