Fozio e Niccolò I (858-867)

*Professore, l’affermazione del potere papale romano su quello bizantino avviene sotto il pontificato di Papa Niccolò I (858-867)? È vero che papa Niccolò I anticipa molte azioni di Gregorio VII, apparendo già un sovrano assoluto anche davanti al patriarcato bizantino e agli imperatori romani del Sacro Impero carolingio e costantinopolitano?

Marco, Non è possibile dirlo con sicurezza, ma è certo che papa Niccolò I, meritatamente considerato Il grande dalla Chiesa Cattolica Romana, ha qualche merito, se fu anche santificato!

*È dunque lui il primo, colui che è artefice della supremazia romana, in quanto afferma la propria autorità di capo della cristianità e di fronte alla gerarchia ecclesiastica – alla quale impone la centralità romana – e di fronte ai grandi laici – specie a Ludovico II il Germanico -, ai quali intende far rispettare la morale cristiana, in particolare per quanto riguarda il matrimonio – un ambito nel quale la Chiesa sta allora assumendo posizioni più rigide e certe anche per il clero! -.

Vediamo insieme e con calma, prima, i rapporti con Ludovico II, imperatore, e col fratello Lotario II, intenzionato a divorziare da Teutgarda, propria legittima moglie “infeconda”, poi, nei rapporti con Fozio che da laico diventa sacerdote e patriarca bizantino sotto l’imperatore Michele III, dopo aver delineato le sue intenzioni politico-religiose riformistiche, che sembrano dettate dalle decretali pseudoisidoriane!

*Anche lei associa come Ferdinand Gregorovius il nome di Niccolò I alle decretali dello Pseudoisidoro?

Marco, io non alludo affatto allo Pseudo-Isidoro e alla sua raccolta di lettere e documenti ecclesiastici apocrifi, fatta intorno agli anni del pontificato di Niccolò I nel Nord – est della Francia sotto il nome di Isidoro Mercator, già chiamati sotto Gregorio VII (1073-1085) Decretali pseudoisidoriane.

*Professore, vorrei il suo parere su quanto conosco circa il giudizio di Ferdinand Gregorovius, che associa alle Decretali pseudoisidoriane tanto pensiero di Niccolò I (Geschichte der Stadt Athen im Mittelalter. Von der Zeit Justinians bis zur türkischen Eroberung – Storia della città di Atene nel Medioevo -, 1889): …comprese che gli fornivano le armi più formidabili a combattere i re e i sinodi provinciali; e, come, sopra ambedue queste potenze, egli trionfò, nel tempo stesso che l’imperatore – il quale pur comprendeva il pericolo onde era minacciato il principio politico – non poté essere altro che spettatore della vittoria pontificia! A me sembra che il papa si sappia porre scaltramente in situazione e che politicamente coglie l’occasione favorevole al papato romano in Occidente e in Oriente.

Marco, Niccolò I è vir romanus civilis! Un vero politico! A te decidere, alla fine del nostro colloquio e risponderti da solo; io, per ora, ti dico che Niccolò impone il filioque, il celibato, l’obbligo della cresima per mano episcopale, l’inizio della quaresima al mercoledì delle ceneri, rendendo ogni norma applicativa e in Occidente e in Oriente, dopo oltretutto, aver prevalso sulla Chiesa bizantina, avendo attirato col Re dei Bulgari, seppure per breve tempo, nell’orbita romana e nei riti cristiani occidentali anche parte del romano antico Illiricum!

*Per fare questo ha dalla sua parte la fortuna della morte di Michele III e dell’avvento di Basilio I (867-886) che reintegra il vecchio patriarca costantinopolitano, e bandisce Fozio, che ha iniziato la carriera ecclesiastica sotto la reggenza di Teodora Armena, la madre del basileus!
Marco, devi sapere che Ignazio, il vecchio patriarca, era a Roma, quando Fozio aveva fatto la sua scalata da laico a sacerdote e a Patriarca col favore di Michele III ed era riuscito perfino ad avere l’iniziale approvazione romana con riconoscimento papale.

*Ci sono rimasti documenti?

Si. Tre lettere di Niccolò I di Fozio. Specialmente una, quella della sua intronizzazione patriarcale!

*Mi dice qualcosa sul loro contenuto?

Nella prima, indirizzata a Fozio, il papa romano ribadisce il primato della Sede di Pietro. in quanto non è riconosciuta al patriarca orientale l’autorità per trattare questioni disciplinari. Il pontefice, inoltre, non accetta le argomentazioni con cui Fozio giustifica il suo rapido passaggio dallo stato laicale al patriarcato. Nella seconda missiva Niccolò, pur malato, comunica al nuovo imperatore bizantino che Ignazio va reintegrato finché l’intera questione non sia stata trattata in sua presenza! Infine scrive agli altri patriarchi orientali per rendere nota la posizione della Sede apostolica su Fozio considerato un profittatore politico ed arrampicatore sociale.

*Il papa può fare questo perché è forte dell’autorità di Ludovico II, amico, a cui ha dato il consenso per il divorzio del fratello Lotario II ed ha l’appoggio cardinalizio già rilevato nella questione contro l’arcivescovo di Ravenna, erede dei diritti precedenti di autocefalia, avuti dall’esarca bizantino.

Certo il papa e l’imperatore erano amici fin da ragazzi. I loro rapporti sono sono sempre amichevoli anche quando si tratta della questione delicata matrimoniale del fratello Lotario II durante la questione ravennate.
il papa deve, infatti, in primo luogo risolvere il plurisecolare conflitto che vedeva la cattedra di Pietro e gli arcivescovi di Ravenna su fronti opposti in quanto questi non erano sotto il papato romano ma erano autocefali di diritto fino dall’epoca di Eutichio (cfr. Astolfo ed Eutichio/chiesa romana). Il contrasto era legato allo statuto particolare dell’Esarcato, antica sede del potere bizantino in Italia, e al fatto che per un certo numero di anni (666-80) la sede arcivescovile aveva goduto dell’autocefalia!

*Se con arcivescovo di Ravenno non ci sono grandi problemi con Fozio non è facile spuntarla, finché vive Michele III?
In Oriente Fozio, dopo una rapida ascesa, viene, comunque, contestato ed, allora il papato romano lo abbandona al suo destino, pur avendo in precedenza accettato le sue proposizioni come vere, sebbene lo avesse acclamato e considerato legittimo patriarca, nonostante la sua opposizione all’aggiunta occidentale di Filioque al Credo.

*Forse succede qualcosa a Roma?

Alla notizia della morte di Michele III risorge il partito del vecchio patriarca costantinopolitano, per cui si forma un fronte antibizantino che abiura a quanto propugnato da Fozio e ripristina Ignazio, ora sostenuto dal nuovo imperatore bizantino e dal papato romano.

*Professore, lei ne ha parlato più volte, specie in Filioque e il concilio di Toledo, e in Filioque e Leone III, ed io ora ho capito bene il problema della reciproca scomunica tra il patriarca Michele I Cerulario e il papa romano Leone IX nel 1054. 

Marco, a dire il vero, la situazione si deteriora anche per la conversione al cristianesimo dei Bulgari, il cui re Boris I accetta il pensiero romano e non quello bizantino e quindi decide di seguire il rito occidentale.

*I bulgari si convertono al cristianesimo?

Si, Il re, però, non tiene in nessun conto l’epistola del patriarca bizantino Fozio, che rimarca la preminenza della sede di Costantinopoli sulla Chiesa bulgara, e si rivolge nell’anno 866 a Ludovico II e a Niccolò I, inviando un’ambasceria per avere missionari, che vengono subito inviati. 

Quando Fozio è deposto e ritorna Ignazio a Costantinopoli, però, inizia la contestazione per la supremazia sul territorio bulgaro, che rimarrà in sospeso per un lungo periodo, in cui i bulgari, pur avendo sacerdoti e riti ortodossi, hanno, comunque, una propria autonomia…

*Ancora è sovrano Michele III (840-867), che effettivamente governa solo dopo l’anno 857, dopo un lungo periodo reggenza, tenuto dalla madre Teodora Armena, con Teoctisto ministro. Sotto di lui, professore, avviene la cristianizzazione dei Kazari del Caucaso?

L’iniziativa di Fozio è del 863. Egli, avuto il permesso da Michele III, incarica i monaci Cirillo e Metodio ad evangelizzare i kazari del Caucaso: adattando l’alfabeto greco ai fonemi ed i suoni slavi ed inventando l’alfabeto “cirillico” quando il papa romano, già schierato in favore del deposto Ignazio, non riconosce più Fozio quale legittimo successore al Patriarcato costantinopolitano!

*Nasce allora lo scisma di Fozio?

Si. Michele III, ormai considerato l’ubriacone, disprezzato per il sodalizio con Basilio, da lui stesso nominato co-imperatore e successore, organizza, comunque, pressato dal patriarca, un sinodo a Costantinopoli per 867, invitando altri patriarchi ecumenici e lo stesso Papa romano: i patriarchi, allora, scomunicano Niccolò, reo di essere eretico nelle liturgie, e nel Credo a causa del filioque!

*Cosa succede?

Avviene che l’imperatore è ucciso, mentre cerca di risolvere il problema dei Pauliciani cappadoci – che rifiutano le icone e sono deportati in Tracia – assassinato da Basilio, che depone Fozio… e cerca di riconciliarsi con l’Occidente in un momento in cui è forte il pericolo arabo… nonostante le vittoriose campagne navali, grazie all’impegno di Ignazio, nuovo patriarca… Come valuti, ora, dopo quanto appreso di nuovo, il papato di Niccolo I?

*Mi sembra di poter dire che, nonostante il momentaccio storico, il suo è un papato positivo per la Chiesa romana e che Niccolò, come papa, è meritevole per aver fronteggiato vari pericoli, (quello arabo, quello bizantino e perfino le decretali pseudoisidoriane gallicane) tenendosi aggrappato ai sovrani carolini, che già si dimostrano impotenti ed arrendevoli di fronte al pericolo normanno, come i bizantini di fronte ai variaghi di Kiev… (cfr. Basilio II www.angelofilipponi.com ), destinati a scomparire con la deposizione di Carlo il Grosso, e a lasciare l ‘imperium sacro romano a feudatari nazionali come Berengario del Friuli e Guido II di Spoleto e suo figlio Lamberto, da una parte, e come Arnolfo di Carinzia da un’altra, determinando nel papato una lunga lotta interna tra le famiglie romane, legate alle corone imperiali, in cui si arriva perfino al processo di Formoso riesumato... all’elezione papale, forse, del figlio di Fozio, Teodoro II, seppure per 20 giorni nell’897… facendo rimanere insoluta la questione teologica della “processione” per oltre un secolo, ratificata poi liturgicamente da Benedetto Teofilatto VIII nel 1014, un quarantennio prima del definitivo scisma del 1054…

 

Informazioni su Angelo Filipponi

Storico, linguista traduttore Un'altra storia del Cristianesimo