Appendice a “Per una lezione su Cesare Traiano Adriano Augusto”

*Perché mi vuole parlare di Adriano e del suo amore per Antinoo? Per la divinizzazione, fatta dall’imperatore, per lei esemplare ai fini di un confronto con quella greco – ellenistica di Jehoshua Barnasha in Asia, prima, e poi in Alessandria come Iesous Christos kurios, secondo il formulario di Militone di Sardi, già caro agli efesini, come agnello o pecora e come uios-figlio di madre vergine- parthénos, crocifisso, risorto e salito al cielo? Cfr. Per una”lezione” sul matrimonio per gli esseni e Amicizia… cristiana! Pars I. www. angelofilippponi.com predicazione di morte e resurrezione del Christos, Ibidem.

Marco, voglio narrarti la storia di Adriano e Antinoo, che è una bella favola di amore omosessuale, finita tragicamente, divenuta mito in Oriente, specie in Bitinia e in Asia!

*La conosco, professore! Posso perfino sintetizzarla per i miei ex compagni

Bene. Io ascolto, narra!

*Adriano conosce Antinoo in Bitinia, a Claudiopoli, dove è nato nel 110, e ne è colpito tanto da iniziare subito il corteggiamento ad un meirakion, di appena 13 anni, che accetta ed è felice di avere come erasths l’imperatore, che lo invita a corte tra i suoi amici, lo fa stare con sua moglie e le sue amiche e parenti, educandolo a vivere nella ricchezza, a mangiare piatti mai assaggiati, ad essere servito da schiavi, ad avere bagno proprio, piscine a sua disposizione e ad avere truccatori e letterati ai suoi piedi, ad essere riverito cortigiano (cfr. Un curioso, spiritoso epigramma e Le lettere/epistolai erootikai di Filostrato – dove sono trattati i temi dell‘eromenos/rosa, della metafora del fuoco o sole, dell’erastes/amante, dell’analogia della rugiada, del prato fiorito, di un linguaggio, proprio dell’area naturale! -). Il meirakion, divenuto favorito dell’imperatore, lo accompagna nei viaggi per l’Impero, essendo la relazione pubblica, oltre perfino il consueto rapporto pederastico greco, essendo tra loro un forte legame sentimentale! Il giovane, però, muore il 30 ottobre 130 d.C., durante un viaggio in Egitto, annegato nel Nilo: le circostanze sono incerte: si ipotizza un incidente o un suicidio per non invecchiare o un sacrificio rituale per allungare la vita dell’imperatore, che lo divinizza e fonda la città di Antinoopoli, istituisce un culto diffuso e ne immortala il volto attraverso innumerevoli statue, rendendolo una delle icone di bellezza più note dell’antichità. L’imperatore, poi, inizia le celebrazioni in Bitinia che risultano esemplari per la deificazione del Christos, specie dopo la fondazione di Colonia Aelia Capitolina.

 Marco, tu parli di Jehoshua, l’eroe galilaico, già trasformato in Agnello ad Efeso, ed infine divinizzato dal Didaskaleion in Alessandria, dove i “superstiti contemplativi” della Mareotide forniscono il substrato di purezza necessario, affinché come Christos venga definitivamente riconosciuto Logos/Verbum!.

*Per lei, la distruzione fisica degli esseni nel 66 d. C, per mano romana è il presupposto tragico che permette, dopo oltre un secolo, la nascita della Trinità in Alessandria: morto il popolo che attendeva un Messia carnale, e il Regno dei Cieli, nasce il dogma del Dio astratto tra i Terapeuti grazie alla speculazione di Panteno e di Clemente Alessandrino, imitanti l’exemplum di Adriano e, poi, quello di Antonino il Pio e sua moglie Faustina maggiore creando il mito del  Regno di Dio!.

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Busto di Antinoo al Louvre

 

Marco, Adriano incarica gli scultori a ritrarre in centinaia di sculture e busti Antinoo fino a renderlo una delle figure antiche con il maggior numero di ritratti, molti dei quali visibili ancora a Tivoli in Villa Adriana. Inoltre Antinoopolis, diventata la città punto di partenza per una nuova strada commerciale, collegante il Nilo al Mar Rosso, risulta emblema di una nuova economia non solo dell’Egitto ma anche della Bitinia, regione, in cui si

*Professore, il culto del meirachion diventa uno dei più diffusi del II secolo d.C., con numerose statue e busti realizzati in Bitinia ed ovunque in Asia minore, spesso con le sembianze di divinità greche come Ermes, Dioniso o Apollo, anche se già Adriano ha divinizzato Ulpia Marciana, Salonia Matidia e Plotina, alla loro morte, creando loro un alone di Purezza,  di Concordia e di Amore in relazione a divinità come Venere, Vesta e Giunone e perfino a Cerere!.

Marco, Adriano fa onorare come theos Antinoo in Oriente, in Bitinia e in Asia, oltre che in Egitto ed anche in Occidente, specie nella basilica di Plotina-Dea a Nimes/Nemausus o nel Tempio di Venere e di Roma, nella capitale.

*Professore, è probabile che Marcione, giovane figlio del vescovo christianos di Sinope, giovane innamorato, stupratore di una ragazza,- aveva fatto con lei la fuitina sicula!- abbia conosciuto i riti misterici erotici,propiziatori” di masturbazione, tipici di inizio amoroso di una coppia omosessuale, di moda all’epoca, anche per coppiette adolescenziali?

Marco, non so, ma è possibile che il culto già sia diffuso in epoca di Antonino il Pio, dopo le tante divinizzazioni, fatte da Adriano, devoto alla memoria delle donne che lo hanno elevato al trono imperiale, compresa Vibia Sabina, sua moglie, morta nel 136, misteriosamente!

*Mi vuole dire che pure Vibia Sabina, sebbene “chiacchierata” nel 122, quando l’imperatore caccia dalla corte Septicio Claro, capo pretoriano e lo storico Svetonio “per eccessiva famigliarità con la moglie”, viene divinizzata e fatta emblema di concordia e di pudicizia per la Romanitas, nel tempio di Venere e di Roma?

Marco, voglio solo dire che Adriano, nonostante le critiche, va avanti nel suo processo di mitizzazione e di divinizzazione nei suoi 21 anni di regno, imperturbabile nella diffusione dei culti e della divinizzazione delle donne e del suo “favorito/ eromenos” in Egitto e in Oriente, specie a Claudiopoli Bithynion /attuale Bolu, città natale di Antinoo, che ha un impulso enorme, in quanto il giovane è identificato con divinità locali o greche ed è spesso associato a Hermes o Dioniso, e talvolta integrato nel pantheon locale come una divinità giovanile legata alla bellezza e alla natura, mentre fa sviluppare la tradizione che la città è una colonia di Mantinea in Arcadia, per cui Antinoo diventa “eroe” o un “dio” arcadico di antica stirpe.

Professore, mi vuole dire che il culto in Bitinia è sostenuto dalla diffusione capillare di statue e monete raffiguranti il giovane, spesso con i tratti di Osiride-Antinoo o di un dio-efebo, con l’epiteto di theos, specie dopo l’istituzione di giochi quinquennali, gli Antinoeia, in onore del giovane divinizzato! Con questo mi vuole precisare che il Didaskaleion (Panteno, Clemente, Origene) opera la sintesi definitiva col recupero dell’homophilia come strumento teologico per giustificare la natura divina del Christos, in un mondo ormai privo di radici aramaiche. Mi vuole far capire che sotto l’influenza del clima culturale adrianeo, Alessandria trasforma il Barnasha /Gesù figlio del’luomo  nel “Pedagogo/maestro di Sapienza  in quanto Logos/verbum” giovane splendente di luce e che l‘estetica del martirio e della divinizzazione di Antinoo offre il linguaggio visivo e concettuale per cui il divino non è più l’Invisibile di Israele, ma un corpo che può essere amato, contemplato e mitizzato!.

 Marco, tu, come christianos, aggiungi qualcosa da me non detto! Io dico solo che con la vendita degli aramaici a Gaza e con la cancellazione di Gerusalemme (Colonia Aelia Capitolina), la “storia” viene sostituita dal “mito” e che, in seguito, Clemente e Origene non cercano più il Gesù storico, ma costruiscono il Cristo della Gnosi e della fede ellenistica, unificando la tensione dell’eros greco con la salvezza cristiana!.

*Lei, comunque, mi vuole dire che la divinizzazione di Antinoo non è un fatto isolato, ma è l’evento che rende possibile il cristianesimo come religione imperiale e che Adriano, elevando il suo meirachion all’altare dell’AugustusTheos, traccia la strada che i Padri alessandrini percorreranno per elevare Jehoshua al rango di Theos universale, completando il passaggio dall’umano al mitologico.

Marco, ti aggiungo perfino che a Roma con Antonino il Pio, il successore di Adriano, avviene alla morte della moglie Faustina maggiore, una nuova divinizzazione nel 141, in cui l’imperatore vuole la partecipazione del popolo – a cui fa donativi – e, facendone l’apotheosis, assimila la moglie augusta a Cerere, poi a Vesta,  ed infine a Giunone,  invitando i neookoroi/ preti diaconi-sagrestani greco e gli  affini latini  aeditui a seguire il suo esempio di Pius e di Pontifex maximus!.

*Anche Faustina maggiore è divinizzata, come poi sua figlia Faustina Minore? 

Marco, gli antonini non guardano al merito dei morti, ma creano miti da venerare e da onorare per il popolo. Pensa che ancora oggi al Vaticano esiste un basamento di colonna antonina, in cui è celebrata la morte di Antonino il Pio nel 161, collegata con quella di Faustina Maggiore, in una comune esaltazione coniugale con un Genio (cfr. Il genio/genius www.angelofilipponi.com), alato, che innalza al cielo la coppia, in una ascensione verso l’alto, con aquile di scorta. 

Basamento di colonna antonina, conservato nel cortile della Pigna dei Musei Vaticani

 

*Professore, è proprio vero, allora, che il II secolo è il trionfo della retorica, del paradosso e della bugia!