Mattia, ecco il testo greco con traduzione CEI della Parabola del fariseo e del pubblicano:
18,9 Εἶπεν δὲ ⸀καὶ πρός τινας τοὺς πεποιθότας ἐφ’ ἑαυτοῖς ὅτι εἰσὶν δίκαιοι καὶ ἐξουθενοῦντας τοὺς λοιποὺς τὴν παραβολὴν ταύτην·
18,9 Disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
18,10 Ἄνθρωποι δύο ἀνέβησαν εἰς τὸ ἱερὸν προσεύξασθαι, ⸀ὁ εἷς Φαρισαῖος καὶ ὁ ἕτερος τελώνης.
18,10 Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
18,11 ὁ Φαρισαῖος σταθεὶς ⸂πρὸς ἑαυτὸν ταῦτα⸃ προσηύχετο· Ὁ θεός, εὐχαριστῶ σοι ὅτι οὐκ εἰμὶ ⸀ὥσπερ οἱ λοιποὶ τῶν ἀνθρώπων, ἅρπαγες, ἄδικοι, μοιχοί, ἢ καὶ ὡς οὗτος ὁ τελώνης·
18,11 Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano.”
18,12 νηστεύω δὶς τοῦ σαββάτου, ⸀ἀποδεκατῶ πάντα ὅσα κτῶμαι.
18,12 “Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
18,13 ⸂ὁ δὲ⸃ τελώνης μακρόθεν ἑστὼς οὐκ ἤθελεν οὐδὲ τοὺς ὀφθαλμοὺς ⸂ἐπᾶραι εἰς τὸν οὐρανόν⸃, ἀλλ’ ⸀ἔτυπτε τὸ στῆθος ⸀αὐτοῦ λέγων· Ὁ θεός, ἱλάσθητί/sii misericordioso μοι τῷ ἁμαρτωλῷ.
18,13 Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, sii misericordioso (da ilaskomai) verso di me peccatore”.
18,14 λέγω ὑμῖν, κατέβη οὗτος δεδικαιωμένος εἰς τὸν οἶκον αὐτοῦ ⸂παρ’ ἐκεῖνον⸃· ὅτι πᾶς ὁ ὑψῶν ἑαυτὸν ταπεινωθήσεται, ὁ δὲ ταπεινῶν ἑαυτὸν ὑψωθήσεται.
18,14 Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato.
Ti aggiungo anche una frase di luca che precede la parabola sulla incertezza del Figlio dell’uomo di trovare al suo ritorno uno stato di giustizia sulla terra.
*Nonno, ho letto attentamente Luca e rilevo che Gesù negli anni del suo Regno dei cieli (32-36 d.C.) non può aver detto la parabola del fariseo e del pubblicano. Ogni aramaico all’epoca sa che il Christos, figlio dell’uomo, è fuggiasco, bandito da Ponzio Pilato e da Erode Antipa per ordine di Elio Seiano, ancora onnipotente nel biennio 30-31 d.C., e che rispetta i farisei, suoi fautori, philallhloi/legati gli uni gli altri da scambievole amore e tesi a concordia entro la comunità/thn eis to koinon omonian asckountes. Ancora di più mi convinco dell’esattezza della tua affermazione, o nonno, se leggo l’articolo Luca e il vissuto reale di Gesù e se vi aggiungo Luca (V, 27-32) che parla dellarisposta apoftegmatica,data dal messia Barenash/Barnasha ai farisei e dottori, mormoranti sul cenare coi peccatori (“le persone sane non hanno bisogno del medico, sono i malati invece ad averne bisogno!”), specie se già ritornato dall‘esilio ed entrato in Gerusalemme, acclamato dal popolo, come davidico degno di regnare. È per questo che anche io, come alunno, sento la necessità di dover fare historia – non upourgia e tanto meno panourgia – sul vivere da fariseo nel I secolo d.C., in un clima di guerra aramaico-romano (cfr. Nonno, raccontami!, Seguita! Nonno, io ti seguo…,Io sono qui, di nuovo, in ascolto!), che dura dal 63 a.C. e che finirà con la fine di Gerusalemme ad opera di Adriano nel 135 d.C.con la morte di Shimon bar Kokba, con la strage di 580.000 persone,con la costruzione di Colonia Aelia Capitolina (cfr.La storia di Colonia Aelia Capitolina in www.angelofilipponi.com) e con la cancellazione stessa di Iudaea, sostituita con Palestina. Io voglio vivere seguendo te, nonno e quindi operare secondo il seguente schema:
- approfondendo: Qual è il “sondergut” di Luca e quale quello di Matteo?;
- ampliando il messaggio con la lettura di Il pubblicano, tratto dal romanzo L’eterno e il regno, KDP, 2022, o in Quotidiano.it, il Pubblicano, X puntata – III parte – de L’eterno e il regno;
- ricercando Giuseppe Flavio, Guerre Giudaiche, II, i farisei (8, 14, 162-166); gli esseni 8, 2/13 (120-161) – ed Antichità giudaiche, XVIII, 21, oltre a Filone, Quod omnis probus, e Plinio il vecchio, Storia Nat., V, 17;
- studiando S. Mazzarino, il pensiero storico Classico, II, Laterza, 2011 ed altri storici…
Inoltre ho la volontà di rileggere e meditare su Parabola del fariseo e del pubblicano di Angelo Filipponi, che è un paradigma operativo conclusivo-sintetico per la valutazione del passo lucano.
Mi sembra infine logico dare adesione alla lezione, che risulta chiara come ipotesi su due diversi tempi – uno, quello storico del Regno dei cieli, tiberiano, e l’altro del Regno di Dio postadrianeo – e che potrebbe essere anche la mia reale risultanza di lavoro. Potrei concludere che le due figure lucane di Fariseo e di Pubblicano sono anacronistiche nel I secolo, mentre sono figure di viventi reali in ambiente orientale, sinagogale, solo di epoca antonina, in assenza del Tempio e di Gerusalemme stessa, quando anche il nomen di Iudaea è scomparso da decenni! Potrei, infine, aggiungere che Luca, come Giovanni, può mostrare il Messia, postadrianeo, che fa dire al pubblicano ὦ / Ὁ θεός, ἱλάσθητί μοι τῷ ἁμαρτωλῷ, mentre quello tiberiano avrebbe fatto dire Κύριε, ἐλέησον me amartolon/signore, abbi pietà di me peccatore, come memoria aramaica matthaica e preghiera ad Adonai, adottata, in seguito, sotto Teodosio, anche in Occidente!
Mattia, ma… tu, che fai ora il V Liceo scientifico, essendo stato “chierichetto” e direttore del “coro dei bambini” presso i Sacramentini, ora… segui il laico tuo nonno, una povera creatura che crede di essere non un figlio di Dio e principe sulla terra, ma un elemento come ogni altro vivente della Natura, ormai prossimo… alla morte, destinato ad essere un mucchietto di polvere? Mi dispiace che tu non seguiti ad essere uomo spirituale, figlio di Dio e principe della terra, destinato ad un premio eterno paradisiaco, se ti comporti bene, secondo la precettistica legalistica mosaico-ecclesiale, Vorrei tanto che tu rimanessi nella tua fede cristiana, seppure falsa, e vivessi come hai fatto fin da bambino, pregando il buon Gesù e la Madonna, e non avessi mai sentito una lezione di tuo nonno, uomo che, classicamente, vive, ancora da vecchio, secondo ragione e secondo natura!