In Memoria di Marco Alunno, mio amico e caro collega
*Mi vuole parlare della storia di Colonia Aelia Capitolina? io non so niente se non il suo nome antico di Gerusalemme e quello arabo di Iliya e della presenza in epoca costantiniana di una Basilica del Santo Sepolcro.
Ne ho parlato tante volte, specie in Oralità e scrittura del Cristianesimo, ma non ho mai fatto reale Historia.
*Perciò, ora vuole parlarne diffusamente e mostrare chiaramente i fatti.
Marco, io comincio con Eusebio di Cesarea, che tratta di due dispersioni, una nel 70 ed una nel 135 in Storia Ecclesiastica e ci dà notizie di una presenza cristiana aramaica fino al 135 d.C. e di un’altra presenza, però, di christianoi ellenizzati.
*Lo storico dà notizie della fine di una cultura e dell’inizio di un’altra, in una città conquistata e distrutta, rinominata come colonia latina col nomen dell’ ecista?
Si. Marco. Nella prima Eusebio precisa, seguendo Flavio che in Guerra giudaica VII, 1.1 aveva parlato di una prima distruzione di Gerusalemme e del tempio secondo l’ordine di radere al suolo la città dato da Tito,- che lasciò le torri di Fasael, Ippico e Mariamne intatte, come anche parte della cinta muraria come testimonianza di grandezza del popolo vinto e del valore dei militari romani- e si era lamentato della pazzia /anoia dei rivoluzionari aramaici, che portarono alla fine Ierosoluma, lampra polis kai parà pasin anthroopois diabohtheisa, città ammirata e famosa in tutto il mondo.
*Flavio dice poco, ricordando la fine del Tempio come conseguenza dell’uccisione ingiusta dell’aramaico Giacomo ad opera di filoromani ananiani, a dimostrazione di una guerra civile, ancora in corso, tra contribuli, divisi tra vecchia cultura e nuova, tra musar e paideia!
Eusebio, invece, in epoca costantiniana, seguendo la fonte di Egesippo, aggiunge notizie sul successore di Gesù e sugli apostoli e scrive: Dopo il martirio di Giacomo e la conquista di Gerusalemme, immediatamente seguita, si dice che gli apostoli e i discepoli del Signore, che erano ancora in vita, si erano uniti da tutte le direzioni assieme a coloro che erano legati al Signore da vincoli di carne (poiché la maggioranza d’essi era ancora in vita), per decidere chi fosse degno di succedere a Giacomo. All’unanimità venne scelto Simeone, il figlio di Cleopa, di cui anche il vangelo fa menzione, come degno successore al seggio episcopale di quella sede. Egli era un cugino, come si diceva, del Signore, in quanto Egesippo segnala che Cleopa era un fratello di Giuseppe (St. Eccl. III, 11).
Monete adrianee comprovanti la fondazione di Colonia Aelia Capitolina
*Professore, a distanza di oltre due secoli e mezzo, lo storico cristiano cita i nomi aramaici a cominciare da Giacomo, Simeone e Giusto fino agli ultimi Efrem Giuseppe e Giuda come apostoli e discepoli del Signore, ancora viventi, rifacendosi ad una fonte del II secolo
Certo. Marco. La fonte scelta, quella di Egesippo rispetto a quella di Papia di Hierapolis, per noi è indizio di una storiografia di epoca costantiniana, attenta a rilevare la varietà delle sedi e della loro autenticità in relazione ad una tradizione di predicazione apostolica, conservante il nomen dell‘ecista-fondatore aramaico in un mondo orientale, già ellenizzato, in Grecia, in Tracia, in Asia Minore, in Siria e Palestina e in Egitto e Cirenaica, nell’orbita della sfera romana anche in quelle parti, dove la tradizione orale aramaica della figura umana del Messia sopravvive, ancora non scritta, accanto a quella in lingua greca già codificata e spiritualizzata, in forme eroico-divine!.
*Perciò, si pensa che, dopo la galuth, scomparendo dall’impero romano gli aramaici con gli ebrei perseguitati, scacciati, massacrati, cancellati dalla storia, col nome stesso della città e della regione , i cristiani, ellenizzati, rimasti, hanno una propria storia, considerati i nomi greci dei nuovi episkopoi, che non risultano disturbati dai coloni ex legionari della colonia romana, fino a Costantino che vi edificò il Santo Sepolcro, avendo volontà di unificazione delle tante diokeseis christiane, credenti in diverse figure di Christos in tutto l’Oriente.
Marco, Costantino, dopo la vittoria di Crisopoli su Licinio, ha bisogno di unità religiosa cristiana ed indice il Concilio di Nicea per mettere d’accordo, considerata la forte divisione con sorda opposizione tra ariani e catholici – cfr. Ario ed Atanasio in www.angelofilipponi.com – il pensiero dei prelati delle metropoli orientali, Efeso, Antiochia, Gerusalemme-Aelia capitolina e Alessandria, e confrontarlo con quello occidentale, compreso quello della Sede romana, antiochena.
*Esistevano in epoca costantiniana la porta Neapolitana, ora porta di Damasco , il cardo e tanti altri edifici adrianei?
Certo Esiste la porta di Damasco ancora, come si vede nella pianta di Madaba in Tabula Peutingeriana in www.angelofilipponi.com!Porta di Damasco
* Ora capisco qualcosa circa la scelta di Eusebio su Egesippo e su Papia!
Cosa hai realmente capito?
*Professore, ho capito l’ aspetto di una presenza aramaica e di una greca, confuso nel pensiero christiano che ha unificato il Regno dei cieli col Regno di Dio , come se fosse unico, e che, perciò, ancora oggi non si riesce a fare diventare oggetto di studio, se non dopo avere chiarito humanitas ed ebraicità di Gesù, un aramaico qain, qanah, maran, mashiah, attivo rivoluzionario tra la Pasqua del 32 e quella del 36 d.C., un personaggio centrale nella storia ebraica di guerre antiromane, protrattesi dal 63 a.C. fino al 135 d.C., anno in cui Adriano elimina il cancro aramaico e fa scomparire la Chiesa stessa aramaica di Gerusalemme, sostituita da un’altra di ellenizzati!. Ed inoltre ho letto la funzione unificante nell’azione costantiniana con l’errore, fatto dall’ imperatore, che accetta la formula atanasiana!.
Marco, tu credi che, lavorando sull’azione specifica di Adriano (che fino al 130 aveva promesso agli ebrei la ricostruzione della città e del tempio, dopo aver convocato Rab Aqiva che aveva rilevato, lamentandosi con altri , di aver visto fuggire una volpe dall’antico Debir -Sancta sanctorum gerosolomitano con chiara allusione ai romani e filoromani, pronto già ad una stasis rivoluzionaria, quella di Shimon bar Kokba, secondo quanto detto, dopo secoli, da Eusebio –Hist. Eccl. V,23 – ) puoi comprendere la feroce reazione romana con annientamento dei rivoltosi e con la fondazione di Colonia Aelia Capitolina? Tu forse non conosci le motivazioni della scelta di Eusebio e dell’occultamento dell’altra fonte !.
*Professore, lei parla di Egesippo e di Papia di Hierapolis!. Ricordo bene le sue lezioni sulla prima fonte, fatta in senso apostolico per dare fondamento alla Costituzione della Pentarchia cioè dell’ Ecclesia di Gerusalemme con Giacomo, di Antiochia con Pietro, di Alessandria con Marco, e della vecchia capitale del mondo romano con Pietro e Paolo, congiuntamente, dopo l’oscuramento e cancellazione di quella efesina , della nuova capitale dell’impero, Costantinopoli, con Andrea!. Conosco, grazie a lei, il pensiero unificatore di Costantino e quello di Teodosio e figli, che chiudono definitivamente il contrasto più che cinquantennale con gli ariani, vinti, con volontà dogmatica , mediante i concili di Costantinopoli, prima, e di Efeso, poi, per la definizione della verginità e della maternità di Maria non solo come Christotokos, ma anche come Theotokos! .
Quindi, tu hai ben seguito il mio pensiero da Bereshit ( בְּרֵאשִׁית ) biblico al giovanneo Ἐν ἀρχῇ ἦν ὁ λόγος, καὶ ὁ λόγος ἦν πρὸς τὸν θεόν, καὶ θεὸς ἦν ὁ λόγος? Hai ben compreso tutto !
*Professore, il passo è breve se si segue il suo ragionamento, che congiunge pensiero ellenistico filoniano a quello platonico ed aristotelico-stoico, secondo procedure retoriche, nel lungo periodo di christianesimo, celato in modo multiforme, in diversi ambienti dell’impero romano, sotto la cultura pagana idolatrica politeistica.
Non credo che tu abbia capito la realtà di vita cristiana gerosolomitana, costretta ad esistere entro i limiti legittimi di una cultura pagana, tipica di una Colonia e dei suoi magistrati, che impongono un credo politeistico di base anche all’ecclesia del Christos kurios, comunità centrale per i fedeli delle varie e sparse ecclesiai dell’impero romano, specie anatoliche e siriache, anelanti a visitare i luoghi calcati dal piede stesso del Messia, creduto eroe nazionale, uomo-dio o Dio-figlio, dio-Zeus- JHWH, Dio Uno e Trino, a seconda della predicazione iniziale locale!
*Professore, penso di aver compreso, dopo tanti anni, anche questo, avendo visto perdurare l’ ecclesia gerosolomitana christiana greca accanto a quella della colonia adrianea, fino a Pulcheria, avendo letto il suo articolo Pulcheria e il riconoscimento della cristianizzazione di Giacomo, di cui riporto quanto segue: Noi per ora tralasciamo il lungo percorso… e facciamo solo riferimento al periodo del didaskaleion alessandrino, incerto sulla accettazione della lettera di Giacomo, e rileviamo l’avvenuta sua accettazione cristiana antiochena nel periodo di Panfilo e poi di Eusebio, e della definitiva consacrazione con Girolamo nel De viris illustribus…
Bravissimo, Marco!.
*Professore, ho seguito il suo lavoro fino all’epoca giustinianea (528-565) e anche a quella bizantina di Eraclio e delle lotte contro Cosroe II (570-628), fino alla sua morte e alla successione di Kavad e al momento stesso della Conquista araba di Gerusalemme nel 638!.
Marco, sono davvero felice di aver avuto la fortuna di trovare un alunno, che ha seguito così bene …il proprio insegnante! Grazie.
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