La chiesa sotto gli imperatori sassoni

Da Enrico I, successore di Corrado nel 919, inizia una politica di connubio con la Chiesa per limitare il potere dei Conti- infatti all’atto della sua stessa incoronazione fu chiamato difensore della Chiesa, valoroso contro tutte le sue avversità/ strenuusque contra omnes adversitates Eclesiae defensor– (cfr P.E. Schramm, Die Kroenung in Deutchland in “Zeitschrd. Savigny-Stiftung,Kanon.Abt”XXIV 1935, p.319).

*Professore, il problema dell’ immunità ecclesiale e dell’ avvocatura nel periodo sassone è molto controverso non solo sul piano amministrativo, ma anche su quello teologico?

Certo. Marco. Comunque, sembra che sia merito di E. E.Stengel( Die Immunitaet in Deutschland bis zum Ende des II.Jahrhunderts 1910) e di H. Hirsch (Die Klosterimmunitaet seit dem Investiturstreit,1913, oltre che di A.Waas, Vogtei und Bede in der deutschen Kaiserzeit,1919) l’aver risolto il rapporto tra la Chiesa e la monarchia, obbligata alla protezione e al sostegno sul dato certo teologico, bizantino, che i vescovi sono rappresentanti di Cristo, Figlio di Dio, e il re, in quanto vicario del Padre, è l‘unico sulla terra ad avere autorità sul clero, indipendente dai conti franchi, essendo pars del mundeburdium regio, esentata dall’ordinaria amministrazione comitale, in quanto trasformata in immunità sottoposta ad ufficiali, noti come avvocati amministratori dei beni ecclesiali.

*Cosa significa mundeburdium ?

Nei regni romano-barbarici si indica l’alta protezione del re /mundium regis, che ha il diritto di tutela sulle vedove, sugli orfani, sui poveri, sugli stranieri, compresi gli ebrei non protetti dal diritto, e sugli enti o persone a cui è concesso per privilegio ( vescovi, chiese o enti ecclesiastici).  Ne deriva che, in casi di reato commesso contro persone, protette dalla tutela regia, il giudizio compete solo al tribunale del re.

*Bene, grazie Professore. Per lei, dunque, si ha il principio di governo con auctoritas regia di controllo delle Chiese e delle Abazie e territori con Ottone I (936-973), con Ottone II (973-83), con Ottone III (983-1002) e, quindi, si stabilisce con Enrico II (1002-1024,) definitivamente, di staccare dall’ amministrazione secolare delle contee, tutto ciò che, ecclesiastico, è rivendicato, come tutelato dalla corona direttamente.

Marco, questo avviene anche per effetto di rapporti intercorsi tra il mondo bizantino ed Enrico I e poi tra la cultura costantinopolitana ed Ottone I, impegnato a far sposare il figlio Ottone II con Theophano (cfr. R. Gregoire, Theofano, Jaka book 2000 e cfr. Theofano la bizantina in www.angeoflipponi.com ).

*Lei vede che il cesaropapismo bizantino impone anche in Germania le sue regole, per cui viene vincolata anche la Chiesa romana occidentale, da secoli equiparata in effetti a quella orientale?

Col Matrimonio della quattordicenne Theofano e del diciassettenne Ottone II anche la Chiesa romana è assoggettata, come quella bizantina al potere del sovrano, che è vicario di Dio Padre, contenta, comunque, di essersi liberata dalla potestas dei Conti ,aventi auctoritas di tipo carolino. Comunque, l’atto di nomina di papa Giovanni XIV da parte di Theophano, imperatrice del Sacro romano impero, con funzioni maschili, esprime davvero il primo esempio di interferenza nell’ambito occidentale dell‘auctoritas imperiale fino ad allora, mai intaccata come principio dal sacerdozio, legato ai conti, in quanto suddito dell’imperatore. Infatti Theophano, ratificando l’elezione fatta dal marito, disceso in Italia, nel dicembre 980, dove si trattenne fino alla morte, avvenuta il 7 dicembre 983, che aveva già avuto i servizi di Pietro, vescovo di Pavia, se ne serve come principale consigliere imperiale, avendone anche lei un fraterno aiuto, essendo lei l’imperatrice, staccata dalle contee franche , avendone ambedue un beneficio.

*Professore, so delle controversie con Gerberto, il futuro papa Silvestro II, che assume in sé ogni funzione, del vescovo pavese, mi puoi precisare qualcosa? 

Marco, dopo il periodo di Reims Gerberto , scholasticus, viene eletto  abate di Bobbio, centro monastico di  grande rilievo,  in quanto risulta dipendente diretto dell’imperatore, le cui donazioni di libri e di privilegi di diritti sui potentati delle contee locali lo innanzano ad una maggiore dignità.

*Quindi, con Theofano imperatore/donna del sacro romano impero germanico, Gerberto diventa scholasticus famoso come frater dell’imperatore- donna, assumendo nel mondo clericale una dignità superiore rispetto perfino ai comites franchi ?

Marco, come sempre, tu vai oltre le mie parole. Comunque, l’abate estraneo a quel mondo feudale,  avendo un’esperienza monastica profondamente formativa scolastica, non si trova a suo agio neanche a Bobbio, volendo conservare inalterato il suo prestigio in Italia settentrionale, pars del regno germanico dell’ antica Lotaringia, come si rileva in tre sue lettere, dove ci sono testimonianza   di  disordini amministrativi e sparizioni di denaro, alienazioni di beni da parte di Pietro, vescovo di Pavia, e del priore Petroaldo, che reggeva l’abbazia prima del suo arrivo. Sembra che Gerberto si senta circondato da nemici, da «volpi», da intrighi che non riesce a dirimere.  Rimasto senza l’aiuto dell’imperatore, morto,   e non ricevendo alcun sostegno da papa Giovanni XIV (983-984),  Gerberto decide di ritornare a Reims, ai suoi studenti e ai suoi studi, pur mantenendo l’incarico bobiense, e si avvia verso un impegno di maggiore rilievo cfr. Historiae di Tichero di S. Remi (949-999).

*E’ un momento difficile per il frate anche dopo la tormentata elezione al vescovado di Reims, dopo la morte di Adalberone nel 989, a seguito della nomina a re di Ugo Capeto , nonostante la protezione di Theophano e poi di Adelaide e del papa romano Gregorio V?.

Marco, lo stesso papato di Silvestro II, che voleva identificare l’impero con la res publica christiana, era un tentativo di invasione nel campo imperiale, in quanto la cristianità occidentale che aveva altri regni già collaudati ed accettati dall’imperatore stesso, era sotto controllo dell’impero bizantino. Il papa ebbe un’idea di dominio, catlolikos , in senso universale, cosa che non era neanche più pensabile, visto che la storia determinava un processo diverso, rispetto al pensiero universale ecclesiastico circa le terre sotto il predominio imperiale, ora sotto controllo anche bizantino ( Cfr. J. Fickter, Reichsfuerdtenande,1921).

*Il suo educare l’erede al trono è solo un’utopia?

Marco, gli storici parlano col senno del poi e… vedono  Silvestro II e il suo papato (999-1003)  come un precursore di affermazioni successive, proprie  di papa Gregorio VII, quando la situazione politica e  religiosa era molto diversa  

Parigi. Museo di Cluny. Ottone II e Theophano con Christos in una formella di avorio