Muoia Sansone insieme a tutti i Filistei

Muoia Sansone insieme a tutti i Filistei
Agli amici Gaetano e Fausto Tufano

 *Muoia Sansone insieme a tutti i Filistei, non è un detto-sentenza della Bibbia, riferito alla morte eroica di Sansone?

Certo, Marco! Noi cristiani, per secoli, così abbiamo letto questo apoftegma (enunciazione di una massima) biblico di 1, Giudici, 16, 30, in cui si inneggia all’eroe, che muore, trascinando con sé gli odiati nemici filistei, perché siamo stati educati a considerare uno, patriota e martire e tutti gli altri, oppositori, destinati a morte! Anche Giuseppe Flavio conosce la frase, che è facile da ricordare, ma non la ritrascrive mentre scrive il V libro (317) di Antichità Giudaiche, sotto gli Antonini, anche se fa l’elogio dell’eroe in quanto sacerdote, celebrante la guerra santa contro i nemici, il predominio della domus Flavia, venuta dall’Oriente a salvare il mondo romano dal bellum civile e a portare la pax/eirenh universale: è giusta l’ammirazione per il valore dell’uomo, per la sua forza e per il coraggio, col quale chiuse i suoi giorni, mantenendo l’ira con cui perseguì i suoi nemici, fino alla morte, gloriosa!

 *Professore, lei parla di guerra santa. Lei mette in rilievo l’ira di Sansone nel perseguire i nemici fino alla morte come uno che non giustifica una morte gloriosa, se c’è volontà di uccidere gli altri? Cosa vuole dire? Dopo secoli, la frase non è più attuale? Ci sono cose, che non conosco?

Si, Marco, Forse non sai che Giuseppe Flavio, da desultor, opportunista, sta cambiando cavallo per saltare sul carro del nuovo vincitore ispanico!?

 *Vuole dire che Flavio, sotto Traiano – che sta combattendo contro i parthi, con cui l’ebreo ha vincoli di sangue, di religione e di lingua – non considera bene parlare di sterminio di nemici!? Mi vuole far comprendere che per lei ripetere Muoia Sansone insieme a tutti i Filistei, all’epoca, sarebbe stato funesto per i romani, pagani, un augurio di cattivo auspicio per l’imperatore in partenza da Antiochia, dopo un grave terremoto – cfr. Filopappo -?!

Marco, rifletti un istante e medita su quanto dico: noi cristiani, italiani ed europei ed americani, sulla base di una tradizione giudaico-cristiana, creata dai Patres della Chiesa, legati a Filone Alessandrino e a Giuseppe Flavio – uomini per secoli rifiutati dall’ebraismo – (cfr. Giuseppe Flavio in “De viris illustribus” di Girolamo), abbiamo sempre esaltato l’eroica morte di Sansone, ma non abbiamo mai magnificato né le imprese dei Kamikaze giapponesi, né quelle dei Jihadisti islamici, mujahidin combattenti, che immolavano la loro vita contro i nemici! Le abbiamo anzi deplorate e condannate! Perché?

 *Professore, noi siamo della stessa radice ebraica ed abbiamo amato la Bibbia e i Vangeli, come storie nostre di Occidentali, dopo la cristianizzazione con la vulgata geronimiana e la lunga tradizione degli Apologisti, dei Padri della Chiesa e dopo la lettura tautologica scolastica medievale! Sansone è eroe ebraico-cristiano, modello di eroismo per chi ha fede. Noi abbiamo, invece, considerato i kamikaze giapponesi, aviatori suicidi, che si lanciavano coi loro aerei contro le basi americane durante la II guerra mondiale, pazzi, perché noi parteggiavamo, dopo l’8 settembre del 1943 – anche se eravamo stati alleati dei giapponesi e dei tedeschi – e facevamo il tifo per gli americani e per gli inglesi, che, invece, rifiutavano perfino i nostri partigiani, ritenuti non militari ma cobelligeranti, disprezzati come disertori, anche se portavano concreto aiuto, in un momento di guerra civile! Con gli islamici, infine, la guerra è stata secolare, lunga, lunghissima, avendo noi diversa cultura ed avendo la storia cristiana condannato, esecrato la conquista di Gerusalemme (636-7) e di Alessandria (642), eroicizzando, secondo propri principi, l’epica lotta di Carlomagno e Rolando, le imprese antimusulmane del Cid Campeador, la vittoriosa liberazione normanna della Sicilia di Ruggero I e II, le prime tre crociate per la riconquista del Santo sepolcro, maledicendo la conquista ottomana di Costantinopoli di Maometto II nel 1453, benedicendo con Alessandro VI la definitiva presa di Granada ad opera di Isabella di Castiglia e di Ferdinando di Aragona, re cattolici, nel 1492, la battaglia di Lepanto del 1571, considerando legittima la guerra italo-turca del 1911 e quella libica del 1929-31 ed illegittima la distruzione delle Torri gemelle a New York ad opera di Jihadisti islamici, terroristi.

Noi giudichiamo secondo nostri parametri valutativi!

 *Noi vediamo i Jihadisti, obbedienti ad Al qaeda di Osama bin Laden e di Al Zawahiri e di altri (che hanno indetto anche loro una guerra santa contro l’Occidente crociato, volendo unire giustamente gli Stati arabi in un unico Califfato, capace di ostacolare la roccaforte di Israele, imposta come gendarme occidentale nel mezzo della comunitas islamica, secolare!). Come possiamo non essere contrari agli islamici anticristiani, penetrati nelle nostre città e nazioni senza volere integrarsi nel sistema dello Stato che li accoglie, come peregrini, secondo il diritto romano? Lei segue, quindi, Cicerone di Pro Flacco, che distingue civis da peregrinus e che vede l’ebreo, già schiavizzato nel 59 a.C.?

No, Marco. Io, qui, tralascio di parlarti di civitas e civis, avendo fatto con te conversazioni su politeia e poliths, e mi soffermo solo a trattare giuridicamente di peregrinus, così definito ogni uomo, vinto, che fa parte dell’immenso territorio romano, regolato dal senato e popolo romano, dominatore, secondo il ciceroniano De officiis (I, 125); il soggetto giuridico di peregrinus non può né deve interagire con l’amministrazione politica romana, in quanto obbligato all’obbedienza supina dalla condizione stessa di vinto e di forestiero, anche se ha la concessione di rimanere nella propria terra e di avere un proprio credo!

 *Mi dica, esattamente, il dovere del peregrino/peregrini …officium! Io ascolto!

Peregrini autem atque incolae officium est nihil praeter suum negotium agere, nihil minimeque esse in aliena re pubblica curiosum. Ita fere officia reperientur, cum queretur quid deceat quid aptum sit personis, temporibus, aetatibus. Nihil est autem quod tam deceat, quam in omni re gerenda consilioque capiendo servare constantiam/è dovere di forestiero, di un abitante straniero, niente, se non badare al proprio affare, non occuparsi affatto degli interessi altrui e non intrigarsi in uno stato a lui straniero. Tali all’incirca dovrebbero essere i doveri qualora si chieda cosa si addice ed è adatto alle persone, alle circostanze, alle età. Ma nulla è, in conclusione, tanto conveniente, se non il mantenere la propria coerenza in ogni affare e in ogni decisione.

 *Cicerone, nel De officiis – opera scritta tra il 44 e il 43, ritenuta testamento spirituale dell’autore – quindi, secondo lei, afferma che Roma repubblicana ha conquistato con le sue legioni il mondo e lo ha colonizzato, lasciando apparentemente tutto come prima, dando potere, comunque, in Oriente solo ai protoi, provinciali aristocratici, nominati cives in quanto filoromani, cooperanti col vincitore, lasciando il popolo come peregrinus nella propria terra con la propria religio, nella condizione, però, di vinto e sottomesso!

Marco, non condividi il mio pensiero, che è ciceroniano? Ora mi sembri e non mi sembri tu! Sono perplesso ed incerto se sei un mio discepolo, orientato secondo ragione e natura a vivere da uomo funzionale, tipico ed autentico, o un christianos!

 *Mi sta rimproverando?! Io, da cristiano ed occidentale, capisco cosa lei vuole dire, ma… vedo anche il comportamento dei peregrini che ci stanno snaturando e non pensano, invece, ad una integrazione con chi li accoglie, per formare un unico popolo, nonostante la diversità religiosa, nel rispetto reciproco, secondo paritarietà di diritti. Comunque, so bene che noi cristiani facciamo come il prete che dice una cosa e ne fa un’altra, senza coerenza, essendo stati educati a parole a patire e a porgere l’altra guancia, ma in effetti ci siamo considerati ebraicamente figli di Dio e principi della Terra ed abbiamo instaurato da bianchi ed europei, la teoria dell’élite, sulla base darwiniana: il più forte mangia il più debole! Abbiamo spadroneggiato in tutti i continenti – America, Asia, Africa, Oceania – per secoli, come colonizzatori. Abbiamo visto come nemico chi ci si opponeva, anche se giustamente, facendo valere la superiorità militare, economico-finanziaria e culturale e così abbiamo cristianamente dominato e chiamato integralisti e sovversivi i ribelli! Abbiamo bollato come pazzi suicidi gli altri resistenti ed oppositori, giudicandoli come ingannati dal loro clero come se l’élite cristiana non avesse fatto la stessa cosa per secoli nel Medioevo, fino alla metà del Novecento, autorizzando e benedicendo portoghesi e spagnoli prima, inglesi, francesi, belgi, olandesi, americani, tedeschi ed italiani poi, a schiavizzare l’altro, pur parlando di democrazia!

Marco, quindi, convieni con me nella condanna di Sansone, dei crociati cristiani, dominatori, che sventolano la bandiera della democrazia per imporre la propria egemonia, ed hai ora maggiore rispetto dei kamikaze specie dopo Hiroshima e degli integralisti islamici, anche loro martiri, nonostante le stragi! 

 *Certo. Sansone, da questo punto di vista, appare come un estremista, come un kamikaze, come uno dei tanti mujahidin, jihadisti, un martire che muore in nome di Dio – cambia solo il nome del Creatore -!

Per me, tra Sansone e un aviatore che si getta col suo aereo imbottito di bombe contro basi americane, non c’è differenza. Lo scopo è, comunque, quello di provocare più morti possibili, con l’aiuto di Dio. Per me, Sansone nazireo, non è nemmeno martire, come non lo sono i “martiri” ceceni, pakistani, afgani, jiahdisti e tutti quelli che, da esaltati estremisti, muoiono contenti di portare con sè gli altri, innocenti! Sbaglio?!

 *Professore, allora?

Ora dobbiamo rivedere un po’ tutto il nostro sistema di valutazione e la nostra logica occidentale! Noi ci comportiamo così perché così siamo stati educati e crediamo giusto quello che ci hanno insegnato da bambini, secondo la nostra tradizione di bianchi e cristiani. Così fece Sansone da ebreo nazireo, figlio di Dio, giovane giudice, eletto per la forza erculea, a difendere la propria patria, a fare strage di nemici, a Gaza! Così fanno i maccabei combattenti contro i seleucidi di Siria, che mai indietreggiano, mai si arrendono e che preferiscono andare impavidi alla morte. Così fanno tanti altri testimoni della propria fede, divenuti modelli per i martiri cristiani sotto gli antonini, sotto Valeriano e Decio e specie sotto Diocleziano, capaci di affrontare ogni supplizio e le bestie nel circo, credenti nel Christos, datore di un premio eterno, se non incensano alla statua imperiale, se persistono nel proclamarsi cittadini di una patria celeste e se rifiutano di arruolarsi o disertano per non combattere contro fratelli!

 *Allora, dobbiamo rivedere il nostro vivere cristiano stesso, metterlo in discussione e confrontarci con i credi altrui, sapendo che ci sono tanti altri che hanno anche loro un proprio Dio e che non è detto che solo la nostra sia la vera religione, come dice S. Agostino, nel V secolo!

Marco, mi sembra che ora tu ragioni bene. Forse anche Andrea, Marcello e Giovanni – e… pure mio nipote Mattia – ragionerebbero così se stessero qui a parlare con noi.

 *Quindi noi, che abbiamo inizialmente condannato e condanniamo l’estremismo di Hamas, inorridendo di fronte alla disumanità di terroristi, ora dobbiamo anche condannare l’estremismo del Netanyahu, sansone ebreo, che ha reagito ferocemente, facendo un genocidio intenzionato ad annientare l’etnia palestinese a Gaza, per vendicare i morti e per riavere i prigionieri, per instaurare il messianesimo – dimentico di stare in una terra non sua, ma concessa a lui come focolare domestico nel 1919, in quanto destinata per uno Stato palestinese, patria comune a tutti i residenti, convinto invece di esserne l’unico padrone secondo un arcaico patto col proprio Dio, datore di vittoria ai suoi figli! -.

Marco, io leggo e traduco, cercando di capire qualcosa, ma, traducendo, ho rilevato varie volte che Israele è selvaggio e crudele e che tende a distruggere l’altro, se nemico, avendo una coscienza di fariseo – di uomo separato dai vicini – perché puro rispetto ad ogni altro vivente impuro -. Per me non esistono puri ed impuri, ma solo mortali che vivono da uomini, nati per morire! Per me non c’è un Dio, che ha fatto patti con nessun uomo!

 *Mi vuole dire che il popolo ebraico, anche se fosse veramente teso alla perfezione sacerdotale, non ha diritto a considerarsi puro e a distinguersi dagli altri, ma è popolo come tutti gli altri, nati per morire, accomunato dalla stessa natura, datrice di vita, non figlio di un Dio, suo unico Padre! Lei dice che l’elezione d’Israele da parte di Jhwh non c’è mai stata e che è inesistente il patto di supremazia di un popolo col suo Dio, in senso economico-sociale e politico-militare, ed è invenzione sacerdotale! Se fosse stato così, il popolo ebraico non sarebbe stato vinto da assiri e da babilonesi, dai persiani e macedoni, dai romani, dopo una guerra di 200 anni, né sarebbe stato asservito dagli arabi, né avrebbe avuto una persecuzione continua con ghettizzazione da parte della Chiesa cristiana e tantomeno avrebbe subito la Shoah hitleriana.

Marco, Israele attuale, ultraortodosso, dominato dalla destra nazionalistica non è più Stato sionista socialista come volle David Ben Gurion, ma è messianico ed aspira ad annettersi anche Cisgiordania e Transgiordania, rifiuta la Costituzione di uno Stato nazionale palestinese, legittimamente e giustamente preteso da tutto il mondo civile, secondo le prescrizioni inattuate dell’Onu, specie dopo gli Accordi di Oslo del 1993.

 *Professore, lei vuole dire che nel seno stesso di Israele c’è lotta tra chi vuole essere sionista e socialista e chi, invece, pretendendo di essere l’unico Stato in Palestina, vuole distruzione e morte per gli altri e gloria eterna per Sion!

Marco, oggi Israele è Stato sotto la dittatura di sansoni, che credono, e che sono servi di una cieca teocrazia, oltranzisti retrogradi di un’arcaica cultura davidica, uomini che non possono cambiare, nonostante i tanti avvertimenti della Historia!

 *Allora Israele è simile ad Hamas, ai mujahidin che si sono giustamente ribellati violentemente, volendo indietro case, paesi, zone ora ebraiche, perché hanno ancora la chiave della loro dimora attaccata al collo. Sono uomini stanchi di tante ingiustizie, sfiniti dalle invasioni, continuamente pressati dai coloni ebraici che vivono ed avanzano rubando pezzo a pezzo la loro terra! Sono due forme di terrorismo, che si confrontano ostilmente dall’una e dall’altra parte! Sono protagonisti di atti di una stessa tragedia, in quanto l’uno e l’altro sono decisi ad annullarsi a vicenda, anche se hanno come padre comune Abramo, anche se i loro cristi fondatori Giacobbe ed Esaù sono fratelli, figli di Isacco e Rebecca! Sono convinto che il tempo dei martiri sia passato da un pezzo! Ora ci vuole la pace, in qualunque lingua la vogliamo pronunciare: eirenh/pax/salaam/shalom…! Basta alle guerre religiose in nome di Dio, e viviamo, davvero, secondo ragione e natura!