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Giacomo e Paolo

Jakob fratello di Jehoshua e Shaul

Cosa predicò Giacomo (Jakob, fratello di Jehoshua, in greco Iakobos ), dopo la morte del Meshiah  e cosa Paolo (Shaul di Tarso, in greco Paulos)?
Ritengo che il pensiero di Giacomo e del Regno dei Cieli sia stato cancellato, dopo la distruzione del tempio di Gerusalemme  da giudei ellenisti  che, nel periodo Flavio, prendono le distanze dallo zelotismo e dal messianesimo giudaico, a seguito del decreto del sinedrio di Alessandria, che, a malincuore, è costretto, per la propria incolumità, a consegnare i nazirei, condannandoli a morte.
Il nuovo imperatore, Vespasiano, ha creato la sua fortuna dalla sconfitta giudaica e tutta la cultura romano-ellenistica inneggia alla vittoria, dopo il trionfo sulla Ioudaea capta.

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Il buco storico

Il silenzio degli storici

C’è un buco storico nella Storia Romana, che riguarda un tempo, breve, di circa quattro anni: riguarda il periodo che precede  il regno di Gaio Caligola (37-41): non c’è illuminazione diretta degli storici ufficiali per gli anni 32-35 e c’è penombra per il 31 e per il 36-37.
Inoltre è strano che di Annales di Tacito manchi proprio tutto il regno di Gaio Caligola, oltre ai primi sei anni di Claudio.
Perciò c’è quasi un quindicennio, non ben illuminato o meglio lasciato come in ombra, volutamente: ma chi aveva un interesse a non fare conoscere bene questo periodo?
E’ ancor più strano che l’oscurità riguardi la provincia di Siria e  la sotto provincia di Giudea, abbandonate a se stesse,  dopo la morte di Elio Seiano, il potente capo pretoriano tiberiano, il 18 ottobre del 31, poi mediocremente illuminate intorno al 36-7 fino alla morte di Caligola.

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