Marco, non conosci Giorgio Sincello, Γεώργιος Σύγκελλος (750-814 d.C.), un bizantino, uno scrittore di Selezione di cronografia (Ἐκλογὴ τῆς χρονογραφίας), di una storia universale dalla creazione del mondo fino al regno di Diocleziano?
*No.
Eppure te ne ho parlato quando, tanti anni, lavoravo sui Flavi e tu mi rimproveravi che non credevo alle due sante Domitille e neppure a santa Petronilla, figlia di Pietro apostolo!
*Ora ricordo che io, essendo andato a vedere con mia moglie le Catacombe di S. Domitilla, lei frenò il mio entusiasmo, e mi parlò del Cardinale Montini, poi Papa Paolo VI, che, insieme ad altri, era solito riunirsi lì per riportare la Chiesa, secondo canoni cristiani, intenzionato a concordare il ritorno alla povertà primitiva evangelica secondo i principi dei modernisti.
Bene, allora, hai qualche memoria di Sincello.
* Un vago ricordo!
Sincello è un continuatore della Storia di Sesto Giulio Africano (170-240 d.C.) scrittore di una Chronografia dalla creazione del mondo fino ad Eliogabalo(218-222), di cui ci sono rimasti frammenti e parti su Manetone, che procedeva annalisticamente. Quindi, il bizantino, sei secoli dopo circa, procede come annalista, che fa molte annotazioni tanto che non sembra fare una storia, ma una serie di tabelle di note (cfr. W. Dindorf, Georgius Syncellus et Niceforus, Cp. Bonn: Weber, 1829).
*Ora mi ricordo che lei mi parlò non di due Domitille, ma di una Domitilla e del martirio di Nereo e di Achilleo, due soldati dell’epoca di Diocleziano (285-305 d.C.). Seguiti a parlarmi di Sincello, forse ricorderò qualche altra notizia.
Bene. Il nome di Σύγκελλος/cubiculario di un patriarca, di uno che è sempre al suo fianco, di norma successore poi al patriarcato, è Giorgio, detto il Sincello, in quanto segretario particolare. Infatti è il sincello di Tarasio, patriarca costantinopolitano per 22 anni dal 784 all’anno 806 d.C., cui, però, non succede in quanto si ritira in un convento dove scrive la sua opera storica.
*È lui che crea la tradizione bizantina di una sola Domitilla, quella vergine e martire, di cui parla in Cesare Domiziano Augusto?
Penso di si. Infatti segue quanto dice Girolamo, discepolo di Gregorio di Nazianzo e di Apollinare di Laodicea il giovane, che può aver confuso Ponza con Ventotene/Pandateria, originando così una doppia figura di Domitilla. Il Sincello parla di una parhenos kai martus sotto Domiziano suo zio, relegata però, a Pandateria/Ventotene, non a Ponza.
*Da qui la confusione di Damaso e di Girolamo, attestata in una Iscrizione damasiana sul Sepolcro di Nereo ed Achilleo e in una lettera di Girolamo (Epistula, 108, 7) dove tratta della morte di Paola e di uno suo scalo per andare in Terrasanta, a Ponza, celebre per l’esilio di Flavia Domitilla, la più illustre donna del suo tempo”, e visitò “le celle dove essa subì un lungo martirio”. Mi può aggiungere altro all’iscrizione di papa Damaso (366-384 d.C.)?
Certo. Nell’iscrizione damasiana, successiva al martirio dei due santi, avvenuto tra i 297 e 303 d.C., più di 80 anni prima, si parla di Domitilla vergine e martire perché all’epoca si preferiva la verginità al matrimonio secondo quanto afferma Girolamo, che riporta la notizia su Domitilla vergine e su colloqui di christianoi con seguaci di Simon mago e di un trasferimento della vergine a Terracina/Anxur, a seguito delle lamentele del fidanzato che poi la fa uccidere con decreto di Domiziano.
Ecco l’iscrizione che ti riporto integralmente in versi esametri:
- Militiae nomen dederant saevumq(ue) gerebant
- officium, pariter spectantes iussa tyranni,
- praeceptis pulsante metu servire parati.
- Mira fides rerum: subito posuere furorem,
- conversi fugiunt, ducis impia castra relinquunt,
- proiciunt clipeos faleras telaq(ue) cruenta,
- confessi gaudent Christi portare triumfos.
- Credite per Damasum possit quid gloria Christi.
*Mi faccia lei la traduzione. Non mi fido di quella di altri.
Ti faccio la traduzione dell’iscrizione esametrica sulla tomba di Nereo ed Achilleo. Eccola:
Essi si erano arruolati alla milizia, facevano il loro crudele dovere di eseguire gli ordini efferati del tiranno-Diocleziano, intenti a servire a causa della paura! O meravigliosa fede naturale! Deposta immediatamente la furiosa forza militare, convertiti, fuggono, lasciano l’empio accampamento del dux, gettano i clipei, le falere e i dardi cruenti, confessando di godere di portare i trionfi di Christus. Riflettere voi che credete tramite Damaso cosa possa la gloria di Christus.
*Questa iscrizione permette la congiunzione con la leggenda di Domitilla e di Petronilla cristiane, in quanto connessa con la testimonianza geronimiana e poi con quella di Sincello e della Legenda aurea (1260-1296), che riprendono i contrasti tra Simon Pietro galileo e Simon Mago, samaritano, in Roma neroniana.
Tu sai ben che io non penso che Pietro passa essere venuto a Roma con la famiglia – cfr. Ma… chi … può andare a Roma, veramente, in epoca neroniana? -.

*Sono miti, quindi, il martirio di S, Domitilla e di S, Petronilla, quella di martiri Nereo ed Achilleo – i due martiri sono, invece una prova che i christianoi sono renitenti alla leva o disertori, cives predicatori di un’altra patria, quella celeste, che rifiutano il rito della proskunhsis imperiale, richiesta espressamente ai soldati in tutto il III secolo! -.
Certo, sono miti come quello di Giacomo, fratello di Giovanni, matamoros, come quello di Pietro e di tanti altri ed altre, compresi quello di Domitilla e di Petronilla? e su Petronella/ Petronilla è più probabile che si tratti di una Petronilla Flavia, sepolta in una terra di proprietà flavia in cui fu portata anche Domitilla, sulla via Ardeatina, in una villa di Cenide.
*Professore, allora Petronilla sarebbe una discendente di Flavio Petrone nonno, nummularius o argentarius reatino di Tito Flavio Vespasiano e di Flavio Sabino, il cui affresco è ancora visibile nella catacomba di S. Domitilla! Questo spiega anche la visita, fatta da Carlomagno nell’anno 800 d.C. quando fu proclamato imperatore del sacro romano impero da Leone III, anche se lui si accontentava del titolo di Patricius difensore della Tomba di Pietro, credendo, da barbaro, che Petronilla fosse Petri filia,. Ora mi spiego anche il culto della santa, venerata in Francia, dopo il ritorno di Carlomagno – cfr. Valore storico di Cronaca di Novalesa -.
Bravo. Marco. Sei davvero un buon discepolo!

Particolare di una copia francese di “Legenda Aurea”