Nonno, mamma e papà sono andati a visitare Mont Saint Michel, in Normandia, e so dell’importanza di questo arcangelo, divenuto anche santo nel Medioevo, venerato anche in Val di Susa e nel Gargano, oltre che in Irlanda, in Cornovaglia e perfino in Umbria, a Ferentillo!. Vorrei chiederti qualcosa su di lui, ma tu …fai questioni noiose teologiche e filosofiche: io, ragazzo, amo solo i racconti e i cammini come quello di Santiago o quello dei Romei; io sono curioso di conoscere luoghi nuovi e leggende! Se devi proprio parlare di teologia, fàllo almeno solo all’inizio e poi raccontami ed io ti seguo, come sempre.
Mattia, cercherò di non pesarti e di non annoiarti! ti parlerò prima, di S. Michele arcangelo garganico, che ha il culto più antico, rispetto a tutti gli altri: la sua venerazione inizia con le sue apparizioni al vescovo di Siponto (Manfredonia), leggendarie, tal Lorenzo Maiorano – un ultra centenario vissuto dal 440 al 545, un nobile parente dell’ imperatore di Oriente, Zenone (474 -486) da lui inviato in Puglia e eletto prelato da papa Gelasio I – un basiliano protagonista del Liber De apparitione sancti Michaelis, in Monte Gargano, opera scritta nel XII secolo.
Quindi, Nonno, iniziamo con il racconto delle apparizioni nella grotta di S. Michele, non lontana dal santuario di S. Michele garganico, attuale, dove viveva il santo vescovo? il culto dell’arcangelo, diffuso in Europa, deriva, perciò, dalle prime apparizioni sul Gargano!
Certo. Mattia! il monaco bizantino soleva rifugiarsi nella grotta per pregare ed aveva le visioni dell’arcangelo, considerato il protettore degli uomini contro le insidie del demonio, tentatore, Lucifero- Satana, anche lui un tempo un angelo. Monte Saint Michel in Normandia e La Sacra in Val di Susa sono due località in cui viene anche celebrata l’apparizione dell’arcangelo, ma in epoche successive, quando il mito di S. Michele ormai ha radici profonde in tutta Europa. La via francigena– dopo che i visitatori pellegrini arrivano a Roma – procedendo lungo due direzioni, una lungo l’Appia e l’altra lungo la Salaria fino all’Adriatico, costeggiandolo fino al luogo santo della grotta garganica, (diventata punto di incontro e di raccolta per la meta finale di Gerusalemme, specie dopo il proclama della I crociata fatta da Urbano II, papa francese, nel decennio 1088-1099), risulta una via per la Terra Santa.
Nonno, dunque, il culto di S Michele diventa internazionale dopo il proclama del grande papa di riconquista del Santo sepolcro, e di Gerusalemme da secoli, sotto il dominio, comunque, pacifico musulmano.
Mattia, Urbano II segue il disegno teocratico di Gregorio VII, tipico dei Pierleoni, giudeo-cristiani, stanziati nella isola tiberina, favorito da Matilde di Canossa e dalla sua famiglia, dopo la vittoria sull’imperatore del Sacro romano impero Enrico IV, a seguito dei viaggi in Italia meridionale e di quelli in Francia, dove, a Clemont -Ferrand, ha indetto la I crociata. Il culto dell’arcangelo ha funzione politica e ricuce lo strappo tra Occidente ed Oriente dello scisma del 1054, collegando le aspirazioni cluniacensi di riforma cristiana con le idee di grandezza della chiesa romana, che, avendo la solidarietà dei popoli e dei duchi in senso antimperiale, anche nel Meridione di Italia e in Sicilia, zone considerate feudo pontificio, ha dato potere ai normanni in Puglia e in Calabria, nominando Roberto il Guiscardo duca e servendosene per un servitium antibizantino ed antisaraceno. Il papa, poi, avendo accolto anche il grido di soccorso di Alessio Commeno, imperatore bizantino impegnato contro i turchi, ora ha possibilità concrete di riunificare la chiesa cristiana cattolica con quella ortodossa e di riconquistare, con forze latine, Gerusalemme.
Quindi, nonno, il culto di s. Michele serve a questo proposito ed è utile nella lotta tra cristiani coalizzati, bizantini e germanici, contro i musulmani, in quanto si dice che le milizie di Dio lottano contro quelle demoniache.
Certo, Mattia, per il papato, l’arcangelo guida i soldati cristiani, segnati con la croce e da essa purificati contro le forze del male maomettane!. Così facendo e facendo propaganda Urbano II scatena un guerra religiosa, convinto che il Dio degli eserciti sia favorevole ai buoni! In questo modo la feccia di Europa – specie i figli della nobiltà, cadetti, militari arroganti e senza terra, morti di fame, avidi di nuove terre,- va alla conquista dell’Oriente e dei mercati orientali in nome di Dio, favorita da Venezia e dalle altre repubbliche marinare, ha la funzione della difesa della fede, ed ha la benedizione papale: in caso di morte, ogni morto è celebrato come eroe e martire, e se, invece sopravvive, ognuno si conquista un regno per sé e la famiglia! Anche è benedetta l’impresa di riconquista della Sicilia di Ruggero I, fratello di Roberto, modesto signore di Melito in Calabria. Infatti il papa usurpa le funzioni del potere imperiale, assumendo potestas ed auctoritas, impropria per il sacerdotiun /ierosousune , e nel suo viaggio nel meridione italiano, prima a Melfi, poi a Bari durante la celebrazione dell’arrivo delle reliquie di S. Nicola di Mira, concede benefici e un insperato mandatum ai due fratelli normanni : al duca di Puglia e Calabria riconosce le funzioni egemoniche e concede al fratello l’autorità di governare la Sicilia, strappata ai musulmani con l’ aggiunta di un beneficio pontificio – cosa negata gli imperatori di Germania- di nominare vescovi, di raccogliere le rendite della chiesa, riservandosi il diritto della decima da inviare successivamente a Roma, e di svolgere interventi anche in questioni di materia religiosa, d’accordo coi vescovi locali sottoposti, comunque, alla autorità laica dei normanni, devoti e pii fideles Sancti Michaelis, e di trapiantare in Sicilia coloni lombardi.
Nonno, che significa il termine Michele e qual è il suo grado nella corte celeste?
Mikha-el significa uno che è come Dio, un essere, purissimo, asessuato, che è vicino al trono divino ed è suo rappresentante, in quanto svolge la funzione di comandante delle truppe angeliche, divise in tre classi, in relazione alla vicinanza con Dio, come mostra anche il nostro Dante nel Paradiso.
Quali?
La Terza classe, quella inferiore, più lontana da Dio, è composta da angeli, arcangeli e principati; la seconda, media, da potestà virtù e dominazioni; quella, superiore, da Troni, Cherubini e Serafini secondo Dionigi aeropagita, un presunto discepolo ateniese di S. Paolo , che invece è un filosofo neoplatonico del V secolo – legato a Damascio – che ha lasciato un complesso corpus aeropageticum, di cui fa parte il liber De coelesti Hierarchia/la celeste gerarchia
E lui che parla degli angeli, allora?
Certo Mattia. E’ un autore dello stesso periodo di S. Lorenzo Maiorano, bizantino, che tratta della maestà del trono di Dio e delle gerarchie angeliche, di cui parla diffusamente, mostrando una celeste theoria, derivata da Aristotele, da una parte, come imitazione del reale e, da un’altra, da Platone, come specchio della realtà, fondando un’estetica basata sulla bellezza sovrumana secondo canoni basilari di semplicità, di armonia, di simmetria, di regolarità ricorrente e di lucentezza, in relazione all’ uomo- dio Christos, figlio, Verbo del Padre, dal cui reciproco amore deriva lo Spirito Santo.
Grazie, nonno, per aver brevemente parlato teologicamente e per avermi fatto capire che S. Michele è il comandante degli eserciti divini, in quanto il migliore dei serafini, loro capo e quindi condottiero delle nove gerarchie angeliche (angeli, arcangeli, principati, potestà , virtù, dominazioni, troni, cherubini e serafini) colui che ha il mandato celeste di combattere il male, il tentatore Satana -Lucifero, il ribelle!
Bravo Mattia . Hai buona memoria come me! Hai capito che Michele è il principe di tutti gli angeli, nonché uno dei quattro arcangeli ( con Gabri- el/dio forza , Rafha-el /dio cura, e Uri- el/ dio luce) che presiedono rispettivamente ai quattro punti cardinali- cfr Giovanni Apocalisse– est, ovest, nord e sud, come protettore della terra, in ogni direzione, con la propria influenza benefica.
Nonno, non è strano che un essere, angelico possa essere venerato come un uomo e santificato?
No. Mattia. Può apparire singolare che un essere celeste si umanizzi come anche che un essere umano si divinizzi. E’ un fenomeno, detto muthos, che si verifica quando la sfera di azione dell’elemento estraneo al suo contesto , diventa usuale in un ambiente non proprio, tanto da essene parte significativa. Le continue apparizioni con volto umano diventano come reali manifestazioni dell ‘arcangelo nella grotta garganica e rendono umane le sue azioni, come se quelle divine si fossero atrofizzate in quanto lontane ormai dalla sfera di corte divina.
Nonno mi dici cioè che accade quanto noi rileviamo nella divinizzazione della figura umana di Gesù, che, essendo considerato figlio di Dio, ipso facto, partecipa della natura e funzione trinitaria e quindi è maestro sapiente e sapienza stessa!
Ciò avviene, però, in specifici momenti storici in cui si afferma il muthos, per cui accade di trovarsi di fronte ad un doppio culto, sebbene predomini la forma ibrida di angelo-uomo nelle fantasia umana, specie in epoca barbarica. I primi infatti a creare un culto umano-divino sono i Longobardi.
I longobardi?
Si Mattia . I longobardi di Alboino, scesi in Italia nel 568 e divenutine padroni, con la costituzione del Regno di Pavia e dei due ducati di Spoleto e di Benevento si irradiano lungo la dorsale appenninica, lasciando le coste adriatiche e quelle tirreniche, oltre le isole, Sicilia Sardegna e Corsica, all’ impero bizantino, che pur aveva riconquistato tutta l’Italia, con Giustiniano nei diciotto anni di guerra gotica (535-553). Sembra che si possa dire che con Teodolinda si attua la cattolicizzazione dei longobardi nel 589, per cui pare che con Cuniperto la grotta diventi parte del Ducato di Benevento, e quindi sia meta di pellegrini, anche se già precedentemente è attestato un viaggio di papa Gelasio (492-496). Allora il culto dell’angelo e del santo cresce anche perché la venerazione dei longobardi per S.Michele si fonde con quella di Odino/Wotan e seguita coi franchi, loro vincitori e poi, coi normanni tanto che papi come Leone X, Urbano II, Alessandro III, Gregorio X e Celestino V giungono alla grotta come pellegrini, seguiti da imperatori e nobili e popolani, intenzionati a partire per la Terra Santa – Ludovico II ed Ottone III, Matilde di Canossa e perfino, s. Francesco vi arriva, senza entrarvi, nel 1216-.
Grazie, nonno. Mi hai fatto capire il mito di S Michele…senza troppe questioni!