Naturale silentium deus, unus, audit sentitque
Lei ci ha parlato del silenzio di Apollonio di Tiana, ma non ci ha spiegato nemmeno perché segue il consiglio di Pitagora? Professore, in quale periodo, in realtà, Apollonio rimane in silenzio e dove? Noi sappiamo la differenza che c’è tra siopaoo e sigaoo! Bene. Il primo indica il non parlare, come sileo latino ; il secondo indica l’atto di cessare dal parlare e stare zitto come taceo (opposto a loqui, dìcere e fari)!. Lei ci ha mostrato, di fatto, che seguire il silenzio di Pitagora è basilare per ogni uomo che aspira all’ascesi, in quanto è il primo atto dopo l’erudizione nelle scienze encicliche, dopo l’iscrizione tra i neoi degli efebi, ora politai! Quindi abbiamo compreso che un filosofo completa la sua formazione con la prova del silenzio: infatti sappiamo quello che il tianeo risponde al suo maestro pitagorico Eusseno, da lui ospitato in una sua casa di campagna, che gli chiede di scrivere su quanto gli dice il Dio, che è in lui e lo ispira: come posso pensare a scrivere, senza prima aver fatto la prova del silenzio?
Dunque, per Apollonio, come per Pitagora, come per ogni contemplativo il primo passo per una comunicazione proficua con gli altri, scritta o orale, coincide con la scoperta del mistero del silenzio, che è esercizio di conoscenza del numero e del valore della parola, in quanto fa aprire gli occhi nell’abisso dell’animo e scoprire l’io profondo, naturale, prima di iniziare la missione di educare gli altri, mediante logos? E’ questo, professore, quello che esige Pitagora per i suoi discepoli, imponendo una sottomissione assoluta al silenzio. come dovere di concentrazione dell’anima su se stessa, per la comprensione della doctrina, naturale?
Marco, io so solo che Apollonio si astiene dal parlare e si chiude in un mutismo per cinque anni -anche se Pitagora oscillava tra un tempo di due anni a cinque- e che sceglie la zona di confine tra Panfilia e Cilicia e cessa il silenzio dopo l’episodio di Aspendos e che gli anni sono quelli del principato di Caligola e dell’inizio di quello di Claudio, epoca in cui un limos devasta la zona.
Professore, questo limos è una spanositia, – di cui si parla nello stesso tempo e quasi nella stessa zona e nel bios di Apollonio di Filostrato e in Atti degli apostoli dello pseudo Luca – di una mancanza di frumento, di una carestia, che preoccupa i governatori, incapaci di frenare chi fa incetta e tiene il cibo in magazzini, sorvegliati, affamando il popolo che lo cerca negli emporia, supermercati delle città e della stessa capitale di Siria. Gli Atti trattano della calata dello Spirito Santo ed anche di una colletta da parte dei Gerosolomitani per gli antiocheni, fratelli colpiti tra l’altro anche da un terremoto, e dell’ opera di Paolo e di Barnaba e di altri. In questa particolare situazione di carestia alimentare e di pienezza di Spirito Santo sorge in Antiochia sull’Oronte la setta dei christianoi, forse nello stesso tempo in cui Apollonio vive, stanziato già nel tempio di Apollo dafneo, avendo già terminato il suo silenzio quinquennale. C’è una qualche attinenza o rapporto tra l’esigenza di radicamento templare di Apollonio e quella di diffusione della predicazione delle morte e resurrezione del Christos, il messia aramaico sconfitto, qualche anno prima, a seguito della millantata discesa dello Spirito Santo, intesa come battesimo di fuoco del poliths christianos?
Marco, ciò avviene non solo a seguito della spanositia, profetizzata da Agabo sotto Claudio (41-54), ma anche per la necessità di tenere riunioni nella metropoli siriana e di dare istruzione ad una grande moltitudine, tanto da determinare la distinzione tra i vari giudei antiocheni di una nuova setta di Christianoi-11,26- probabilmente fruitori unici della colletta gerosolomitana, inviati agli anziani per mezzo di Barnaba e di Saulo -ibidem 28-. La testimonianza di Filostrato, datata tra il 37 /40 e 44, sembra alludere ad un periodo successivo a quello del governatorato di Petronio e all’arrivo di Vibio Marso e alla sua politica antierodiana, tesa a ridimensionare l’opera del re Erode Agrippa I, possibile alla sua morte e alla mancata successione del figlio diciassettenne, immaturo a guidare una regione così vasta, che necessita di una nuova costituzione statale romana occidentale.
Per lei, dunque, professore, in un momento così complicato si costituisce la ecclesia dei christianoi, cioè dei seguaci giudaico-greci del Christos, credenti nella venuta della Spirito santo e nella morte e resurrezione del messia aramaico, quando il pensiero gerosolomitano, ancorato al battesimo di Giovanni è già discorde da quello giudaico ellenistico, nonostante l’aiuto finanziario e la colletta, raccolta in Giudea da uomini che hanno una comunità di fratelli che condividono ogni bene, avendo un deposito comune, con una unica cassa!.
Marco, se si è nell’ultimo periodo del regno di Caligola, mentre in Giudea e a Gerusalemme c’è il netto rifiuto sacerdotale e popolare al voler imperiale di installare entro le mura templari la statua del Neos Sebastos, con accettazione dello sterminio della popolazione giudaica, ordinata al procuratore di Siria Petronio Turpiliano, bisogna ritenere con Filone – Legatio ad Gaium – che c’è coscienza che la nave giudaica affonda, pur restando la fiducia nella salvezza ad opera di Jhwh, che si manifesta subito con la morte dl persecutore e con il proclama di Claudio agli alessandrini! Dopo questo mortale pericolo per la stirpe giudaica, mentre si attua la politica di obbedienza al nuovo imperatore, che vieta il proselitismo, non è chiara l’attività predicatoria di un Paulus, civis romano che propaga il pensiero di morte e resurrezione del Christos aramaico, un ribelle crocifisso, come vita eterna per i credenti, non solo nella capitale siriaca ma anche nel bacino orientale del Mediterraneo, dove i controlli imperiali dovevano essere continui, considerati i contrasti ideologici con i giudei aramaici sulla figura stessa del Messia!
Quindi, in tale clima sembra che Apollonio termini il periodo del silenzio e si chiuda nel santuario di Apollo daphneios, il tempio pitico per eccellenza, simbolo stesso della castità sacerdotale, collegato al mythos di Dafne.
Professore, sembra che lei voglia vedere, da una parte, relazioni tra la fine del silenzio e la scelta dello stanziamento templare del tianeo e, da un’altra, rilevare nel mito di Dafne, una vergine che preferisce all’amore di un dio e al suo amplesso un radicamento arboreo naturale come sfida della natura vegetale stessa alla divinitas che, comunque, consacra l’alloro come simbolo di gloria per i migliori tra gli uomini, segnalatisi per altezza di ingegno?!
Apollonio, ora lettore dei segni del tempio dafneio, secondo me, propaganda la Sapienza pitica mediante la spiegazione dei logia apollinei, naturali simboli vegetali, mentre i christianoi, da parte loro ispirati dallo Pneuma agion, rivelano il musterion del Christos incarnato, uios del Pathr, logos divino, crocifisso!
Allora, professore, lei mette in relazione ispirazione divina con l’arte della divinazione e della medicina stessa, ambedue legate ad Apollo, e quella cristiana pneumatica?
Marco, per me, dopo il silenzio, Apollonio si dedica alla profezia e alla scienza divinatoria, come dimostra poi nel colloquio con Iarca, in India: chi ama la divinazione diventa per Sé uomo divino e risulta utile servitore per gli altri. Infatti chi conosce l’avvenire e lo fa conoscere al prossimo non on è forse un essere potente e rassicurante come Apollo delfico? E’ necessario che chi lo consulta sia puro sia ancora più puro il saggio che sa discernere futuro e ne è il diretto augure se vuole essere chiaro nelle risposte ed aver avere chiaroveggenza ed ispirazione lucida per profetizzare, avendo cuore innocente e uno spirito al riparo di ogni macchia, sozzura e traccia immorale. Non per nulla Apollo è padre di Asclepio che con la medicina guarisce avendo chiari i segni le predizioni oracolari, le visioni tanto da trasmettere medicine confezionate per ogni malattia e da conoscere le erbe medicinali da indicare le proporzioni per la preparazione delle pozioni e dare i rimedi i contro i veleni e i mezzi per tramutare anche le sostanze tossiche tanto da avere un effetto salutare e trarre dal male il bene.
Quindi, professore, il radicamento di un essere umano che si trasfigura in materia vegetale, perdendo la sensibilità animale snaturandosi , mantenendo, comunque, un vita vegetativa, diventa segno di una nuova pulsione verso il cielo, di un’anima che ha scoperto la necessità del confinamento, dopo l’errare del periodo di silenzio, compagno di una avventura raminga animale: la struttura fisica umana rimane come ombra nel tronco arboreo le cui radici sprofondano nella terra e i cui rami, come braccia alzate tendono al cielo, in una dimostrazione dell’avvenuta metamorfosi, necessaria !
Marco, l’episodio di Aspendos di un Apollonio che favorisce le plebi fameliche e che denuncia i proprietari di emporeia probabilmente giudaici, come affamatori, pur mantenendo il silenzio, segna il passaggio ad una nuova fase della vita del Taumaturgo tianeo. Infatti Filostrato mostra le folle, in rivolta, che se la prendono col governatore regionale assediato, minacciato di morte, anche se attaccato alla statua venerata di Tiberio, da una parte, mentre, da un’altra, indica Apollonio che con precisi gesti dimostra l’innocenza del prefetto che, allora, confessa i nomi e le ubicazioni dei depositi alimentari degli affamatori pubblicani, comunque, risparmiati e salvati dall’ira popolare, grazie al tianeo, che trascrive su tavolette il suo pensiero, minaccioso verso chi non è conforme alla legge di natura: la terra è madre di tutti; essa è giusta per tutti, mentre voi accaparratori di grano, volete che sia madre solo per voi. Voi , se non cambiate, sappiate che non resterete più a lungo su di essa!.
Dunque, professore, Apollonio che si confina nel tempio apollineo dafneio e si scioglie dal voto del silenzio, aprendosi alla divinazione e all’ermeneusis dei logia delfici, è anche lui, uomo ispirato divino, cosciente di una nuova predicazione di saggezza oracolare, come i christianoi, invasi e ispirati da pneuma agion?!
Marco tu tiri conclusioni, anche quando fai domande, fiducioso nella tua intuizione, io, da storico, invece, ritengo che il tianeo, pur concludendo il periodo di indottrinamento pitagorico naturalistico, resti sul dato naturale secondo logica greca, mentre il christianos va oltre l’umano e il naturale, credendo in un’ investitura divina ad opera del Paraclito, poiché ha una missione di proselitismo universale, di cui Paolo è il protagonista, che rompe la struttura perfino giudaica per una azione catholikh, secondo l’universalismo romano -ellenistico per una predicazione aperta anche agli etnikoi. Apollonio è fermo al logion oracolare dopo la maturazione avvenuta nel silenzio e nella sistemazione pitagorica del mondo fisico e nella parola indagata, esaminata, studiata, meditata ma non pronunciata, in quanto ancora inattiva, essendo non compresa nel suo reale significato comunicativo, ma solo in quello proprio dell’ oracolo, lui, essendo uomo puro e celibe, che vive in povertà, seguito dai suoi sette discepoli, risulta ormai dedicato al dio, unico capace di ascoltare e sentire davvero il messaggio naturale.
Quanto diverso il suo silenzio da quello dei gimnosofisti, degli stessi contemplativi terapeuti ebraici e da quello dei seguaci della Grande Madre e di Christos, pieni di Agion Pneuma, arsi dal fuoco divino!
Marco, è un’altra via verso sophia/ sapienza!