Beate sempiterna Sempiterne Beata

 

 Beate sempiterna  sempiterne Beata è una frase di Giuliano Pomerio  (460?-510? d.C.)-  maestro di retorica di Cesario di Arles (470-543)-  che compendia  secondo struttura formale simmetrica e secondo impostazione chiastica significativa  il Paradiso Cristiano, la vita futura, post mortem .

Giuliano Pomerio, nato in Mauritania,  ha scritto De Vita contemplativa (tre libri) ( Patrologia Latina,59 coll.411-520)  è un illustre sconosciuto secondo Mario Spinelli, traduttore e curatore  (Città Nuova, 1987) vissuto in Gallia tra la fine del V secolo  e i primi  decenni del VI secolo dopo Cristo, quando già il fenomeno dei Terapeuti,  i vecchi – bambini giudei, alessandrini, è chiuso  definitivamente sotto il patriarcato di  Cirillo, quando  l’impero romano è ormai cristianizzato  in senso catholikos (non ariano),  secondo una nuova formulazione ascetico-mistica.

Già in Alessandria il fenomeno contemplativo è cosa cristiana, prima della pulizia etnica  teofiliana e cirilliana,  in quanto Atanasio (295-373) scrivendo la vita di  S. Antonio  (Sources Chrétiennes, Bologna 2013) ha  creato un modello  di nuovo  monachesimo,  basato su paradigmi operativi, non solo dei monaci  di Scete e di Nitria, a Reviri e a arOma i parabolani omicidi, ma anche di quelli della Tebaide, e di quelli asiatici specie di Giudea, di Siria e di Cappadocia, in quanto tiene presente anche i canoni  dell’anachoresis christiana orientale.

Atanasio, nel corso del suo esilio, a Treviri e a Roma,  dà un modello già perfezionato alla Chiesa occidentale, non ancora strutturata  conformemente alle regole orientali, in quanto questa  ha   ancora strutture solo diocesane, amministrative, non una salda organizzazione religiosa e spirituale, essendo su un territorio,  abitato quasi totalmente  da pagani, con sporadiche comunità cristiane, minoritarie, acefale, dove non arriva  la voce della centralità del papa romano, ancora rettore di una succursale orientale, capo di una comunità non certamente  grande!.

Cosa sono 80.000 persone su una popolazione romana pagana di oltre 1,500000 di abitanti, ancora  praticanti la religio secondo i canoni di un Pontifex Maximus, attivo  fino al regno di  Graziano (375-383), che confisca i beni  delle classi sacerdotali soppresse, ed elimina il titolo stesso  nel 382, quando non esiste nemmeno la victoria catholica sull’arianesimo, ancora dominante  in Oriente, dove  c’è una maggioranza christiana sui pagani?.

Sul suolo italico nel IV e V secolo, su una popolazione di quasi 4.000.000 di abitanti, i cristiani  sono soltanto  500.000, sparsi nella penisola e nelle isole maggiori , con prevalenza ai  confini  con la Gallia,  nella valle  dell’Isère, con l’Illirico  in villae romanae, lungo l’ Appia e la Flaminia,   in Paroichiae, in porti come Dicearchia /Pozzuoli, in Sicilia a Siracusa, per dare alcune indicazioni, a mò di esempio.

Dunque, al momento della scrittura di Giuliano Pomerio, agli inizi del sesto secolo, in Occidente, domina il monaco  christhianos che ha assunto le prerogative di quello  orientale,  specie per la lezione basiliana, dopo quella cassiodoriana, quasi coeva,  e  quella benedettina, di poco posteriore …

Giuliano Pomerio  è scrittore  di grande spiritualità  e d’impegno notevole  sotto il profilo  pastorale ed ecclesiologico.

Segue infatti il modello paolino (Lettera a Timoteo,4.5.6. ) e venera il magistero di Agostino,  quasi come un magister da non nominare, indicato con Magnus ipse, come uomo  capace di fare  magna  opera.

Tramite Agostino, accoglie tutta la lezione cattolica antiariana,  degli alessandrini, degli africani, specie di Cipriano,  e dei cappadoci,  che  hanno interpretato la tradizione culturale di Filone Cfr. Ecclesia  del IV e V secolo. www.angelofilipponi.com

La vita contemplativa  per  Pomerio  è quella  futura, post mortem, che, sola, può essere beate sempiterna  sempiterne beata, quella  che il fedele cristiano ha guadagnato col sacrificio del vivere, come premio eterno della sua pietas terrena mortale.

Secondo Pomerio  dopo la morte, si entra in Dio, nella sua sfera di luce,  dove c’ è amore perfetto, dove si gode stabile sicurezza, sicura tranquillità, tranquilla letizia  felice eternità eterna felicità!.

Personalmente, sono sorpreso dall’uso del poliptoto insistito con anadiplosi, che mi infastidisce e mi turba, nonostante  la personale volontà di uso dell’epoché /astensione dal giudizio!.

Se non ti ricordi, Marco  caro,  bene il poliptoto, ti dico che esso  è una figura retorica per cui si ripete il concetto mediante un nome ed aggettivo aventi la stessa radice oppure –  come fa Dante- quando si gioca su un verbo coniugato in differenti tempi e modi –  cred’io ch’ei credette che io credessi- oppure su un aggettivo possessivo come nel Pater noster (nomen tuum, regnum tuum voluntas tua  – traduzione dell’anafora greca sou di te-). Insomma è una ripetizione di  un termine in una stessa frase o  in uno stesso verso, con una modifica della funzione lessicale o  della struttura sintattica!.

Per Pomerio il paradiso, la vita futura umana, è luogo dove non esiste paura dove il giorno è senza tramonto, il movimento è agile ed ogni spirito si appaga della contemplazione di Dio , dove la comunità  formata da angeli ed uomini risplende di fulgida virtù, dove sovrabbonda l’eterna salute e regna la verità!.

Il cristiano aggiunge che lì non ci sono inganni né ingannatori, né ci possono essere beati espulsi, né ammessi i perversi.

Secondo me il retore,  teologo cristiano catholikos,  riprende la descrizione dei Campi elisi  pagani virgiliani,  e  quella della Gerusalemme Celeste  efesina Giovannea (Apocalisse 21 e sgg).

Io,  traduttore di Filone (Cfr. De vita contemplativa di Filone  ) retso sorpreso nel leggere  questo libro di Pomerio  e mi  pongo il problema se il teologo conosce l’opera dell’alessandrino e come la  possa conoscere.

Pomerio, romano occidentale di cultura afro-gallicano può aver sentito qualcosa dei terapeuti  dei  vecchi bambini ( cfr essere Neepios www.angelofilipponi.com )  del lago Maryut,  tramite uomini come Cassiano  e i cappadoci,   e   può dipendere  dalle formulazioni dei basiliani calabresi  o grazie a qualche pensiero di Gregorio di Nazianzo, derivato da Girolamo, la cui visione altamente spirituale di una Patria Celeste,  perfetta sede  d’amore  e di luce, è stata  ben volgarizzata in Occidente!.  il testo di Pomerio potrebbe essere una prova dell’avvenuta predicazione cristiana in Occidente in epoca teodosiana…

La sua opera non ha, comunque,  niente di Filoniano in quanto l’alessandrino propone due modelli di vita terrena ed umana:  Filone, oniade,  ha un’altra lettura  della vita contemplativa come theoria alternativa di vita ebraica,  terapeutica, rispetto a quella attiva, essenica: ambedue sante, ambedue utili per la vita terrena…

Informazioni su Angelo Filipponi

Storico, linguista traduttore Un'altra storia del Cristianesimo