Qual era il logion originario del “Sale”?

Voi siete il sale della terra è l’incipit attuale del logion di Matteo (5, 13).
Sale della terra è un sintagma che è metafora in quanto il discepolo di Gesù è come il sale che rende saporita ogni cosa sulla terra.
La sottesa similitudine autorizza a dire che chi segue Gesù, oltre ad essere beato (makarios), è anche sale della terra e luce del mondo oscuro (logion successivo).
Ne risulta che le beatitudini (Matteo, 5, 3-12) e l’essere sale e luce sono collegati insieme ed hanno un significato congiunto, costruito successivamente, quando già era stata costituita la Chiesa: la pericope è espressione retorica di una costruzione teologica legata ad un ambiente e ad un società che hanno bisogno ed interesse tali da creare una “sentenza”, sulla base di un logion di Matteo, preesistente
Ora personalmente ritengo che al momento della stesura tachigrafica di Matthaios e quindi all’atto del discorso di Gesù (maran o aspirante meshiah, prima del regno o durante il periodo della regalità) le beatitudini non erano così enucleate, ma erano del tutto sparse, come anche le maledizioni
Bisogna pure pensare che l’essere sale non era in relazione diretta con l’essere luce?
È probabile che tutto inizialmente forse era distinto e separato ed erano solo logia che esprimevano i detti del Signore (non kurios ma despotes, in quanto basileus-maran) in tipici momenti della sua storia di uomo privato e di re, non di un Maestro.
Nella seconda metà del II secolo, invece, quando viene costruita la Chiesa (grande) e c’è la necessità di opporre i veri discepoli a quelli gnostici, la vera dottrina a quella gnostica di Valentino e Basilide (forse ad Alessandria) viene fuori la funzione del macarismo con i compiti del cristiano, inteso come apostolo-inviato, che deve essere sale della terra e luce del mondo…
Dunque, tra la scrittura matthaica con una precisa semantizzazione basileica (in lingua aramaica con un’utenza palestinese-parthica) e la riscrittura con nuova semantizzazione (con la lingua koinh, in relazione alla nuova utenza ellenistica) c’è una diversa impostazione in quanto i fruitori sono differenti ed hanno una logica opposta, collegata con le diverse realtà sociali e storiche…

Ora il bacino di utenza è tutta l’area commerciale, non solo mediterranea ma anche quella del Mar Nero e del Bosforo cimmerio…
I fruitori invece aramaici, che erano nel periodo dell’attesa del malkuth o lo avevano realizzato, erano makarioi e si sentivano sale della terra in quanto avevano condito (thabal/condire), dando sapore, grazie alla regalità messianica, ad ogni cosa terrena ed, avendo il Meshiah, attendevano gli eventi escatologici e la realizzazione eterna d’Israel: essi puri e lucenti, come gli esseni, avevano vinto le tenebre (e la Romanitas) vedevano splendere in alto come su un candelabro Gerusalemme radiosa e luminosa, dominante su tutti i popoli vinti…
I cristiani ellenisti, dopo l’evento della sconfitta di Shimon bar Kokba (Giustino, Dialogo di Trifone), nel momento gnostico, fondono insieme i logia matthaici. creando una nuova legge, che doveva essere un sostituto/tupos del messia, legge vivente (nomos empsuchos) e creano secondo formule asseverative, come risultanze sintetiche di un lungo lavoro tecnico retorico, l’ideale del buon cristiano e ne scrivono i compiti e le specifiche funzioni, in relazione alla missione dei discepoli del Kurios/signore che ha dato loro il kerugma della diffusione evangelica, in precisi luoghi e in particolari situazioni sociali…
Allora tutto il logion del sale ha significato a seconda della lettura e degli utenti: la comprensione del periodo ipotetico della possibilità di II tipo con la protasi ean …moranthh (qualora diventerà insipido – thaphal -) e con l’apodosi con che cosa si salerà?, non è facile capire, ma si può afferrare se si ha presente il tanto sale del Mar Morto inutilizzabile (o quello della Mareotide alessandrina o del Lago Salato della Licaonia-Tuz Goelu), calpestato da cristiani locali, i cui capi sentono la necessità di fissare, di organizzare nuclei semantici e di schematizzare contenuti teologici …o quella della palude Meotide (Mar d’Azov)…
Il sale ha valore ai fini del condire i cibi e, quindi, se il cristiano/sale diventa insipido e stolto (moraino vale sono moros cioè pazzo, stolto, insipido, sciapo, stupido), non ci sarà la salatura della terra, non ci sarà la luce nel mondo), non avendo funzione, sarà gettato per terra e calpestato.
È chiaro che il logion non è quello originario, ma è quello ricostruito da cristiani ellenisti che, vista la fine del giudaismo romano, la galuth, hanno un ricordo della escatologia e del messianesimo e vivono il momento apocalittico, dello svelamento, cosci della necessità della funzione cristiana di essere sale e luce, in una separazione netta dalla cultura giudaica e da quella gnostica.
Certamente il testo originario, che Panteno ritrovò in India, con questo specifico logion, aveva ben altro valore in senso messianico, entusiastico, trionfalistico: in esso non c’era nemmeno la possibilità di diventare nabal (stolto), in quanto Thaphal: tutti erano makarioi (compreso Levi-Matthaios, che registra il pensiero regale), euforici per la realizzazione del malkuth, in quella Pasqua essenica del 32 d.C., pochi mesi dopo la morte di Elio Seiano…
Allora i seguaci mangiavano insieme pane e sale e non avevano contese per il primato, ma erano eguali uniformati ad essere bambini (talja’/piccolo di donna o di pecora) ed avevano la pace, quella propria dei vittoriosi, di coloro che avevano vinto ed attendevano l’ultima ora e il trionfo definitivo del resto d’Israel…
Dunque, nella fase escatologica Sale originario è collegato con pace, in quella apocalittica sale è connesso con discordia, lotte per il primato, con la possibilità di diventare insipido e quindi di deviare dalla retta via e con la necessità di essere o di tornare ad essere pedion e diaconos (bambino e servo), se si vuole entrare nel regno dei Cieli…
A me risulta, perciò, che ci sono due logiche, del tutto diverse, a seconda dei tempi e che la stessa figura del Signore (Kurios e despoths) è cambiata in quanto essa ed è diventata quella del Maestro (didaskalos/rabi), che, secondo il pensiero di Clemente Alessandrino, ammaestra i mathetas/apostolous che formano il fedele