Caro Marco, che delusione!

Sono stato sempre circondato da amici e parenti, compresi i genitori, mio fratello e famiglia, i miei figli e mia moglie, tutti christianoi, menzogneri, curiosi di sapere notizie storiche, interessati apparentemente alla mia ricerca.

*Perché parla di delusione, allora? E’ stato fortunato a trovare persone, che comunicano con lei, ricercatore?!

Marco, tu sai bene cosa io intendo per comunicare!  Io,  emittente, mando un messaggio in codice personale ad un ricevente, che decodifica fedelmente e dialoga, essendo sullo stesso canale, in un  dato momento storico e in un preciso  ambiente – contesto, cercando di appaiare il suo codice all’altro,  per un rapporto costruttivo, in cui si cerca insieme di fare una costruzione nuova , col contributo di ognuno dei due.

 *Certo, io  e lei dialoghiamo da anni  e costruiamo, come se fossimo realmente paritari  ed insieme siamo arrivati a  qualcosa di nuovo,  pur essendo io christianos e lei non christianos, capace, però, di dare, di tanto in tanto, risultanze storiche tuzioristiche,  condividendole con me, ex alunno. 

Marco, con te e qualche altro,  con cui corrispondo o per lettera o per telefono, il miracolo della  comunicazione è avvenuto, ma con la massa di parenti e di amici,   ciò non è avvenuto, forse per la vecchiaia di alcuni, forse per ignoranza o per mancanza di tempo  e per diversità di interessi, di altri.

* Professore,  da qui la delusione!. I motivi possono essere tanti altri  e dovuti  a problemi anche di natura fisica, oltre che per ragioni  politiche o  religiose, e per idiosincrasia/incompatibilità personale.   

Tu parli di  vari  motivi  ed anche di natura fisica, dovuti a malanni, malattie, vecchiaia?. 

*Io alludo a lei, che è un vecchio di 86 anni, sempre pressato da una moglie vecchia,  assiepato da coppie vecchie, da amici vedovi e da amiche vedove e talora anche dai figli giovani, disinteressati alla storia in quanto professionisti dediti a lavori  scientifici e a nipoti che vanno a scuola e che, comunque, perfino chiedono spiegazioni e qualche volta vogliono entrare,  pur da ragazzi, superficialmente,  in merito al problema religioso. 

E’ vero. Io  sono vecchio  che comunico con vecchi, che, avendo malattie ed  un’ età avanzata si  preparano alla morte cristiana, secondo un secolare sistema senile, andando a messa, ai funerali, prendendo ogni giorno Corpus Xristi,   pregando e  seguendo la lezione di sacerdoti, che   fanno opere caritative e che cercano il loro aiuto in parrocchia, obbedienti alle regole  della  caritas cristiana, saldamente ancorati alla fides atavica, mai razionalizzata, una credenza di piagnoni  spirituali, che dà speranze paradisiache col  ritorno in Dio, come premio eterno, dove nella gloria celeste e  tra tripudi angelici,  rivedranno i propri cari  scomparsi! -. Questa stessa vecchiaia, che è un periodo più o meno lungo, è vissuta da me, materialista, però,  non come attesa della morte/porta  alla vita eterna di un’ esistenza terrena, limitata temporalmente, ma,  secondo il pensiero epicureo  classico, come zooh di Zooon/vivente, mortale, felice di vivere  fin all’ ultimo respiro, come uomo destinato a morire  già dal momento della nascita, come ogni pianta e come ogni animale, entusiasta, comunque,  per la fortuna stessa di vivere ancora, sempre alla ricerca di quanto non si conosce, conscio di essere anhr theios perché razionale e naturale.  

 *Ricercare, quindi,  dando risultanze  tuzioristiche all’altro,  è vivere divino, da uomo divino, pur nei limiti temporali di una vita mortale, senza bisogno alcuno di illusioni,  date dal clero al popolo irrazionale ed  innaturale,  con un credo  conciliare,  dogmatizzato  da secoli!

Marco, forse questo mio vivere senza paura della morte, coraggiosamente, suscita sentimenti di ostilità nei miei confronti  da parte di chi è vicino/prossimo, depresso ed invidioso perfino  di chiunque altro, che stia in buona salute!.

* Professore, ma lei ha confessato in Enthousiasmos I e II in www,angelofilipponi.com che ciò gli accadeva anche quando era giovane  con  colleghi per il  suo entusiastico sentire, per l’  euforia delle microscoperte storiche, lette dall’altro  come volontà di schiacciare  il prossimo con la sua esuberanza  letterario-culturale,  per la forza mentale, tradotta in operazioni anche artigianali, per eccesso di frenesia vitale.

Marco,   è vero. Ora, però,  mi trovo  a vedere che sono abbandonato da tutti quelli che  per anni mi sono stati vicini:  lentamente uno ad uno, si eclissano,  declinano ogni invito, insensibili ai miei accorati richiami,  come se ora sia un estraneo, uno da tenere lontano, uno troppo diverso non  per gli scritti anticristiani, ma  per il sistema folle di vivere nell’ultima parte della vita di vecchio-bambino. Hai ragione, Marco!. io vedo  l’altro  come se fosse veramente un altro, come me,  secondo alterità latina,  ma… anche questo, forse,  non è proprio così!. Ognuno di noi è tupos, si esprime tipicamente, si differenzia e si diversifica dall‘altro,  pure lui tipico ed unico,  nel suo comportamento singolare: quello che, per me, è probabile e possibile non lo è per un altro!

 *Forse questo determina la defezione degli amici e parenti, che pur sono ancora affezionati e suoi estimatori: lei è lei; l’altro è altro da lei, che non è più altro/alter!

 Eppure,  Marco,  mi hanno promesso di lavorare insieme da quasi 16 mesi.

*Mi dica, professore. Un amico, vecchio, si impegna a  mantenere una promessa, avendo dato la parola!  

 Marco,  contattati quattro amici alla fine di agosto del  2023,  li ho invitati a cena e li ho entusiasmati tanto che hanno accettato  il compito di dirigere le operazioni sui quattro nuclei  tematici (1.Un’altra storia del Cristianesimo,2. Una nuova Scuola, 3.Una nuova Europa, 4. Un’altra Chiesa del tipo Agion Oros) e di riferire ogni trimestre  a me sull’ andamento del lavoro. Ho atteso  di essere richiamato  alla fine di novembre  per sentire come procedevano nel lavoro e come operavano i loro 16 collaboratori.

 *Non si sono fatti sentire? né per  mail né per telefono?

No. Sono persone educate, che  mi hanno informato, chi di essere stato fuori  di S.B.T. ,  chi  di essersi messo al lavoro,  chi di procedere,  seppure lentamente, chi di iniziare, appena finito un  periodo complicato.

* E poi? 

 Passati altri sei mesi tra  silenzi e scuse di vario genere, ho pensato di  operare, cambiando  strategia, riducendo per ognuno  il lavoro,  dando a ciascuno il supporto di mie opere e  traduzioni, oltre a specifici articoli circa un solo punto del tema iniziale.  

*Le  hanno fatto sapere  quello che hanno fatto, finalmente?

 No. Dopo circa un anno dall’inizio,  allora, con molta tristezza,  ho pensato di  assegnare per tutti, anche per altri amici – mai interpellati- un unico tema, ben strutturato su  Google  La parabola del  fariseo e del pubblicano di Angelo Filipponi  (lettura 15 minuti)- con un ampliamento  culturale e storico,  tratto da l’Eterno e il regno in Il pubblicano  Il Quotidiano.it (Lettura 45 minuti) -o anche in  L’eterno e il regno, Amazon 2023, dopo la breve lettura evangelica di Luca 18.10-14, con due approfondimenti  a. Qual è il ”Sondergut” di Matteo e quale quello di Luca? ( Lettura 30 minuti ) b. L’arte del caratterizzare nel Manzoni ( Lettura  1 ora) in www.angelofilipponi.com.  Ancora, dopo oltre un mese,  devo avere notizie!.  Marco, posso dire che sono deluso?

*Professore, lei può dire… tutto. Io, anche se amico e discepolo fedele,  dubito che oggi  possano trovarsi – mi dispiace tanto confessarlo!- persone disposte a seguirla in una impresa  così… mostruosamente grande, non  realmente  pianificabile!.  Lei ha detto, scritto e  fatto quel che ha potuto …da creatura razionale e naturale!