*Noi discepoli del professore rileviamo seguendo la logica fattuale, come funzioni il sistema cristiano per aggiunzione /via positiva – additio e per soppressione/via negativa (sublatio ed Ablatio), filologica, e come la figura di Jehoshua sia ben radicata nel clima di un megistos polemos. Io, Marco, poi, ho seguito con Andrea e con Marcello il professore e sua moglie anche da Riccardo Calimani, a Venezia!
Marco, vuoi dire che tu segui la metodologia filipponiana e che distingui nettamente la ricerca scientifica dalle mode storiografiche superficiali o dai compromessi della teologia modernista ed aggiungi che vorresti vanificare l’espressione “Gesù ebreo” abusata e ridotta a uno slogan sociologico o a una sterile etichetta culturale!. Chi ne parla in questo modo non ne comprende la reale portata, poiché continua a proiettare la figura idealizzata e pacificata di Iesous (il personaggio teologico) su uno sfondo genericamente giudaico, senza applicare alcun rigore scientifico: così dicendo ed operando, affronti la questione attraverso il riconoscimento di un radicamento nel Mégistos Pólemos /La Grande Guerra, desideroso di trattare non tanto di una tensione dottrinale, quanto di uno scontro epocale — politico, economico, militare e antropologico — in cui sono contrapposti il mondo giudaico e l’imperialismo totalizzante di Roma.
*Per noi, filipponiani, Jehoshua agisce come figura concreta all’interno di questa faglia geopolitica per cui isolarlo da questo contesto di perenne stato di guerra e di resistenza nazionale, significa operare una falsificazione storica!
Marco, vuoi dire che Jehoshua non è un predicatore transculturale, ma un personaggio storicamente situato, le cui parole e azioni acquistano senso logico-funzionale, solo se lette all’interno delle dinamiche di quel conflitto.
* Professore, lei ci ha orientati in Historia!
Vuoi dire chi hai compreso Il meccanismo secolare di aggiunzione/ prosthesis/sublatio e soppressione /anairesis,/Ablatio filologica?
*Il “sistema cristiano” dei sublatori e degli ablatori non è nato per evoluzione spontanea, ma si è strutturato lentamente come un vero e proprio dispositivo di riscrittura, mediante anche l’additio, che la logica fattuale smonta pezzo per pezzo: infatti, da una parte la tecnica per soppressione sublativa e ablativa è operazione che tende ad eliminare scientificamente dai testi, la memoria storica della traccia materiale della figura di Jehoshua, legata alla terra, al conflitto politico, alla sua regalità immanente, alla sua fazione e all’asprezza del mégistos pólemos, in una deliberata decontestualizzione; e da un’ altra la tecnica per aggiunzione, ponendosi al posto dei fatti nudi e delle coordinate storiche reali, diventa sistema che ha stratificato nei secoli sovrastrutture filosofiche greche, allegorie, universalismi e dogmi teologici. Questa operazione di innesto semiotico ha cosi trasformato un uomo d’azione radicato nella sua terra nell’icona universale e disarmata di Iesous spirituale.
Bravo! hai ben capito il lavoro secolare della Chiesa Catholica!.
*Io, come discepolo di vecchia data, rivendico che noi col professore abbiamo operato scardinando questo scarto interpretativo ed abbiamo metodologicamente fatto un’ altra storia del cristianesimo al contrario della storiografia corrente, che si limita ad un’operazione di facciata, denunciando, dopo lungo lavorio di lettura testuale, la sostituzione semantica, che ha dato vita al mito cristiano, restituendo alla storia la concretezza dei suoi eventi.
Dunque, operando secondo la logica fattuale, c’è possibilità di distinguere Historia da Upourgia e da Panourgia?!
Noi discepoli ormai siamo convinti che, seguendo l’orientamento del professore, possiamo arrivare a capire il mito del Cristianesimo ellenistico -romano e con esso confessare di saper distinguere Il regno di cieli con figura aramaica di Jehoshua Barnasha da il Regno di Dio con le figure greco- ellenistico-romane successive di Jesous Christos Kurios e di Iesus Christus Dominus!