Ancora su Jehoshua Barnasha?!

Il cervelletto,  80 miliardi di neuroni  …invendibili|

 

*Per me,  che uso, quasi automaticamente,  la logica fattuale non è possibile parlare senza scoprire la reale umanità del Cristo, se non si conosce esattamente e veramente il suo sistema di vita quotidiano nell’arco della sua terrena esistenza, cosciente.

Marco sembri un neuropsichiatra non un ingegnere!   Ti meravigli a sentire parlare qualcuno  di uno di cui non si sa niente altro, se non uno “storico” dato evangelico, quello del XV anno di Tiberio,(Luca, 3,1 ) in cui  si tratta di Gesù/Jehoshua che va dalla Galilea al Giordano, cosciente di   farsi  battezzare da Giovanni (Matteo, 3,13, τότε παραγίνεται ὁ Ἰησοῦς ἀπὸ τῆς Γαλιλαίας ἐπὶ τὸν Ἰορδάνην πρὸς τὸν Ἰωάννην τοῦ βαπτισθῆναι ὑπ’ αὐτοῦ) e  un  altro cenno  “professionale” su Giuseppe, suo padre,  falegname/tektoon?.
*Certo,  per me troppo poco per farne una storia!. Resto perplesso e stupito davanti ai ragionamenti e alle argomentazioni generico-theologiche di Mancuso o di Pesce o di altri, italiani e stranieri, che parlano interpretando senza distinguere il battesimo di Giovanni  “con acqua” da quello pentecostale col “fuoco” e “il Regno dei cieli” da “il Regno di Dio”  di molto posteriore!.
Perciò, chiedo a lei,  che ha tradotto e fatto studi reali sui fatti del I secolo
di mostrare una buona volta, definitivamente, ai “profani” il significato di Barnasha,  attribuito a Gesù, di  precisare  il suo ruolo di zelota-qanah, in una grandissima guerra e quello di costruttore /qainita-tektoon in modo da frenare almeno la loro retorica ed allegoria!. Jehoshua Barnasha (Giòsue, il “figlio dell’uomo” in aramaico) rappresenta il centro dei suoi studi storici alternativi  a quelli tradizionali, focalizzati sulla netta separazione tra il Gesù storico aramaico e il Cristo teologico greco della tradizione successiva. Nelle sue  tesi, questa figura viene analizzata da una prospettiva strettamente razionalista, storica e politica, che si  distacca profondamente dai dogmi religiosi. Jehoshua Barnasha, vissuto tra il 7 a.C. e il 36 d.C.,  è figlio di Josip ed  appartiene alla cultura agricola aramaica: è un  kain /architetto e kanaah /zelota, un eroe nazionale giudaico inserito nelle tensioni anti-romane, fondatore deI Regno dei Cieli /Malkuth ha shemaim,- che è un progetto politico concreto di liberazione e amnistia, instaurato brevemente a Gerusalemme tra il 32 e il 36 d.C,, rilevabile facilmente se  si opera  su passi evangelici originari (come il testo matteano), letti, però,   non come messaggio di pace ma di  netta rottura politica, secondo Matteo   che parla della sua venuta “non  crediate che io sia venuto/venni a portare la pace sulla terra, non sono venuto a portare la pace  ma una spada(10, 34-36), secondo una logica bellica. Lei sottolinea nei suoi scritti (Ancora sul Credo CristianoIl regno dei cieli e Jehoshua Barnasha) come la figura greca di Iesous Christos Kurios sia una successiva rielaborazione teologica, diversa da quella del I secolo. Lei rileva, infatti,  elementi come l’incarnazione verginale, la resurrezione o l’ascensione  e li  considera costruzioni mitologiche o sovrapposizioni di fatti storici. accaduti decenni prima, per concludere che non è possibile parlare senza scoprire la reale umanità del Cristo! 

 Amico mio, Mancuso,  Pesce ed  altri, italiani e stranieri, che scrivono  senza conoscere  la reale figura storica  di Gesù, uomo,  destano stupore e lasciano perplessi  con le loro argomentazioni teologiche, essendo staccati dalla realtà storica e perfino dal testo, che  non sempre è di prima mano  o, a volte, perfino riportante un falso logion!

*Perciò,  lei sta tentando di mostrare di nuovo  ai profani il significato di barnasha, il suo ruolo di zelota-qanah/ leeisths, in una grandissima guerra (63 a.C-135 d.C.) e quello di costruttore /qainita-tektoon, cercando di evidenziare il contesto del I secolo, in un  clima aramaico artigianale, filoparthico e fortemente antiromano,  anche se già lo ha fatto nel 2021 quando ha trattato  di una guerra di  quasi 200 anni / megistos polemos  tra aramaici e romani,  in articoli per suo nipote Mattia RICCI (Nonno, raccontami!; Seguita, nonno, io ti seguo; Nonno, io sono qui di nuovo, in ascolto!)  

 Marco, la logica fattuale e l’analisi filologica mostrano che dietro il Cristo teologico si nasconde un uomo radicato nella dura realtà  messianica della Palestina del I secolo, zona occupata dai romani, ma reclamata dai sovrani di Parthia, eredi del regno seleucide!.

*Quindi,  lei fa bene a precisare  su Jehoshua Barnasha, con “Ancora su Jehoshua barnasha?!”,  per meglio puntualizzare e precisare  i termini con cui  si qualifica il nostro  Gesù,  aramaico, che nel I secolo è mastro-architetto, costruttore di città e di acquedotti, che  diventa maran  e  non è un Rab/maestro: lo faranno diventare tale alla fine del II secolo  e i primi decenni del III  i maestri del  didaskaleion di Alessandria,   dopo la costituzione alessandrina della Trias /trinità  in cui Jesous è logosVerbum – parola stessa di Dio, uios di Dio,  seconda upostasis/persona trinitaria,  divina sapienza, sapienza personificata!.

 Marco,  vuoi,  allora , sapere esattamente  il significato storico  concreto dei tre termini chiave che definiscono la reale umanità di Jehoshua Barnasha, spogliata dalle successive astrazioni greche? Ti rettifico ogni cosa come meglio posso!: 1,.Barnasha/ בר נשא – Il Figlio dell’Uomo! Nelle lingue semitiche e in aramaico, Barnasha non indica una divinità ,discesa dal cielo, ma l’esatto opposto, in quanto è termine che   vale “Figlio dell’uomo” o, più semplicemente, “l’essere umano”, “l’uomo comune”, “una creatura vivente  come ognuno di  noi”!.

 *Quindi, per lei   non è  pensabile dire che Jehoshua definisca se stesso Barnasha rivendicando la sua natura mortale e la sua appartenenza al popolo, spiegata poi letteralmente in greco (ho huios tou anthropou), per farla intendere, secondo  la lettura allegorica  dei teologi greci successivi, come ho huios tou theou, trasformandola  in un titolo messianico e divino, stravolgendo quello usato solo a ribadire l’assoluta umanità di una creatura vivente!.

No, Jehoshua nel I secolo d.C.  non poteva farlo: il vicino – prossimo/ parente  se Jehoshia avesse usato Barnasha  col significato di figlio di Dio   aveva il dovere di ucciderlo  all’istante colpendolo alla  bocca con pietra perché bestemmiatore!  Un uomo è creatura, Dio è creatore!

* L’ebreo è ebreo!  La legge  e la legge  e le prescrizioni sono 623! Ora seguiti a spiegare chi è  realmente l’aramaico Jehoshua!. Ho ben chiaro Barnasha

2.   Jehoshua è Qanah / Kanaah (קנא) Zelota/ zeeloths, che vive in un  contesto in cui si muove, non facendo  una predicazione pacifica e astratta, ma  proponendosi come ladrone, brigante partigiano  in  una feroce guerra di resistenza anti-romana condotta dai settari  movimenti rivoluzionari giudaici. In ebraico e aramaico, qanah significa “essere geloso”, “zelante“. per cui gli zeloti (o qanahim/Leeistai) sono i partigiani dell’indipendenza giudaica, pronti alle armi per difendere la sovranità dell’Unico Dio contro l’occupante romano, pagano idolatra,  in quanto continuamente  sobillato da esseni e farisei “nazionalisti” !.

*Quindi, per lei ,Jehoshua non fu un predicatore isolato, ma un capo politico e carismatico,  inserito in questa rete di resistenza. Il suo progetto del “Regno dei Cieli” /Malkuth ha shemaim risulta  un programma politico-sociale immediato di liberazione dal giogo romano,  di cacciata dei collaborazionisti e  di restaurazione della sovranità nazionale: I vangeli canonici  tutti e quattro, conservano tracce evidenti di questa realtà, come la presenza tra i discepoli di “Simone lo Zelota” (o Cananeo, da qanah) e l’episodio delle spade nell’orto del Getsemani: la sua stessa condanna a morte per crocifissione è  pena che i Romani riservano esclusivamente ai ribelli politici (leeisthai), non ai maestri spirituali!.

Marco, spero di esser stato chiaro sul fenomeno Zelotico, letto da Giuseppe Flavio, sadduceo  filoromano, esaltatore di Tito Flavio Vespasiano, considerato il  salvatore  del mondo romano, venuto dalla Giudea, con l’esercito orientale,  come “Soothr”   

*Ho capito bene,  avendo studiato Il soterismo di Vespasiano e seguito le sue lezioni sui Flavi !, Ora, vada avanti e  mi spieghi Jehoshua  qainita!.

3.  Marco, il nostro Gesù,  chiamato in effetti  Jehoshua, è QainTektoon (קין / Τέκτων) un  costruttore! La tradizione devozionale dei Padri della Chiesa   ha tradotto il mestiere di Jehoshua e di suo padre Josip con “falegname”, riducendolo a un’immagine idilliaca e umile!. La realtà storica e linguistica è molto più complessa in quanto  Qain  è termine  legato alla radice della metallurgia, degli artigiani e dei costruttori di strutture murarie.

*Quindi,  nel mondo ellenistico, il tektoon non è un semplice artigiano del legno che crea piccoli oggetti domestici, ma  un capomastro, un muratore, un carpentiere, un vero architetto costruttore edile, di famiglia qainita,  anche se davidica, capace di  gestire un’impresa di migliaia di operai specializzati.(cfr. Giulio Erode il Filelleno,  IV  Amazon 2023) abile   a fare contratti onerosi   di migliaia di talenti, con committenti regi  e prefettizi, che si qualificano come  curatori  (epitropoi epimeletai)  amministratori  di Giulio Erode Antipa,  di Filippo e di Pilato,  dell’alabarca oniade di Egitto. 

 Nella Galilea del I secolo, i tektones sono una forza lavoro, impiegata nei grandi cantieri urbani, voluti da  Giulio Erode Antipa (come la ricostruzione di Sepphoris, a pochi chilometri da Nazaret e la costruzione di Tiberiade). Questa classe di lavoratori non è isolata nei villaggi, ma  è, a volte,  urbanizzata,-seppure accampata vicino ai centri ribani,  sindacalizzata, a stretto contatto con le ingiustizie fiscali dell’impero romano e, di conseguenza, rappresenta il bacino ideale per il reclutamento ideologico della guerriglia zelotica: Jehoshua, come tektoon, possiede  una comprensione pragmatica del lavoro, della fatica e delle tensioni sociali del suo tempo:   è un figlio dell’uomo che cura i mali dell’uomo che lavora  e che lo segue  come operaio dopo un preciso reclutamento ed inquadramento di tipo essenico!.

* Professore, dopo tanti secoli di bugie, di paradossi, di retorica, nel trionfo della intelligenza artificiale,  del formalismo, della parola vuota – nonostante l’ausilio dei telefonini- come  può sperare … di riuscire a spiegare un pur semplice termine aramaico ad uomini arroganti del loro sapere  filosofico. teologico di christianoi katholikoi, specie dopo la vulgata geronimiana  e l’indottrinamento  cristiano latino  dell’Occidente barbarico ad opera di Agostino e  di Ambrogio?

 

Informazioni su Angelo Filipponi

Storico, linguista traduttore Un'altra storia del Cristianesimo