Angelo Filipponi - uno stato unico per Israele e Palestina

uno stato unico per Israele e Palestina,Fouad Twal

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Se lo stato di Israele vuole esistere deve venire a patti con l'Islam: non può opporsi come ha fatto per oltre sessanta anni ai palestinesi: la Palestina è simbolo dell'Islam stesso, è il segno vivente della potenza islamica, è un simbolo dell'Islam.

Ad ogni repressione da parte di Israele o ad un'oppressione è unanime la condanna alla vita stessa dell'ebraismo con una adesione totale al mondo palestinese di tutto il mondo arabo che si ricongiunge, si ricompatta in senso antiebraico.

Allora ebraismo diventa sinonimo di Occidente e di America cioè il nemico per eccellenza, il male assoluto, ciò che deve essere cancellato, eliminato, un cancro nel loro stesso corpo.

Israele è davvero un corpo estraneo in un unicum musulmano, un cancro fiorito lentamente, inoculato appositamente nel tessuto vitale musulmano dalle potenze europee occidentali cristiane; è quindi uno stato che non deve esserci in quanto è stato non arabo, non musulmano anzi è stato nato come avamposto di modernizzazione e di americanizzazione del mondo islamico, quindi di male cristiano che deve infettare il bene dell 'Islam.

Perciò si attende un'operazione chirurchica che Amenedinejab, in modo violento e razzista, propone anzi crede necessaria per la ricongiunzione delle parti musulmane e del riordino tradizionale, appoggiando la politica siriaca, sempre equivoca, della formazione di una nuova Grande Siria islamica che dovrebbe ricostituire la Grande Siria, la basileia di Antioco III.

Amenedinejab non un pazzo, ma è un politico vero, espressione di una tradizione culturale integralista persiana, un meslim che ritiene necessaria tale operazione essendo interprete del malessere islamico e palestinese.

Ora che la conflittualità è palesemente esplosa, è necessario riflettere sulle componenti e sulle forze esistenti nel territorio per poter fare una reale opera di pacificazione a 61 anni dalla fondazione dello Stato ebraico.

Esso è nato in antagonismo all'Islam quando doveva nascere come fusionedi tre forme religiose, ebraismo cristianesimo e musulmanesimo, rappresentate sul territorio già nel 1948 da tre etnie distinti (ebraica, cristiana ed islamica)

Le proprorzioni numeriche, allora, erano diverse rispetto a quelle attuali in quanto i palestinesi erano nettamente di più rispetto agli ebrei e ai cristiani, mentre oggi gli ebrei dominano dato l'incremento della migrazione ebraica favorita da ogni parte del mondo e considerata la fuga di tanti palestinesi e vista la stazionarietà del numero dei cristiani, insignificante nel territorio ( con qualche punta visibile a Nazareth a Tel Aviv e a Geruslemme, e a Bethlem) .

Quell'area mediorentale del mondo, che fu la Ioudaea romana dal 63 a.C. fino alla fine dell'impero bizantino ha avuto sempre una popolazione mista in cui l'elemento pagano prima ed ebraico convivevano, poi dopo la sconfitta di Shimon bar Kokba e dell'idealismo religioso di Rabbi Aqiva con la galuth inizia la dispersione effettiva giudaica anche se dopo la vittoria del cristianesimo, specie col concilio di Costantinopoli l' elemento cristiano e l' elemento ebraico seguitarono a convivere nonostante l'integralismo cristiano dominante.

Anche dopo la conquista araba della Palestina le comunità pur cambiando l'ordine delle forze in campo, seguitarono a convivere pacificamente ed avevano costituzioni proprie, bene organizzate, che si tramandarono fino al 1948 grazie alla politica conciliante dell'impero ottomano.

Dopo la sconfitta di questo impero, le potenze occidentali col trattato di Sèvres proponevano la formazione di uno stato di Iraele in cui dovevano convivere pacificamente sia la popolazione palestinese pur in maggioranza,anche quella ebraica.

Dopo la fine della II guerra mondiale in seguito anche agli eccidi nazisti si stabilì sull'ondata di solidarietà con gli ebrei di favorire l'esodo ebraico in Terra Santa e di quindi la costituzione dello stato di Israele doveva essere pallallelo a quello palestinese.

Quando già era stato formato quello di Giordania, Francia ed Inghilterra da una parte non volevano che Israele andasse oltre il Giordano e che la Siria non andasse verso il Libano, ma al di là di questo due clausole regolarono la realizzazione degli stati nell'ex Siria suddivisa in Vilayet di Aleppo in Vilayet di Siria e Vilialyt di Beirut ( comprendente anche il Sandjak del Libano a sud e a sud est della Siria un il Sandjak di Gerusalemme)

La Palestina doveva esistere dopo la II guerra mondiare dalla fusione della parte meridionale del Vilayet di Beirut con il Sandjak di Gerusalemme.

In questa zona vivevano migliaia di arabi, musulmani e cristiani,e d avevano buone relazioni con gli ebrei che parlavano arabo tanto che e per l' impero ottomano erano cittadini alla pari sia cristiani che arabi che ebrei : si ricordi che gli ebrei ebbero gran rilievo nella cultura e nel mondo ottoman, che seppe valorizzare le comunità religiose francesi, britanniche italiane, armene che avevano scuole monasteri conventi nella città santa che, a suqa volta, aveva una popolazione mista e anche se vi predominava l'elemento ebraico (740mila) rispetto agli arabi(20 mila) .

Ma oltre ai quartieri musulmani ed ebraici c'erano quartieri cristiani e cristiano-armeni ed inoltre l era garantito l'accesso ai luoghi sacri alle varie etnie, a tutti anche se era numerosi gli scontri razziali e religiosi....

L'aumento di popolazione ebraica era avvenuto progressivamente dopo l'affermazione del fenomeno sionista a cominciare da Teodor Herzl nel 1896 ed era diventato notevole e sproporzionato nel 1910 e nel 1916 all'atto degli accordi di SiKes-Picot ( per i quali la Francia dominava Libano e Siria e l'Inghilterra Iraq e Trangiordania .

La dichiarazione Balfour del 2 novembre 1919 inoltre pur contradicendo le promesse fatte allo sceriffo Hussein della Mecca, la famosa lettera inviata a Lord Rothschild approvata dal gabinetto, diventa un manifesto per il sionismo che si sente autorizzato a penetrare continuamente nel seno dell'area palestinese...

In questo modo il governo inglese favorisce la costituzione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico facilitando la realizzaione del progetto anche se pone clausole restrittive per non pregiudicare i diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche

Eppure in quell'epoca la popolazione giudaica era solo un settimo di quella musulmana in Palestina.

Mentre viene riconosciuto che la Transgiordania sia governata dal principe Abdallah ad opera del rappresentante inglese alto commissario Herbert Samuel nel 1923 e viene occidentalizzata la Siria, ingigantiscono le lotte in senso antiebraico fomentate da associazioni islamico-cristiane all'tto dell'applicazione della dichiarazone Balfour ad opera ddel generale Louis Bols capo della 'amminstrazione militare britannica, il 27 febbraio del 1920 .ed ancora di più all'avvicinarsi della conferenza di San Remo.

Iinfafti nei tafferugli per la festa del profeta Mosè furono uccisi dagli inglesi sulal porta di Giaffa sei ebrei e sei arabi

Nel 1922 W. Churchill fa il punto suLla situazione in Palestina e mostra la politica del suo paese (Libro Bianco)...

Da questo documento si evince che per lo statista la dichiarazioen Balfour non deve prevedere che la Palestina diventi un focolare nazionale ebraico ma solo che un focolare sarà fondato in Palestina precisando che l'immigrazione ebraica non può eccedere la capacità economica di assorbimento del paese

Nonostante questa puntualizzazione l'insediamento di immigrati aumenta anche se c'è l'opposizione e delle grandi famiglie di Gerusalkemem e elle masse dei fellahim.

La reazione dell familgie geroslomitane collegate con quelle cristiane danno come risultato una opposizioen alal politica britannica grazie grazie alla figura di Amin al Husseinì,e a quella dell sindaco di Gerusalemme Basiascibi

Le vere vittime risultano i Fellahimlcostratti a cedere i loro terreni agli ebrei che comprano e che si isnediano pocome servi imusulmani ex proprietari delle aziende agricole innescando un processo di ostilità insanabile....

Nel decennio tra il venti e il trenta fino allo scoppio della guerra mondiale si stabilizza la sitauzione in un crescendo di odio tra le parti...

La storia dunque di tutta la zona dell Palestina è stata di una continua pentrazione ebraica fino ad oggi e di una reazione palestinese, di cui Arafat è stato una delle espressione maggiori, in senso nazionalistico e religioso... fino alle tante mediazioni americane. ..fino agli accordi di Oslo del 1997 che determinano la formazione e creazione di una autorità nazionale palestinese a Gaza che dovrebbe gestire un territorio composito con un'autonomia totale nelle città e a Gaza o parziale nei villaggi ma i vari governi di Israel succedutisi anche se alcuni hanno dato concrete speranze non hannoportao a nessun risultato specie dopo il muro israeliano.. Israel arabi e comunità internazionale devono tener conto dell'esistenza dei Palestinesi e devono considerare il loro diritto ad essere uno stato autonomo.

Anche gli accordi di Camp David non hanno trovato sbocco nonostante la mediazione di Clinton.. Gerico e Gaza sono due poli aggreganti i palestinesi che comuque non hanno ancora una vera struttura statale anche se ci sono ormai le condizioni effettive di una normalità amministrativa e governativa... Israele però non r è iuscita ad appianare i tanti punti in sospeso tra le due comunità e l'odio palestinese impedisce la razionalizzaione del processo di pace variamente tentato e mai raggiunto...il recente muro poi ha separato non solo fisicamente le comunità ma le ha aizzate ancora di più l'una contro l'altra ...

Cosa dunque vuole essere la nostra (piccola. forse stupida)idea di unificazione e di federazione palestinese (non certamente possibile e realizzabile a breve tempo): la costituzione di uno stato federativo con tre anime è dunque insensata? l'anima ebraica quella palestinese e quella cristiana non potrebbero convivere? la triplice spiritualità non ha una comune matrice? là dove non convivono due estremismi che hanno forme attive di integralismi - che spesso attaccano perfino a vicenda il corposcolo cristiano insignificante come valore religioso e socio-economico politico nel sistema bipolare EBRAICO-PALESTINESE- non ci potrebbe essere spazio per una comunità maggiore di Christianoi ?

Con tre diversi statuti, autonomi, dopo aver potenziato il numero dei cristiani, che dovrebbero essere tali da controbilanciare le forze in opposizione ebraiche e musulmane, forse si può raggiungere quell'equilibrio che non è più concepibile tra due popoli, logoratisi, dopo tante guerre e tanto odio ormai pluridecennale?

Infatti i cristiani (attualmente una minoranza di scarsissimo rilievo internazionale, spesso osteggiati dall'uno e dall'altro integralismo , specie nel periodo natalizio) potrebbero risultare un elemento di scarico delle tensioni e potrebbe essere utile come esempio di moderazione tra due integralsimi o meglio per le frange integraliste dei due attuali stati: insomma i cristiani come ago della bilancia palestinese....

A Natale sia da parte musulmana che da parte ebraica c'è sempre una sfacciata ed offensiva propaganda con ironia feroce e a volte con sarcasmo, contro le manifestazioni natalizie (alberi, presepi, befane,stelle, panettoni, ecc. ) che vengono considerate e dall'una e dall'altra parte baccanali o rimasugli delle vecchie credenze cristiane bizantine o slogan americani o forme commerciali occidentali generalizzate da rigettare e da bandire come male per le due comunità ...

Gli anatemi e le condanne si sprecano : la classe sacerdotale dell'una e dell'altra parte irrride quella cristiana che appare unica sensibile al profitto ed è demonizzata , quando invece è la stessa faccia di una medesima realtà religiosa, forse più moderata, dato l'illuminismo, il positivismo e la storia occidentale e la forza secolare del liberalismo e del laicismo e considerato il tecnicsmo scientifico ...

La situazione cattolica e cristiana è molto varia e di dificile amalgama in quanto ogni confessione cristiana ha i suoi capi: quella ortodossa, quella armena, quella cattolica, comunque, hanno una loro precisa strutturazione anche se migliore è quella cattolica che ha nel patriarcato riformato di Gerusalemme dei latini il suo punto di Riferimento e di Guida. ...

Dopo il patriarcato di Michel Sabbah nel 2005 la Santa Sede romana ha nominato Fouad Twal Patriarca di Gerusalemme dei Latini una carica rifondata nel 1847 e quindi di grande valore nominale nel mondo arabo,data la comune storia in sneos ottomano, inglese fino alle vicende attuali. I

Il prelato, ex diplomatico stanziato in varie parti del mondo, poi ex vescoco di Tunisi, è uomo di equilibrio che coordina le chiese di Israele, di Palestina,di Giordania e di Cipro, è patsore di 50 parrocchie con seminari, collegi, istiituti, "governa" (si fa per dire) anche i Francescani che formano la Custodia del santo sepolcro che hanno 10 parrochie e controlla, seppure come referente , 30 ordini religiosi maschili e 73 ordini femminili, stanziati nel terrioptrio di sua spettanza.

Ha possibilità di influenzare e determinare incontri congiunti tra le 6 chiese cattoliche (differenti di culto) con le altre chiese (5 ortodosse, 1 luterana ed 1 anglicana) e quindi di orientare in relazione alla comunione di valori cristiani.

Ha anche uomini di fede cattolica ex ebrei (300) che collaborano con cattolici arabo palestinesi che formano un gruppo cristiano, specie in Giordania che è favoriti dalla politica attuale di Abdallah II figlio di Husayn anche se è una minoranza. circa terantamila persone (il 6% della popolazione, in maggioranza greci-ortodossi, ma anche cattolici romani, ortodossi-siriani, copti, armeni apostolici e protestanti )

La crisi politica e le lotte tra palestinesie ed israeliani però stanno determinando la fuga dei cristiani che, già essendo pochi, contano poco, rispetto alla maggioranza ebraica e paaletinese : bisogan quindi limitare l'emigrazione dei cristiani e favorire lnvece l'ingresso di cristiani in Gerusalemme e in tutto il territorio iscraleiano e palestinese in modo da creare una comunità di certa consistenza tale da costituire un piccolo stato federativo insieme agli altri due popoli, così da formare un unico stato con tre parlamenti con capitale federativa Gerusalemme ...

Autore: Angelo Filipponi

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