Perchè non ci è stato tramandato il libro di Flavio sull’alabarca?

Che fine ha fatto il libro di Flavio sull’alabarca?

Nel XX libro di Antichità Giudaica di Giuseppe Flavio c’è la notizia di un libro su ciascun elemento della famiglia dell’ alabarca (147-148)
147. In quello stesso periodo Mariamne ripudiò Archelao e si congiunse con Demetrio Alessandrino, giudeo di stirpe, e ricchissimo perché allora era alabarca, ed ebbe da lui un figlio di nome Agrippa.
8.148. Ma poi  diremo con acribia (con scrupolo) meglio  su ciascuno di queste persone / allà perì men ekastou touton met’akribeias usteron apaggelloumen. 
Apaggelloo ha due valori primari:1. quello di  porto una risposta e quindi notifico,  faccio sapere,  avviso ma si dice di persona che è stato mandato da qualcuno in un luogo per poi riferire o di chi ha compito di relazionare dopo un’ambasceria; 2.  quello di narro nel corso di un esposizione,  come rivelazione di una situazione  o di un fatto o di un qualcosa non conosciuto, come se fosse una scoperta e quindi vale espongo rivelando con precisione e corretta scientificità, proprio di uno storico non emotivo.
Ma cosa doveva scrivere sulla figura dell’alabarca?e cosa effettivamente scrisse, nessuno  lo sa : la tradizione, che ha tramandato 31 libri di Flavio, non ci ha tramandato questo libro sugli oniadi.
Perché la tradizione cristiana non ha rivelato quello che voleva rivelare Flavio sugli oniadi?.
Essa sola (CHI? ) può aver fatto la selezione dei libri da leggere di Flavio!?
Perché i maestri del Didaskaleion che si organizzavano secondo il modello amministrativo  oniade non parlano affatto di ekaston toutoon ( di questi oniadi, etnarchi ed alabarchi)?…
Io non penso tanto a Panteno e a Clemente Alessandrino, ma penso ad Origene ed ancora di più a Teofilo e a Cirillo, insomma a tutti i patriarchi alessandrini papas ,che avevano fatto funzionare per secoli la loro ecclesia  secondo il sistema oniade e ne conoscevano il reale valore… e che ritennero opportuno far scomparire il testo  flaviano.
0rigene, eppure,  commentando il passo 15 di I corinti  di Paolo di Traso, dopo aver mostrato che noi siamo il campo e l’edificio di Dio  dice di cercare l’architetto dell’edificio  e i suoi collaboratori.
Poi precisa che Paolo ha costruito su Gesù, che è fondamento in quanto sapiente architetto,  che ha, in un certo senso, scritto trattati di architettura, su come un architetto debba edificare una casa, su come debbano essere il vescovo, i presbiteri e i diaconi e la restante  totalità della Chiesa: tutte queste infatti erano come norme architettoniche…
Origene ci mostra, dunque, la struttura già presente della costruzione della chiesa con il vescovo coi presbiteri e con i diaconi.

Bisogna pensare perciò che la struttura oniade si componeva di tante figure ai cui vertici era l’alabarca, che doveva aver una specifica funzione amministrativa  simile  a quella  che poi sarebbe stata dei Christhianoi

Insomma Origene mostra come era l’organigramma oniade ma non cita direttamente Filone, anche se  riprende le sue stesse immagini circa il campo, la semina e circa la costruzione, la stabilità e ogni altro  elemento sulla organizzazione ed economia salvifica.
Sorprende però l’insistenza sui termine oikonomos e non dioichetes per amministratore, in quanto egli vuole indicare il sistema dell’oikonomia divina provvidenziale  e non il compito dell’umano dioikeths, strumento e ed elemento dell’okonomia divina…

In un momento storico  come quello dei Severi conveniva  parlare opportunisticamente di episkopos  e non di diokeths , ma sotto i figli di Costantino ed ancora di più sotto i figli di Teodosio, in un clima  di vittoria  del cristianesimo  era non utile ricordare o mantenere la memoria ebraica della dioikesis , quando c’era lo sterminio dei terapeuti e dell’elemento giudaico …

Quindi potrebbe essersi verificata la perdita dell’Opera di Flavio sull’alabarca, in epoca tedosiana? Sotto  Arcadio ? sotto Teodosio II?o sotto Pulcheria?….