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Methorios
1Tucidide e methorios
2Filone e Methorios
3Il suo valore nel sistema trapezitario, sotteso anche in Giuseppe Flavio
4In epoca ellenistica il termine methorios è usato da Filone
Tucidide usa il termine unito a gh per indicare che LA TERRA di Egina è methoria, un avamposto Spartano contro Argo e contro Atene in cui gli egineti filospartani sono protetti da Spartani ed hanno un comandante spartano.
Per methorios, dunque, si intende una terra di confine tra due popoli in opposizione.
Il termine è usato in Filone in quanto il giudaismo, in epoca giulio- claudia, è ethnos di confine ai margini dell?impero romano e confinante con quello partico, con cui ha stretti legami per agkhsteia suggeneia e fratra per cui esiste come un?unica etnia.
Questa vivendo sotto l?impero romano e sotto quello partico, territorialmente suddivisa , ha le stesse usanze e le stesse leggi con lo stesso sistema di vita tribale agricolo e con la stessa lingua comune, l?aramaico.
Quella, però, dell'impero romano ha due sistemi differenti uno aramaico come quello partico e un altro ellenistico basato sul commercio e quindi diverso, pur nella comune fede ebraica mosaica.
Ne deriva ,perciò. che la popolazione giudaica, poliuanthropica in epoca romano-ellenistica risulta divisa in una pars aramaica di circa 1.600.000((1oooooo di Parti e 6ooooo palestinesi) e 2.500.000 ellenisti).
La prima vive secondo dikaiousunh (Quod omnis Probus, 159) e secondo virtù ( Praem., 15) la seconda è contrassegnata da pleonecsia cupidigia, in quanto si cerca di più per il personale guadagno (Spec. 4,5).
Filone in Vita Mosis I 324 mostra come il genos ebraico sia per natura isotimos , paritario, ma ci sono alcuni che nella divisione delle terre bramano di più, andando oltre i limiti e le misure stabilite per mantenere il kosmos e per l'equlibrio intimo e per la convivenza sociale; di conseguenza c'è l'anisotes ( Vita contempl: 70) con l'atacsia oltre all'adikia ed akolasia....
Non è, comunque, facile delineare l'area geografica partico-palestinese, entro cui ci sono zone interamente pagane con popolazione di diversi credi, mentre è più facile rilevare la comune matrice oltransista (fondamentalista, direi).
Quale sia esattamente la zona abitata al confine dai giudei non è facile rilevarlo, anche se si conosce , grosso modo, tutto il territorio di confine lungo l'Eufrate: essa comprende un?ampia zona non ben delimitata ed abitata a macchia da ebrei che hanno fatto proselitismo, da secoli e che si sono diffusi al di qua e al di là dell?Eufrate, più a Nord che a sud: la ricostruzione di queste zone giudaiche intorno ad un centro specifico potrebbe essere un grande lavoro al fine di capire la funzione di Methorios e la diversa applicazione del Tokos (interesse) tra fratelli e tra ebrei e pagani nelle zone di confine
Una zona dovrebbe essere quella intono a Nisibi e Neerda lungo il corso del fium, fino alla confluenza dei due fiumi , a Ctesifonte e Seleucia con una popolazioen ebraica superiore a quella dei giudei di Palestina .
Dalla fine del III secolo a.C. è attestata una famiglia, quella dei Tubiadi che svolge una funzione methoria di raccordo e di unità tra il popolo diviso nel territorio ma tenuto legato da convenzioni specie religiose, ed unito dal tempio di Gerusalemme fino alla distruzione del Tempio.
Filone probabilmente ha di mira il potere dei Tubiadi che avevano tentato di creare un stato cuscinetto tra Siria e Egitto nella zona dell' Ammanitide, ( Flavio, Ant Giud. XII, 230.233) di cui oggi si hanno le rovine in Araq el Emir (un impianto monumentale comprendente un lago artificiale, grandi saloni, parchi, grotte scavate nella roccia e una rocca Birta - in aramaica -swr- torre in greco= phrourion)....
Probabilmente Giuseppe ed Hircano uomini della tradizione giudaica egizio -tolemaica, sopportati da Antioco III, da Seleuco avevano costruito una loro sede templare con trapeza in concorrenza con quella gerosolomitana .(cfr M.Hengel,cit 555-562)
Nel caso di ritrovamento di monete come Jehud di Elefantina si potrebbe meglio sapere le relazioni tra i due stati come si rileva tra Nubia ed Egitto.
Comunque, allo stato attulale è solo ipotizzabile la volontà di creazione di uno stato di confine, la cui grandezza non è conosciuta e di cui non è neanche pensabile una ulteriore estensione al territorio palestinese, saldamente in mani romane seppure sia arguibile uno stato filoromano methorios come l'Armenia minor, al di qua e al di là dell'Eufrate, come forse doveva essere quello di Erode il grande, se ci fosse stata la conquista della Partia nel 20 a.C.
I ritrovamenti del Papiro Rainer e i papiri di Zenone mostrano come i telonai agiscano a Tiro e a Gaza e mostano i rapporti e probabili collegamenti col tempio di Gerusalemme, oltre a quello con la Birsa: sono telonai di orgine giudaica?
Inoltre bisogna ben capire la funzione del giudaismo nel regno di Partia nella confederazione di stati parti: i giudei sono diffusi in ogni stato confederativo con maggiore o minore popolazione ed hanno in alcuni un grande rilievo, in altri minore, in altri quasi nullo e quindi svolgono un ruolo diverso in Mesopotamia rispetto a quello svolto in Adiabene, Armenia Minor, Perside.
Neanche si conosce il funzionamento del sistema amministrativo parto che però dovrebbe essere quello lagide in alcuni stati e e seleucide in altri: si sa, comunque, che per un certo periodo è solo seleucide fino a Antioco Epifane IV che desidera estenderlo a tutta la Celesiria o in territori semiautonomi, secondo i principi ellenistici.
Queste zone, cadute poi sotto gli asmonei sono ritenute autonome sotto Pompeo e Gabinio: non si conoscono se i diritti sono vecchi, cioé quelli acquisiti sotto i lagidi e sotto i seleucidi e mantenuti sotto gli asmonei.
Di una cosa si è certi che nella zona molte città hanno diritti ibridi poi codificati in epoca romana, ma la loro tradizione è quella ellenistica .
Da Strabone (Ant giud. 14,75-78 , Guerra Giudaica 1 156-166), inoltre, si sa che in Palestina quattro etne (giudei, idumei, gazei e azotei) vivono mescolati ai siri celesiri e fenici.
Dalla corrispondenza di Zenone si rileva l'apparato amministrativo in Idumea, mentre si conosce la potenza dei giudei sotto i Tolomei considerata come somata laika eleuthera.
Mentre la funzione del tempio di Gerusalemme è da stabilire se è secondo la struttura tolemaica e quella lagide prima della grande crisi di Giasone 175a.c.
Ora, comunque sia la questione, Filone in epoca tiberiana e Caligoliana considera il termine Methorios come basilare in senso giudaico e dà significato secondo la valenza già acquisita in epoca lagide, seleucide ed asmonea.
La comprensione può essere difficile, ma deviene possibile se si tiene presente la cura di una basileia nei confronti del tempio e dei templi in genere.
Filone sposta ora in una nuova situazione storica quella dell?universalismo romano quiritario, connesso con la basileia romana secondo le impostazione di Areio Didimo che ha visto in Augusto, Zeus, venerabile coma datore di vita e come adresteia sorte stessa eimarmene, e per di più nomos empsuchos per tutti i cittadini dell?ecumene....
Ora Filone vedendo la situazione giudaica compromessa nel dopo Seiano(dopo il 18 Ottobre 31 ), rivendica un ruolo per il giudaismo ellenistico, distaccandosi per quanto è possibile dal giudaismo palestinese ormai schierato in senso antiromano.
Se suo nipote Tiberio alessandro si schiera totalmente da parte romana apostando, lui tende invece ad una azione methoria dopo aver mostrato la singolare imposstazione methoria del giudaismo ellenistico nel suo insieme con l' idea di uno stato cuscinetto tra Barbaroi e Romanitas ellenizzata
Sulla base degli esempi dei Tubiadi e di suoi antenati oniadi propone questa nuova forma methoria a cui da anche specificamente un valore morale secondo una linea di interpretazione eticain relazione a Mosé stesso theophiles / philotheos complemtari per l'unita della figura stessa del profeta-sacerdote, legislatore e basileus.
Egli è diviso tra l'amore verso Dio e amore verso il popolo e nell'incertezza è a metà tra due opposti osper epi plastiggos (come in una bilancia Vita di Mosè, III,153).
Filone sembra congiungere varie forme della cultura giudaica e le ingloba in una propria sincresi che potrebbe essere originale ai fini d in un' armonizzaione ed integrazione con la romanitas, specie nel momento critico dell'impero di Caligola.
Filone, perciò, si pone da una parte secondo la struttura greca e da un'altra secondo quella della tradizione di Neemia ed Esra , essendo lui stesso, erede della famiglia oniade, methorios tra due culture differenti e quindi vuole essere mediatore culturale.
Ma il termine sottende una ben precisa struttura organizzativa giudaica ellenistica quella della trapeza, dell?emporion, e della sua dislocazione in terra al confine, dopo apoikia, dopo aver mandato una colonia, come già fatto in epoca lagide e in epoca seleucide, in epoca asmonea e come fanno ancora a loro modo gli erodiani, insomma l 'élite della società giudaica ellenizzata che vive in mezzo tra i goyim e che si era adattata, vivendo in modo methorios, facendo effettivamente gli intermediari finanziari....
Ho potuto rilevare che Radice e forse ancora di più la Kraus Reggiani abbiano intuito qualcosa del valore di Methorios proprio perché attenti al lavoro di traduzione e più legati al testo, hanno letto con qualche altra valenza il termine
Specie in De Iosefh, comunque, Filone mostra la funzione methoria proprio del sacerdozio sadduceo e di tutte le forme derivate da quella dei Tubiadi e degli oniadi....
Tubiadi- oniadi
Fatta questa premessa tra le due letture di base del termine cerchiamo di capire da dove effettivamente sia derivato il termine nella concezione giudaica e chi per primo tra i giudei lo abbia usato: senza dubbio i tubiadiprima e poi gli oniadi hanno dato il significato in senso commercilae in qunto hannos volto uan precisa funzioen in zoen di confine
Gli oniadi poi avendo fatto apoikia e quindi vivendo in mezzo a pagani, esercitando l'usura hanna svolto in epoca romana una precisa funzione di intrmediario finanziario ai confini tra l'impero romano e zone semibarbariche in cui esisteva una moneta diversa, applicando forme diverse di interesse in relazione al cambio....
Methorios in Tucidide e in Filone
Il termine Methorios compare in Tucidide e in Filone : i due autori lo usano in modo differente.
Lo storico greco, dà , dopo la denotazione geografico-storica, una connotazione logistico-militare.
Il filosofo giudaico, ermeneuta, esegeta biblico, erede di una famiglia sacerdotale (che ha esperimentato col sistema templare trapezitario ebraico, il compito di appaltare di forologein la riscossione dei tributi per i dominatori lagidi e seleucidi, prima, e , poi, per gli asmonei e per gli ultimi Tolomei ed infine per i romani, congiunto con quello di collettivizzare in luoghi di raccolta e di smistare con carovane i depositi bancari fino al Tempio di Gerusalemme, derivati dall?ingente massa annuale della doppia dramma, di ogni giudeo ) dà un valore nuovo, aggiungendo un significato morale ad un termine proprio del codice militare e fiscale.
Gli studiosi, specialisti, usano, forse non congiungendo opportunamente l?area semantica di methorios, ed avendo conoscenze solo teologiche di Filone, rilevano il valore lessicale e l?area allegorico- analogico-simbolico-anagogica concludendo quindi in senso etico...
Filone in un? epoca come quella Tiberiana e Caligoliana, quando critica è la situazione di tutta l ?etnia ebraica, colpita a morte nel suo sistema emporico e trapezitario ecumenico, sia nella madre patria della Giudea che nelle sedi mediterranee della Diaspora ellenistica usa il termine a mio parere in modo da msoatre la funzione oniade nelle zoen di confine: è una difesa (un ?apologia) morale che copre, sottendendo la ragnatela bancaria e il sistema emporico giudaico, di uomini ricchissimi, cives romani , divenuti csenoi ed epeludes, non più epitimoi perchè colpiti da atimia ..
Methorios , methoria, methorion, dunque, è un aggettivo usato per la prima volta da Tucidide.(460/456-395/390 a. C.) in La Guerra del Peloponneso due volte. mnetre è varaimente usato con significato diverso da Filone
In II,27 lo storico ateniese dice: H de Thureatis ge methoria tes Argeias kai Lakonikes estin/ la terra Tureatide è confinante tra Argolide e Laconia.
Il termine ha un particolare rilievo per lo stato di ostilità continua tra la due regioni e per la situazione, creatasi nel corso della guerra peloponnesiaca, per cui gli abitanti di Egina, scacciati dagli ateniesi, perché rei di avere causato la guerra in Locride, erano stati condotti in quella terra, per ripopolarla, dagli spartani, memori del loro aiuto nel precedente terremoto e nella rivolta degli Iloti.
Nella seconda citazione Tucidide (IV,56) parlando dei fatti del 425 anno, in cui Brasida, dopo al sconfitta di Sfacteria, stabilisce di fare la spedizione in Calcidica nel momento in cui c?è l?occupazione di Tirea, il capoluogo della zona methoria e oltre alla cattura dello spartano Patroclo, ferito.
Lo storico intende, dunque, con ge methoria indicare la terra di Cinuria- Tureatide posta al confine tra Laconia ed Argolide, marcando la difficile situazione di una zona posta tra due stati in conflitto, e rilevando la sua funzione difensiva per la Laconia e quindi per Sparta.
Filone Alessandrino (30/25 a.C- 42/45d.C.) usa il termine Methorios varie volte, dà di norma una valenza significativa morale, mentre parla della figura di progrediente in relazione al bios di Abramo e di Giacobbe per mostrare la singolarità dell?ebreo , di un uomo che cerca e vede Dio, d uomo che combatte con Dio in una continua skepsis, secondo linee ascetiche, in una visione ecumenica.
Su questa base semnatica Filone atualizza il termine in peoca caligoliana e lo vede nella sua crisi e lo connota come methorios uomo al confine tra Romanitas e Partia: infatti l'ebreo è da uan parte romnao-ellenistico e da un'altra mesopotamico, incapce di tagliare i poti tra le due culture anzia capce di metetre insiem due culture oppositive ed baile specvie nei moenti di geurra tra i due superstati di scisioni e di staseis in uan dilacerziaone e strappo dell'aniam ebraica che pencoal n+vero luna o lverso l'altra.
Nei conflitti tra Romanitas e Partia si è rilevato puntualmente in Giudaismo Romano (opera inedita III volumi) da parte mia un tradimento ebraico: dall'impresa antipartica di Crasso a quella di Antonio, dalla ventilata guerra di Augustoi ai Parti nelle 20 av. C. alla volontà di invasione da parte di Caligola fino alla guerra di Traiano nel 116.
Smepre i romani sonos confiti perchè con l'esercito romanoi ci sono i giudei che esnedo methorioi poi passamìno dalal parte dei Parti : i battellieri ebraici che imbarcano a Nord l'esercito romano e lo portano fino alla pianura mesopotamiica in epoca traianea , dopo la sconfitta romana ad opera della cavalleria catafratta partica, non fanno risalire i soldati romani sulle loro barche e quindi rendono manifesta la sconfita e penosa la ritirata di Adriano mentre Traiano è malato...
Il solo Ventidio Basso, un legatus antoniano, ebbe la meglio sui Parti nel 38 av.C. perchè non volle la mediazione ebraica né alcun aiuto, rifiutando perfino le guide e vinse a Gindaro grazie ad una sua specifica scelta militare e alla capaictà di evitare lo scontro con la cavaleria catafratta nemica ...
Il termine Methorios è basilare per la costruzione di una nuova figura di ebreo, vilipeso perché privo di diritti civili nel mondo romano nel periodo seiano e caligoliano, perché considerato gente xenofoba, teterrima, perfida, secondo una connotazione dovuta più all?integralismo palestinese che a quella degli ellenisti seppure odiosi alle altre nazionalità con cui convivono alla pari nel Kosmos romano, perché ricchissimi ed avidi esattori della domus Giulio-claudia, che hanno organizzato un grandioso sistema trapezitario, basilare per la doppia riscossione dei tributi...
Nelle due opere storico-politiche In Flaccum e Legatio ad Gaium , ed anche in De Ioseph e nelle Vite di Abramo e di Mosé, in particolare, è possibile rilevare il valore completo di methorios, seppure espresso solo in senso morale.
Noi riportiamo due puntuali citazioni di Filone da cui si evince la lettura di methorios come elemento intermedio posto al limite tra due estremi, in cui il suo etimo semanticamente diventa tipico nei rapporti intercorrenti tra Dio ed uomo come ricerca di equilibrio tra materia e divinità, come via intermedia propria di una methodos , che dovrebbe dare stabilità all?uomo che cerca Dio nella giungla materiale diairetica di bene/male , di sensibile/ soprasensibile di transeunte /eterno, di mortale /immortale, di umano/ divino.
In De opificio, 135 si legge : l?uomo è al confine tra la natura mortale e la natura immortale in quanto partecipa anancasticamente dell?una e dell?altra in quanto creato insieme mortale ed immortale, mortale nel corpo ed immortale nella mente.
In quasi tutta l?opera di Filone è presente questa impostazione apologetica in una considerazione simbolica secono l?esegesi biblica del giudeo ?spiritalis?, come i farisei, gli esseni e, specie i contemplativi (vita contemplativa) in un rovesciamento della figura dell?ebreo(ivri ? chi vede Dio) Israel (che aspira a congiungersi con Dio).
Questa impostazione apologetica è ancora più palese è in De Somniis II,229-230:e in peri tes Moseos kosmopoiias , 105
Filone mostra la mente del saggio distaccata da tempeste e da guerre ed approdata alla serenità in una pace profonda, come essere inferiore a Dio ma superiore all?uomo.
In questa visione Filone è connesso con la lezione epicurea propria della Lettera a Meneceo: ouden eoike to thneto, anthopos o zon en tois athanatois agatois.
La precisazione che fa è la seguente: l?uomo di valore occupa una posizione methoria in quanto non è Dio né uomo , ma un essere legato ad ambedue gli estremi, alla specie mortale per la sua condizione di uomo, a quella immortale per la sua virtù.
Da una parte il valore epicureo a seconda del libero arbitrio umano può portare alla perfezione o alla abiezione, in relazione al prevalere della virtù o delle passioni; da un?altra, la via è quella dello spoudaios, del saggio che tende progressivamente al sommo bene seguendo il paradigma di Abramo, di Giacobbe e di Mosé che è la sintesi dell?uomo perfetto(teleios).
Filone dunque methorios esprime la concezione di filosofo posto al confine tra la paideia greca e la musar aramaica , di mediatore culturale, nella certezza della centralità della lettura biblica, simbolica in una sincresi di Socrate e di Tare, padre di Abramo.
Questa fusione culturale seppure sincretica, tra cultura greca e cultura aramaica mediata dal giudaismo ellenistico, specie alessandrino, e dalla sua oikos (domus ) Oniadi, che aveva profonde connessione con i Tubiadi , è dominante specie nel periodo flavio, quando il giudaiamo subisce limitazioni e vine fatto sacadere in senso commerciale: il declino trapezitario giudaico in epoca antonina produrrà staseis e neoterismoi e favorirà il ricongiungimento tra aramaici ed ellenisti, sepcie nella rivolkta di Shiomn bar Kokba...
Finito il successo dei methorioi che in epoca diverse avevano fatto la storia tra i due imperi ora l'ebraismo era giunto al massimo parossismo tanto da perpretare msifatti inauditi:stragi a Cirene e a Cipro nella guerra di Kitos
eppure Da cesare fino a Nerone i methorioi erano stati utili intermediari che appaltando la gestione della riscossione dei tributi, avevano organizzato dal terzo secolo a.C. potenziato nel corso del II e del I secolo e reso quasi perfetto il sistema trapezitario, in relazione anche ai diversi cambiamenti politici e ai grandi rivolgimenti storici.
Essi con il sistema bancario connesso col proselitismo grazie alle alle apoikiai (colonie), dove formavano un élite di naucleroi, di emporoi, di kapeloi ben serviti da una schiera di trapezitai e loro agenti che timbravano e marchiavano i i tributi per il Tempio di Gerusalemme, erano riusciti a mantenere anche dopo la fine dei regni ellenistici, col vincitore romano il loro impero finanziario, che anzi viene decuplicato con Augusto e il primo Tiberio...
I giudei ellenisti anche se si opponevano come scismatici al Tempio di Gerusalemme, massima trapeza, il cui controllo era necessariamente in mano romana grazie al fedele servizio dei sadducei, avendo perfino un proprio Tempio a Leontopoli e trapezai in ogni apèrte dle mondo perfino oltre i limiti dell?imerpo rmano e di quello aprtico, erano l?avanguardia dell?esercito romano , costituendo la base per l? ellenizzazione, per la penetrazione nelle remote plaghe dell?India e della Cina
Methorios però risulta ambiguo proprio per la doppia nazionalità dell?ebreo che oltre alla cittadinanza del luogo di domicilio ha la cittadinanza di Gerusalemme, una cittadinanza katholikotera( più universale) segno di diversità e di separazione rispetto alel altre etnie e quelli per i sovrani degli stati in cui vivevano avendo effettivamente due patrie , una quella del luogo di domicilio e l?altra quella di Gerusalemme.
Filone Methorios e De Ioseph
Filone sviluppando il tema della morale com politica e fissando le funzioni del politico e del suo rapporto col sovrano, con il privato e col popolo precisa la funzione intermedia del Methorios.
In de Ioseph ,148 parla di methorios e delle su funzioni come politikos( vir civilis).
Egli mostra Giuseppe salente sul scondo carro e quindi come colui che fa le seconde parti rispetto al faraone (o politikos ta deutereia pheretai basileos).
Poi mostra che non è né privato né re ma methorios tra i due, in quanto è superiore al privato ma inferiore al re per comando assoluto (autecsusion), che si serve del popolo re. a favore del quale preferisce fare ogni cosa con fede pura e molto leale...
Filone oniade e i Tubiadi
Flavio e Methorios (autobiografia, 22, 105 kai de pempsantes pros Ihsoun ton archilesten eis ten Ptolemaidos methorian, upeschonto dosein pollà chremata .. Cosi avendo inviato un messagio a Gesù il capo brigante,nella terra di confine di Tolemaide promisero di dargli molte ricchezze ?)
Flavio parla di una terra di confine tra auctoritas Roma e l'ecsousia di un capobrigante cioè di una zona franca dove non c?
Autore: Angelo Filipponi
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