La “missione” di Papa Francesco

 

Franciscus… nomen omen!

Professore, lei considera  papa Francesco, uomo non credibile  perché francescano-gesuita?! lo ritiene prelato argentino di fede cristiana confusa,  acceso di amore universale comunistico, alla ricerca della fratellanza vegetale animale ed umana, cosciente di essere una minima pars del kosmos, significativa? ! Per Lei  è più un discepolo di Che Guevara che di Christos, un possibile Gorbaciov per l’istituzione sovranazionale, illegittima, dello Stato Vaticano?!

Marco, lo vedo come un buon  faccendiere, un impegnato dioikeeths  non un uomo spirituale, dedito all’ascesi, secondo lo spirito  cristiano della nostra tradizione.

So  che Il suo papato, controverso, è una dimostrazione concreta che il basileion politeuma/ l’ istituzione regale della Chiesa, durata per secoli, sta giungendo alla fine, esaurito  lo spirito agostiniano con gli slanci platonico-aristotelici, concluso il connubio impossibile francescano-gesuitico, durato quasi cinque secoli!

Il papato  è ora, col coronavirus, in agonia come la fides cristiana evangelica,  mai insegnata col vangelo  (cfr. Don Alberione  www.angelofilipponi.com) al popolo, ignorante, al quale ha solo dato speranza di un’altra vita  con un premio eterno, in cielo!

Si discute sul munus e sul ministerium  come nel 1130 tra i seguaci  di  Innocenzo II Papareschi e di Anacleto II  Pierleoni ( cfr  P. Fausto Palumbo, Lo scisma del MCXXX, Roma  1942,XX): essere servo dei servi non comporta la teoria  delle due chiavi e tanto meno quella delle due spade! potrebbe sottendere il munus, inteso  come  mandato divino, dato  da Dio stesso, (Christos, Uios/Logos)  ad un suo rappresentante terreno, che ha anche il ministerium come  amministrazione statale, propria   di un amministratore, capo dei ministri/dioiketai!.

C’era, allora, una lotta feroce tra la Chiesa gallicana giovane e quella romana vecchia, una che voleva una riforma spirituale in senso cluniacense e cistercense  ed una che voleva un potere maggiore, centrale, sulla base della potestas romana  (Cfr. Epistula CXLVII  di Bernardo  www.angelofilipponi.com ).

Professore,   secondo molti, esistono anche oggi due papi uno spirituale  pneumaticos,  addetto allo spirito e cose divine  – apparentemente papa  emerito, ritiratosi sua sponte  –   ed  uno  naturalis,  ilico-psichico, addetto al corpo  e a cose umane, ai rapporti con i sovrani della terra come vicario vero  di Dio, ambedue legge vivente , ambedue  alter  Christus, come se,però,  si fossero divisi i compiti: papa  Ratzinger  Benedetto  XVI, e papa Bergoglio  Francesco ?!

Marco, a dire il vero il Christos  aveva  dato  solo ad Jakob/ Iakobos/Giacomo, suo fratello, galilaico anche lui,   la missione  di continuare la lotta aramaica  antiromana  e non un mandato di creare una Ecclesia  Universale romana con munus e ministerium  ad un Cepha/ Petros,  pescatore galileo ignorante,  mai venuto a Roma  a predicare ( cfr. Il mito di Pietro)  con gli altri apostoloi,  un cristianesimo stoico e  neoplatonico,  religione  futura, che mostra qualche segno christiano in lingua greca, solo dopo la galuth/ dispersione ed eliminazione fisica del giudaismo aramaico ad opera dell’imperatore Adriano (117-138 d.C.) !Mi sembra che oggi e  l’uno e l’altro  sono indecifrabili nel loro messaggio di christianos catholicos! .  Forse accade quel che dice Ario in Thalia /banchetto – riferendosi probabilmente ad Alessandro e ad Atanasio, papi, patriarchi di Alessandria:  negano Dio, a fatti, quelli, che a parole,  affermano di mostrarlo (theon omolougousin eidenai, tois de ergois arnountai)!.  Senza entrare in merito  a problemi… così misteriosi e segreti,  settari  clericali, noi, da laici, rileviamo solo  un vuoto … del divino  e dello spirituale,  e ancora più , col coronavirus… procediamo sbandati e disorientati,  essendo venuta meno anche  la scienza,  stressati,  nella impossibilità  di comunicare, non vediamo la luce,  anche se abbiamo speranza nella fratellanza e razionalità umana,  oltre che nel superiore equilibrio selettivo  divino della Natura!.

Professore, ma lei non ha sentito la parole di fratellanza e di misericordia di papa Francesco l’11 aprile,  proprie di un ministerium  di un dioicheths ellenista, che  fa allegoria senza  avere coscienza  reale  di quanto dice e, senza conoscere la situazione  contestuale, fa, a parole, proclami misericordiosi?

Io  sono un po’ sordo, ma…  ancora qualcosa sento! A che valgono, Marco,  le sue parole ministeriali, se non sa neanche il loro reale  significato perché ragiona  come  un theologos,  che ha il munus  divino  (Cfr.  Anania e Saffira ).

La sua lectio sulla misericordia è uno sproloquio, visto dall’angolazione storica , anche se letta  secondo il comunitarismo universalistico  cristiano.

Il papa, impegnato razionalmente e naturalmente, dice come parola di Dio, la verità,  ma confonde Il regno dei cieli col Regno di Dio, uno stato ebraico aramaico antiromano, con uno stato  ecclesiale  katholicos, di epoca costantiniana e teodosiana, secondo una lettura atanasiana e damasiana, celebrato da una tradizione  romano-ellenistica!

Per lei, dunque, professore, sono parole  quanto dice papa Bergoglio: nessuno è sbagliato, inutile, escluso;... condividere la proprietà non è comunismo, ma cristianesimo allo stato puro!

Atti degli apostoli – opera  forse di un Luca, che neanche sapeva quel che diceva  e ricordava  quel che ricordava  del  Regno dei cieli , dopo la  distruzione  del Tempio – non sono parola ispirata da Dio  ma  frutto di una tradizione cristiana ellenistica!

Le successive  parole del papa non hanno significato, ma sono solo interpretazione allegorica  di una realtà comunitaria:  nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune!   La sottesa attuazione del Regno dei cieli aramaico è chiara  se si pensa ai discepoli che entrano in contrasto al momento della vittoria  sui Romani, nel periodo 32-36 d.C.:  si spiegano le parole stesse  del papa – sorpreso al passaggio di uomini interessati poco prima  alla divisione del potere, passati improvvisamente  ad una condivisione della proprietà-:  tanto più sorprendente se pensiamo che quegli stessi discepoli, poco prima, avevano litigato su premi ed onori  e su chi fosse più grande tra di loro   ed ora, condividono tutto.

La  conclusione papale  è perfetta, ma non reale, non cristiana: nessuno fra loro era bisognoso!

Marco,  si erano costituite le haburoth, le comunità aramaiche, consociate, anticipazioni delle cooperative, che imponevano di mettere  in comune i beni, amministrati  da un solo responsabile, che pagava le tasse per tutti!.

Il papa, Marco, conoscendo il Regno di Dio confuso col Regno dei  cieli, alla fine del IV secolo ed inizio V secolo, segue la linea interpretativa filoniana ed origeniana  dei  Padri  della Chiesa   e dice:    i discepoli hanno visto l’altro  perché  la misericordia  ha trasformato la loro vita, ed hanno scoperto  di avere in comune la missione, il perdono, il corpo di Cristo.

Professore, da  qui deriva  che il cristiano, caritatevole, non deve rimanere indifferente  di fronte al bisogno dell’altro, deve essere misericordioso,  testimone di misericordia, essendo stato “misericordiato”! Solo così la fede sarà viva. E la vita sarà unificata. Solo così annunceremo il Vangelo di Dio, che è Vangelo di misericordia! 

Ma io, cristiano, mi chiedo: Chpontifica? il Vicario di Dio, l’uomo con due poteri?!  Chi ha munus  o chi ha ministerium?