COMPENDIUM THEOLOGICAE VERITATIS

Hugo Ripelinus Argentoratensis cioè Hugues de Strasbourg
1200-1268  sembra abbia scritto  un Compendium theologicae veritatis  che è stato testo di Teologia a Parigi  per Dante stesso…

Il testo in mio possesso è del 1575, pubblicato  Venetiis apud Dehuchinum, opera di un certo fr.Joannes de Combis ord. min.,con l’aggiunta di utiles annotationes  oltre che di  terminorum Thelogalium declaratio divi Bonaventurae, antea nunquan in hoc volumine edita. 

C’ è una prefazione a tutta l’opera  dell’autore che de magnorum theologorum scriptis  fece una collectio  con un breve  Compendium, nunc demum ad vetera esemplaria collatum et editum.

L’autore cinquecentesco, riprendendo il testo di Hughes Argentoratensis, inneggia alla veritatis theologicae sublimitas  in quanto  superni splendoris radius  illuminans intellectum et regalium deliciarum convivium, reficiens affectum.

Premette che così evitetur mater fastidii prolixitas, tamen ad investiganda  plurima, via detur occasio sapienti

Ribadisce solennemente che Theologia certe Scientiarum est princeps omnium et regina. cui artes ceterae tamquam pedissegue famulantur precisando che de naturis rerum solum illa recipit ad usum suum, de quibus sibi speculum fabricare  valeat, in quo conspiciat conditorem, Perciò la definisce scientia scientiarum, che super omnem speculationem philosophicam extollitur et dignitate ac utilitate omnibus antefertur.

Per contrasto mostra la natura,  i compiti e le funzioni propri della philosophia.

Per lui ipsa Philosophia, in quanto  Naturalis, può docere,  cognoscere creaturas non creatorem; in quanto rationalis   può  docere concludere hominibus , non tamen Diabolo; in quanto  moralis può acquirere virtutes cardinales, non tamen docere acquirere charitatem.

Perciò, conclude dicendo che nostra Philosophia scilicet Veritas theologica haec omnia operatur….haec est divinorum pigmentorum apotheca dilectabile super mel et favum ; haec quoque est thesaurus  est desiderabilis super aurum ac lapidem pretiosam multum: Haec est  fons  de loco voluptatis egrediens, ecclesiae militantis irrigans paradisum.

L’ autore cinquecentesco, posttridentino, (Il concilio di Trento aperto nel 1545  finisce nel 1563) tratta della filosofia  retoricamente (si veda l’anafora di Haec)  riprendendo  i Salmi 19,11 e  Genesi ,2, seguendo  perfino quanto dice Giuseppe Flavio Ant. Giud.,  XX , 264 (Presso di noi giudei ha valore solo la sapienza, la conoscenza della legge  e la capacità di interpretare il significato della sacra lettera).

La divisione dell’opera in septem libellos è quella di Ripelinus  argentoratensis,  immutabile come compendium in quanto testo   reso sacro dallo studio di tanti uomini, come  Alberto Magno e Bonaventura, Tommaso di Aquino per citare solo uomini del XIII secolo e di Dante discepolo dello studio, seppure per  breve tempo, di Parigi,  prima del 1290.

E’ questo il testo integro di Hugo Ripelinus? …quali sono vetera exemplaria?  Quello di Alberto Magno o di altri ?…

Noi, comunque, elenchiamo  gli argomenti dei sette libri secondo la spiegazione rubricis propris  delle singole  materie di ogni libro.

Primus est de natura deitatis

Secundus  de operibus conditoris

Tertius de corruptela peccati

Quartus de humanitate Christi

Quintus de  sanctificatione gratiarum

Sestus de virtute sacramentorum

Septimus de ultimis temporibus et de penis malorum ac praemiis bonorum.

In questo testo  è applicato il  sistema dell’ars dictaminis (Cfr.A.Filipponi, L’altra lingua l’altra storia, Demian 1995)  col cursus tardus, planus e velox  a fine di ogni enunciato.

L’autore  chiude  la prefazione con la tecnica formale grafica  del trapezio rovesciato  cioè  scala a destra e a sinistra  della pagina  diminuendo una lettera per 12 volte (3 x 4 simboleggia la  trias e la tetarth) fino alle ultime due righe decrescenti con due parole di nove lettere e quattro sillabe  ciascuna (rerum-& beatissimae/ matris eius presens /opusculum /compilavi).

A noi non interessa lo studio di  Dante  ( che   segue da una parte   specie nella struttura  generale theologica del Paradiso, lo scrittore del Compendium, sfruttato anche nei quattro trattati del Convivio     specificamente nell’amore perla filosofia donna gentile che sottende la conoscenza dell’Etica Nikomachea di  Aristotele, quella di Posidonio attualizzata da Cicerone, secondo la visione a noi nota come tomistica  sulla distinzione averroistica  della concezione dell’uomo e  sulla creazione del mondo…

Ne abbiamo parlato in altre parti della nostra opera…

A noi qui interessa vedere l’umanità di Christos come propagandata  a Parigi  quando si scrive un testo scolastico per i clerici di formazione scolastica …

Dallo studio sulla composizione de quarto libro e  dei  25 capita  inclusi in 224-278.  posso solo dire che l’autore   procede secondo quanto stabilito nei concili,  compreso quello di Toledo ( in  relazione al pensiero di Leandro ed Isidoro sul filioque) e l’utimo lateranense  di  Innocenzo III e  perfino c’è eco del Corpus domini (formulazioni di Tommaso di Aquino).

L’autore conosce  bene  Paolo, Filone e gli alessandrini (Clemente ed  Origene,  Atanasio,  Teofilo e Cirillo)  e i Cappadoci (Basilio, Gregorio di Nazianzo e Gregorio di Nissa)…

La dimostrazione di Ripelinus si basa su Dio principium effectivum in creatione, che  è poi  refectivum in redemptione  e perfectivum in retributione.

Cosa significa, Marco?

Secondo me vuol dire che se Dio ha creato il mondo,come pater,  lo conserva con la redenzione, come Figlio-verbo e  lo rende sempre migliore, come Spirito santo con la retribuzione.

Bravo, Marco!. 

Infatti  l’autore spiega che  sicut pater omnia  creavit per verbum increatum sicut oia recreavit  et renovavit per verbum incarnatum.

Ora, Marco, il principium  effectivum, quello  refectivum e quello  perfectivum sono tre momenti della Chiesa e della sua storia…

In   questa  storia il rilievo dell’ incarnazione nel ventre della vergine Maria Deipara, Theotokos e ChristotoKos  è  visto come centrale nell’oikonomia divina.

Segui,  Marco, come  ragiona il doctor  di Argentoratum ( Strasburgo)  l’argentoratensis, secondo le  tecniche avanzate della scolastica …

Circa incarnationem Christi talis fuit ordo: salutatio angelica,responsio virginis, sanctificatio materna, conceptio divina .

Lo scrittore caro Marco procede per ordinem, secondo la disputatio e la quaestio doctorum .

Segui come il doctor intende agire ordinatamente (nunc per ordinem agendum est ).

Ti risparmio il racconto totale ma ti mostro in modo esemplare il sistema di questionare… circa l’invio di Gabriel.

Attento alla formulazione iniziale .

Missus est angelus Gabriel, qui est  de ordine archangelicorum ad beatam Virginem, cui adsensum apparuit visione corporali, quamvis ei loqueretur locutione spirituali.

Spiega che ad illud nobile sacramentum nuntius debuit esse angelus propter tria e subito elenca le motivazioni: primo propter cognationem (parentela) virginitatis  ad naturam angelicam; secundo  propter ordinem perditionis humanae quia sicut ibi venit diabolus in serpente ad mulierem,ita hic deus venit per Angelum ad Virginem. ut sic opposito medicina morbo ac reparatio lapsui et remedium nocumento; tertio quia sicut illa gratia fuit reparatio naturae humanae, sic fuit et ruinae angelicae: unde communi beneficio utraque natura communiter debuit ministrare ,angelica f.amilia ac humana.

Caro Marco, così si distingue, si divide e si interpreta: dividitur autem salutatio beatae virginis in tres partes : primam partem incipit angelus  cum dicit ave gratia plena ì, dominis tecum, benedicta tu in mulieribus. Secundum    ìsubiumxit Elisabeth cum ait benedictus fructus ventris tui. Tertiam apposuit ecclesia ut in reverentia nomen Mariae haberetur: nam Maria non est de testu…

Marco, ti interessa il modo di procedere e vuoi il  seguito della divisione di ogni singola parte del racconto?

Ti basta?

Così scrive il doctor, così argomenta, seguendo la tradizione evangelica come se fosse vera, citando i tanti padri della chiesa   venerati come santi, conservando non solo le parole ma anche le ossa  e le tombe, mediante un culto, idolatrico, nonostante l’iconoclastia …

E Dante e il suo Convivio?

Sai ben come la penso!?:  è un ignorante clericus, un tapino non invitato alla mensa dei dotti, come me, (certamente meno ignorante dell’Alighieri,  mai, comunque,  chiamato ai meeting cristiani degli accademici) che raccoglie le briciole dei banchettanti che vorrebbe, illuso come me,  far partecipare chi  è  profano.

Una cosa è essere fanatico, un’altra essere profano: chi è nel tempio, dentro  al recinto sacro  ha (dovrebbe!) dogmatismo e doctrina  certa; chi è davanti e guarda da fuori  segue le cerimonie, ammirato e stupito di fronte  alla sontuosità sacrale, ed è preso nel mysterium!