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Ameicsia e Filone

Ellenizzazione senza ameicsia: un’altra vita giudaica: un’alternativa agli integralisti

In 2 Maccabei, 14, 38 si parla di isolazionismo e di separatismo come di un dovere religioso etnico del giudeo all’estero.
Filone (De Josepho, 254) riprende questo stesso concetto e lo innova.
Ogni ebreo della diaspora  secondo il filosofo ebreo platonico doveva vivere (anche se imbevuto del pensiero greco,  seppure partecipe del processo necessario di ellenizein per una normale vita politica in terra straniera, pur rimanendo legato alle regole della torah e alle pratiche rituali) la stessa vita degli altri, dei pagani, dei goyim.

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Anacoretismo giudaico e cristiano

Terapeuti e monaci antoniani

Anacoretismo giudaico e cristiano
Quando i primi monaci egizi, come Antonio abate, e poi come Ammonio e Pacomio, secondo Atanasio (Vita di Antonio)  e secondo Girolamo ( Vita di Paolo, di Antonio  e di Ilarione) decisero di essere monaci  e padri del deserto, avevano già presente un modello quello Dei Terapeuti di Alessandria, dei mille cari a Dio  (cfr. Filone,  Vita contemplativa), celibi, poveri ed asceti.
L'esistenza dei terapeuti in Alessandria è documentata fino al V secolo d.C. (cfr. Sinesio di Cirene,  Elogio della calvizie,15 ) in un'epoca ormai di dominio cristiano in Egitto.

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L’Italia dell’analfabetismo

Analfabetismo di ritorno

Da un’intervista del 1978 di Mario Gorini ad Angelo Filipponi
Professore, non le sembra strano che in una società acculturata, si parli di nuovo di analfabetismo?
A livello superficiale  può sembrare paradossale  che nelle società di rapido acculturamento, di alto benessere economico, democratiche, ci sia analfabetismo di ritorno, ma se si esamina il fenomeno, a livello profondo, si rileva che sono pochi coloro che detengono il potere culturale e che molti sono dipendenti e che gli uni hanno abilità di lettura e di decisionalità in situazione e gli altri ne sono privi.

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Perfidia giudaica

Giudizio antigiudaico nella Messa

Papa Benedetto XVI  nel suo Gesù di Nazaret, pur dando rilievo al pensiero di Jacob Neusner, non modifica affatto la sua posizione nei confronti di Gesù ebreo, uomo che cerca Israel eterno.
Il papa non può riconoscere la persona di Gesù come normale giudeo alla ricerca spirituale di una via tradizionale: egli conosce la via cattolica di fede e quindi crede in lui come fondatore di una nuova religione  e, di conseguenza, pur allineato alla tradizione medievale (da dove proviene il pensiero della perfidia giudaica, dei perfidi giudei, dell’accecamento del popolo giudaico) avendo ristabilito la messa in latino, avrà  qualche difficoltà a tagliare  totalmente il pesante giudizio sull’ebraismo,  anche se già modificato dal Concilio Vaticano II.

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Jehoshua

Chi fu Gesù?

* Jehoshua  fu kayin, (tecton), una specie di architetto, qanah, Maran  mashiah , ma  non fu Rab (rabbi, rabbuni)  Uios Theou figlio di Dio. 

Gesù  fu Kayin, un costruttore di casa e di città  non un semplice falegname . fu maran (re) e fu chiamato mashiah (Meshika)(Christos)
–    Il termine Kayin evidenzia una classe sociale che in greco designa i tectones, cioè uomini abili a progettare e realizzare lavori di costruzione sia  come carpentieri che come muratori,oikodomoi, considerati moltissimo, dopo le classi privilegiate sacerdotali, superiori a tutti gli altri tecnitai, richiesti nel periodo romano ellenistico, data la mole di costruzioni e la ricerca di nuove tecniche.
Forse erano davididi in quanto probabilmente erano qeniti, una stirpe di fabbri (artigiani creativi, abili ad usare molti materiali che si dicevano discendenti di Caino)

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I due canoni

Differenze di costituzione dei canoni

Ad Iammia,  tra il 70 e 94 d.C.,  si decise il testo della Bibbia masoretica ( quella che oggi   diciamo Bibbia Stuttgartensia, cioè la versione a stampa del codice masoretico di Leningrado  redatto tra il VI e IX  d.C. dai custodi della masorah tradizione della scuola di Tiberiade che succede a quella di  Johanan Ben Zaccai) e si rifiutò quello dei Settanta, che era in lingua greca, usato dagli ellenisti.
Come sacre scritture furono considerate dagli ebrei:
Torah ( Pentateuco: Genesi, Esodo, Numeri, Levitico, Deuteronomio);
Nevi’im (Giosué ,Giudici, Samuele I-II, Re I-II, Isaia. Geremia. Ezechiele, 12 profeti minori);
Ketuvim (Agiografi: Salmi di Davide, Proverbi, Giobbe, Cantico dei cantici, Rut, Lamentazioni, Ecclesiaste, Ester, Daniel, Esra, Nehemia Cronache I-II ).

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Giacomo e Paolo

Jakob fratello di Jehoshua e Shaul

Cosa predicò Giacomo (Jakob, fratello di Jehoshua, in greco Iakobos ), dopo la morte del Meshiah  e cosa Paolo (Shaul di Tarso, in greco Paulos)?
Ritengo che il pensiero di Giacomo e del Regno dei Cieli sia stato cancellato, dopo la distruzione del tempio di Gerusalemme  da giudei ellenisti  che, nel periodo Flavio, prendono le distanze dallo zelotismo e dal messianesimo giudaico, a seguito del decreto del sinedrio di Alessandria, che, a malincuore, è costretto, per la propria incolumità, a consegnare i nazirei, condannandoli a morte.
Il nuovo imperatore, Vespasiano, ha creato la sua fortuna dalla sconfitta giudaica e tutta la cultura romano-ellenistica inneggia alla vittoria, dopo il trionfo sulla Ioudaea capta.

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Il buco storico

Il silenzio degli storici

C’è un buco storico nella Storia Romana, che riguarda un tempo, breve, di circa quattro anni: riguarda il periodo che precede  il regno di Gaio Caligola (37-41): non c’è illuminazione diretta degli storici ufficiali per gli anni 32-35 e c’è penombra per il 31 e per il 36-37.
Inoltre è strano che di Annales di Tacito manchi proprio tutto il regno di Gaio Caligola, oltre ai primi sei anni di Claudio.
Perciò c’è quasi un quindicennio, non ben illuminato o meglio lasciato come in ombra, volutamente: ma chi aveva un interesse a non fare conoscere bene questo periodo?
E’ ancor più strano che l’oscurità riguardi la provincia di Siria e  la sotto provincia di Giudea, abbandonate a se stesse,  dopo la morte di Elio Seiano, il potente capo pretoriano tiberiano, il 18 ottobre del 31, poi mediocremente illuminate intorno al 36-7 fino alla morte di Caligola.

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