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Bernardo e la perfezione

E’ facile parlare

Bernardo di Clairveaux (1091-1153)  riprendendo Bruno d’Asti (1045-1123), in Omelie 103, 1-4 mostra come si ascenda a Dio per quattro gradi:  Quattuor gradibus distinguitur omnis electorum profectus. Primo enim fit  quisque amicus  suae animae; secundo fit amicus iustitiae, tertio sapientiae, quarto fit sapiens. 
A mio parere, Bruno di Segni è collegato con gli ebrei di Girona, dai quali deriva una sua logica ascetico-mistica, da cui è influenzato  anche Bernardo  insieme a Pietro il Venerabile.

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Nessuna parola può essere credibile se Papa Francesco rimane Monarca assoluto

La fine dello Status Civitatis Vaticanae-Stato della città del Vaticano-!?

Se Papa Francesco fa il moralizattore  dello Status Civitatis Vaticanae, nessuna sua parola è credibile.
Il suo predecessore ha dato un grande esempio, dimettendosi, perché si sentiva impotente a frenare la curia, i tanti eccessi dell’amministrazione statale vaticana, gli scandali, ecc.
Ora lui Francesco, che vuole essere francescano ma è  gesuita,  deve seguitare su quella linea, rinunciare non ad essere papa, ma dimettersi dalla figura  di papa,  re assoluto dello Stato del Vaticano: deve fare un altro passo, ancora più grave,  quello di rinunciare  al titolo di  Monarca Assoluto e di cancellare dagli Stati Internazionali lo Stato Vaticano. 
Lo Stato Vaticano è unico al mondo ricostituito, nel 1929, ad opera del fascismo dopo la fine  del Patrimonium  Sancti Petri et Pauli nel 1870, a seguito della breccia si Porta Pia! Il papa è il Christos vivente con un doppio potere terreno e spirituale!

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Un problema insolubile

Identificazione di Giuseppe

G. FLAVIO, Antichità Giudaica II
Vita di Giuseppe
Angelo e Mirko Filipponi

 


                                    Un problema mai risolto.
        La collocazione di Giuseppe, figlio di Giacobbe, nella Storia di Egitto

 Premessa

L’Origine di Israele  è da porre  tra l’età del tardo bronzo e quella del ferro1?
Molti storici dicono questo sulla base dell’iscrizione della stele di Mereptah 1207, intenzionati a  fare storia dell’ebraismo come religione, in quanto hanno interessi non storici2.
Ma di quale Israele si parla?

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Eisler e la traduzione slava di Flavio

Possibile un Archetipo aramaico di Guerra giudaica?

Robert EISLER in IHSOUS BASILEUS ou Basileusas ipotizza un archetipo aramaico (o uno greco  dal Titolo Alosis toon Ierosolumon). di cui ci sarebbe traccia nella traduzione di  Guerra giudaica, in lingua slava.
In essa, tra l’altro, si dice  che i gerosolomitani,  vedendo la potenza di Gesù che era nel Getsemani con 150 armati e con molto popolo, gli  chiesero  di entrare in città, di massacrare le truppe romane e Pilato e di regnare, ma lui non se  ne curò, Allora Pilato, informato, lo prevenne… e lo prese.
Io ho una traduzione in francese di questo passo II,9.1-4 di S. Brandon, Gesù e gli  zeloti, Rizzoli,1982:…ed una in italiano  di  G. Vitucci, Guerra Giudaica II, Mondadori,1974.

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Nifo o Machiavelli?

Chi ha copiato? Nifo o Machiavelli?

Nifo o Machiavelli?

Nel corso del mio lavoro di storico mi sono incontrato in tante conclusioni astoriche, in tanti giudizi assurdi, tirati col senno del poi da uomini considerati esperti.

Ho considerato, perciò, i  tanto stimati esperti solo parolai e i grandi comunicatori di massa affabulatori e non seri  operatori della storia.

Per me fare storia vuol dire ricostruire esattamente un ‘epoca in ogni settore di vita  e perfino riprodurre la quotidianità in modo da veder scorrere la regolarità di normale flusso vitale come in un corpo vivente. 

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Filone cristiano o Cristo filoniano? Ta kata Seianon

Perchè Filone non parla di Cristo?

Filone, pur conoscendo Gesù Cristo, non ne parla nella sua monumentale opera.
Neppure è possibile avere la sicurezza che Filone e il Christos si conoscano perché l’opera  Peri Toon Aretoon, in cui il theologos avrebbe potuto parlarne, ci è giunta priva di tre libri, e specificamente di quello dove probabilmente avrebbe dovuto trattare del bios del Signore.
Noi cristiani, inoltre, abbiamo fatto christianos Filone, e nemmeno abbiamo preso in considerazione che Christos potesse  essere stato filoniano, cioè  uomo seguace del pensiero legalistico oniade  e perfino capace di realizzarlo secondo la prospettica scismatica  emporistica, comunitaria propria dei discendenti di Onia IV.
Al di là di come è andata effettivamente la storia cristiana, a noi si propone il problema dei motivi per cui Filone non parla di un evento così importante per il giudaismo in epoca tiberiana.

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Agli amici e parenti, cristiani

Il mio essere anthropos e il loro cristianesimo (anche con Francesco)

Il mio essere anthropos e il cristianesimo dei miei amici e parenti.

Per almeno quaranta anni mi sono proposto come paradigma operativo, come exemplum di un vivere quotidiano faticoso, tormentato, proprio di chi ricerca un’autenticità personale e, contemporaneamente, un Dio nascosto – la cui presenza ha rasserenato il mio iter-.
Ho cercato vie alternative, facendo tortuosi percorsi ed ho girovagato, prima di orientarmi verso una salita  zigzagata, facendo, però, un’ apparente, inutile, fatica sisifea, degna, comunque,  di  essere ripetuta in quanto prodotto di una reale esperienza.
Non ho, quindi, pretesa alcuna di essere profeta  e non credo di avere una missione sacerdotale e nemmeno una funzione,  ma solo ho coscienza di poter indicare una methodos, un’altra via.

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Una rinuncia paradossale

Dal profondo a te, grido, signore!

Dal profondo a te, grido, signore!”(Salmo 129)
Benedetto XVI, dimettendosi, grida il suo disagio di teologo, di sacerdote, di  uomo,  impotente di fronte alla burocrazia vaticana, all’apparato amministrativo, al potere politico, economico, finanziario dell’Ecclesia romana.
Il papa libera col suo terrore e con la sua angoscia,  col phobos senile, se stesso, ma anche  i tanti  definiti eretici (Pietro Valdo, Arnaldo da Brescia,  Gerolamo Savonarola,  Giordano Bruno e Giulio Cesare Vanini…fino ai modernisti ) e li affranca in una condanna postuma dei  tribunali religiosi, in una pacificazione coi nuovi martiri e confessori,  mentre, ebetamente, loda i riformatori dell’Ecclesia Christi, pur  distinguendo munus da ministerium  considerate funzioni  unitarie nella figura  giuridica del papa romano, Beati Petri Vicarius .

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Il messia mancato

Il fallimento del messianesimo

Ho cercato per anni di ricostruire la situazione ebraica della Pasqua del 36 d.C. e quella del settembre del 1666 per capire come un popolo di grande spiritualità possa essere rimasto,  di fronte ad un episodio di morte o di apostasia del proprio Messia.
Quale sentimento possa essersi provato, quale delusione dopo tanti anni, decenni, secoli  di attesa, proprio quando si è giunti alla liberazione, alla redenzione!.

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