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Origene e Filone

Origenismo e gli oniadi

Dopo molti anni di ricerca mi si impone di affrontare il problema cruciale del cristianesimo alessandrino e quindi del rapporto tra il didaskaleion e gli oniadi.
Prima di tutto, però, una volta accertata la connessione diretta in Alessandria tra il fare scuola cristiano nel II  e III secolo d.C.  in collaborazione  o per lo meno, non in antitesi con il fare scuola ebraico,  bisogna porsi la domanda se ancora esistono  in città i diretti discendenti degli oniadi che portano avanti, da una parte, il sistema trapezitario e da un'altra l'interpertazione della Bibbia in senso allegorico, filoniano… 

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Un papa, fuori del tempo

La teologia non basta

Nel discorso d’inizio anno al corpo diplomatico, Benedetto XVI, tra i tanti problemi  trattati (persecuzione dei cristiani nel mondo e necessità di una loro  giusta difesa; abolizione della legge sulla blasfemia in Pakistan  e monopolio statale in materia scolastica) ha considerato l'aborto come una piaga delle democrazie occidentali e soprattutto ha anatemizzato l'educazione sessuale  e civile come contraria alla legge e alla morale.

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Capitali femminili e cristianesimo

Papati e capitali di vergini e vedove nel IV e V secolo

Papa Damaso  e Nettario di Costantinopoli  sono espressione di una lotta per il patrimonio di minori (specie femminile) tra potere laico e potere religioso, l’uno in Occidente l’altro in Oriente.
La lotta è costituita da una contesa in relazione al patrimonio delle vergini e delle vedove.
Il potere ecclesiastico, per svolgere il culto religioso, per il fasto delle cerimonie, per il  decoro dei ministri, umili rispetto a quelli pagani,  ha sempre più bisogno di una costruzione amministrativa e di un ‘organizzazione migliore e quindi potenzia l’apparato finanziario-economico con l’assistenza agli orfani, alle vergini e alle vedove.

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Origene e Paolo

Origenismo

Origene  commenta ed interpreta le seguenti lettere di Paolo:  1 Corinzi, Efesini, Colossesi, 1 Tessalonicesi, Tito, Filemone ed Ebrei
Quindi possiamo dire che l’alessandrino commenta solo una metà del corpus paolino;  eppure nella Lettera a Paola (Ep.33,4) Gerolamo dà notizie diverse rispetto ai commenti di Origene a Paolo: forse questi si rifà ad una Vita di Panfilo eusebeiana  e perciò le sue informazioni sono di seconda mano e non sicure in quanto Eusebio, come storico, non è certamente una fonte attendibile.
Comunque, a noi il problema interessa superficialmente in quanto nostro specifico interesse è il modo (tropos) di  commentare e d’ interpretare di Origene oltre alla ricerca del testo originario di Paolo, al fine di constatare se ci sono discrepanze testuali tra il testo attuale e quello del  tempo di scrittura (intorno al 210 d.C. circa) in cui  l’esegeta fa la sua analisi.

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Giusto di Tiberiade o Giuseppe Flavio?: la scelta cristiana del IX sec.

Il rifiuto di Giusto di Tiberiade

Giusto di Tiberiade  e Giuseppe Flavio
Giusto di Tiberiade fu storico di cose ebraiche, considerato non inferiore a Giuseppe Flavio.
Era uomo di famiglia cittadina, imparentata con Filippo, figlio di Jacimo  e quindi con la famiglia di Zimari, il traconita (cfr A.Filipponi. Giudaismo Romano, I parte).
Viveva a Tiberiade quando Giuseppe vi giunse come governatore della Galilea per fortificarla e difenderla da Flavio Vespasiano, inviato da Nerone con 3 legioni e truppe ausiliari,  intenzionato ad invadere e a sottomettere , città per città,  la regione.
Egli era figlio di Pistos,  che era uomo di Erode Agrippa II, che deteneva il potere nella ex tetrarchia di Filippo.

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Antiochus epiphanes o epimanes?

Fu pazzo Antioco IV?

Antioco IV (cfr Ant. Giud. XII, 248-286-)   (175-165 a.c.)  è un personaggio storico molto controverso e di difficile valutazione.
La sua figura deve essere studiata al fine di togliere la grave accusa di pazzia.
I termini epiphanes ed epimanhs hanno un preciso valore: il primo è segno di una epiphaneia/ manifestazione avvenuta e di una dimostrazione di divinità sulla base di una precedente ektheosis accettata già da tutti gli abitanti dell’impero seleucide agli inizi del III secolo; il secondo, invece, è un’accusa di pazzia mentale, in quanto Antioco IV impone anche ai giudei un culto iranico- ellenico secondo il modello di basileus ellenistico, in cui  il basileus è Zeus  (cfr. Culto tolemaico di Zeus in Callimaco Humnoi, specie l’inno a Zeus;  cfr. M HENGEL, Giudaismo ed ellenismo, Paideia, trad. it. Sergio Monaco, 1988 e J- BRIGHT, Storia dell’antico Israele ,Newton-Compton, 2002) .

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Ameicsia e Filone

Ellenizzazione senza ameicsia: un’altra vita giudaica: un’alternativa agli integralisti

In 2 Maccabei, 14, 38 si parla di isolazionismo e di separatismo come di un dovere religioso etnico del giudeo all’estero.
Filone (De Josepho, 254) riprende questo stesso concetto e lo innova.
Ogni ebreo della diaspora  secondo il filosofo ebreo platonico doveva vivere (anche se imbevuto del pensiero greco,  seppure partecipe del processo necessario di ellenizein per una normale vita politica in terra straniera, pur rimanendo legato alle regole della torah e alle pratiche rituali) la stessa vita degli altri, dei pagani, dei goyim.

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Anacoretismo giudaico e cristiano

Terapeuti e monaci antoniani

Anacoretismo giudaico e cristiano
Quando i primi monaci egizi, come Antonio abate, e poi come Ammonio e Pacomio, secondo Atanasio (Vita di Antonio)  e secondo Girolamo ( Vita di Paolo, di Antonio  e di Ilarione) decisero di essere monaci  e padri del deserto, avevano già presente un modello quello Dei Terapeuti di Alessandria, dei mille cari a Dio  (cfr. Filone,  Vita contemplativa), celibi, poveri ed asceti.
L'esistenza dei terapeuti in Alessandria è documentata fino al V secolo d.C. (cfr. Sinesio di Cirene,  Elogio della calvizie,15 ) in un'epoca ormai di dominio cristiano in Egitto.

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L’Italia dell’analfabetismo

Analfabetismo di ritorno

Da un’intervista del 1978 di Mario Gorini ad Angelo Filipponi
Professore, non le sembra strano che in una società acculturata, si parli di nuovo di analfabetismo?
A livello superficiale  può sembrare paradossale  che nelle società di rapido acculturamento, di alto benessere economico, democratiche, ci sia analfabetismo di ritorno, ma se si esamina il fenomeno, a livello profondo, si rileva che sono pochi coloro che detengono il potere culturale e che molti sono dipendenti e che gli uni hanno abilità di lettura e di decisionalità in situazione e gli altri ne sono privi.

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Perfidia giudaica

Giudizio antigiudaico nella Messa

Papa Benedetto XVI  nel suo Gesù di Nazaret, pur dando rilievo al pensiero di Jacob Neusner, non modifica affatto la sua posizione nei confronti di Gesù ebreo, uomo che cerca Israel eterno.
Il papa non può riconoscere la persona di Gesù come normale giudeo alla ricerca spirituale di una via tradizionale: egli conosce la via cattolica di fede e quindi crede in lui come fondatore di una nuova religione  e, di conseguenza, pur allineato alla tradizione medievale (da dove proviene il pensiero della perfidia giudaica, dei perfidi giudei, dell’accecamento del popolo giudaico) avendo ristabilito la messa in latino, avrà  qualche difficoltà a tagliare  totalmente il pesante giudizio sull’ebraismo,  anche se già modificato dal Concilio Vaticano II.

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