Archivi categoria: Curiosità

Ario ed Atanasio

Due letture ed interpretazioni diverse di una stessa fonte (Filone di Alessandria)

ARIO (256-336) ED ATANASIO (295-373)
Ario ed Atanasio appartengono a due epoche diverse e vivono, però, dal 304 d.C  nella stessa città ad Alessandria,  dove le culture greche latine giudaiche siriache, libiche  ed egizie  si incontrano e si scontrano, si rinnovano e si consolidano, quasi in un naturale crogiuolo e dove per secoli si erano fusi e confusi popoli in un amalgama indissolubile  e si erano costituiti i sistemi culturali polietnici, sorti grazie  al diritto comune romano, nel nome di Roma,  pur  in un  cambio d’auctoritas imperiale   a seguito dell’avvicendarsi delle domus regnanti.

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Il re legge vivente e la legge un re giusto

Ton men basilea, nomon empsuchon, ton de nomon basilèa dikaion

ll re legge vivente e la legge re giusto
Filone, dopo aver parlato di regalità e di legge conclude In Vita di Mose II, 4: compete al re ordinare ciò che è bene e proibire ciò che è male; ma l’ordinare ciò che è bene e il proibire ciò che è male è tipico della legge.
E subito il theologos deriva che “ton men Basilea nomon empsuchon, ton de  nomon Basilea dikaion” ( il re è legge vivente , ma la legge è re giusto) .Filone in epoca caligoliana , maturato nella pesecuzione, teorizza il principio dell’auctoritas imperiale e di quella sacerdotale giudaica riportando tutto alla oikonomia divina.

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Filone e la creazione del mondo

Premessa a Peri tes Moseos Kosmopoiias

Filone e la creazione del mondo
Peri tes Moseos  kosmopoiias (De opificio Mundi Mosis )

Premessa

Il significato di  Kosmopoiia
 Kosmopoiia è termine composto da Kosmos (da Kosmeoo  ordino ed orno)  che vale Mondo ma anche ornamento  e da Poiia che  corrisponde a  poiema o poiesis  e vale costruzione,  fabbrica.
Come nome composto  Kosmopoiia è dell’area lessicale di Kosmopoieoo (non di quella di kosmogignomai, né di kosmoplassoo, né di kosmourgeoo in quanto sottende un  poietes, la cui  opera, in quanto azione costruttiva,  personale,  creativa, tipica, è il mondo.
Perciò l’azione di costruttore (del poietes) in quanto creativa e personale dovrebbe escludere l’azione di un demiourgos, la cui opera implica lavoro manuale per un pubblico, costituito da propri simili, (di cui,colui che fa  è parte),  che gli  hanno dato il mandato di fare qualcosa di nuovo.

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La traduzione e Girolamo

De optimo genere interpretandi

Girolamo e la traduzione
La lettera LVII  di Girolamo a Pammachio è un vero trattato sulla traduzione.
Essa si divide  in 13 paragrafi
La lettera è tipica  espressione di un’artificialità retorica, in cui è facile rintracciare la formazione di Girolamo, discepolo  di  Apollinare di Laodicea e di  Gregorio di Nazianzo  e quindi indirettamente della scuola origeniana del Didaskaleion di Alessandria.
Per dare un segno paradigmatico della retoricità dell’opera di Girolamo mi sembra opportuno  rilevare il sistema di semantizzazione della conclusione, connessa con la grammaticizzazione: da una parte -anche se in una porzione limitata -si capisce  il sistema operativo del grande interprete e da un’altra la sua logica apocalittica.

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Il martire giudaico

Rabbi Aqiva’

Il martire ebraico
Per Filone (De Abrahamo,50,51,201 e De Sacrificiis Abelis et Caini, 6,7,43) Isacco è l’emblema del martire, di colui che testimonia la fede, sacrificando se stesso, accettando di morire.
Il filosofo considera Isacco l’uomo, tramite il quale, anche  Abramo,  come Abram il padre eccelso, testimonia la sua  fede come massima fiducia in Dio, suo protettore e suo amico, oltre che garante della sua stirpe (- padre di nazioni come AbrahamLegum allegoriae,III, 228; De migratione Abrahami 44;De  Posteritate Caini,173).

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Apokalypsis

Cultura apocalittica

Il Siracide (Ecclesiastico, opera forse scritta tra il 190-175 a.C.) formula la teoria della retribuzione  e la basa sul sofer, lo scriba, che dà rilievo al canone legalistico.
ll sofer è colui che comprende consiglio e scienza / ed indaga nei misteri divini grazie alla musar (paideia, educazione)  fondendo saggezza e profetismo, mettendo insieme timore di Dio e Legge.
Il siracide così rendendo manifesto il valore educativo dell'insegnamento e fondando la gloria divina sulla legge dell'alleanza del signore (39,7,8), dà un ruolo di intreprete allo scriba ed ufficializza così l'esegesi biblica, considerandola ispirata.

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Palinodia in Filone

Il significato di Palinodia

Palinodia (lat. recantatio) vale ritrattazione del canto precedente: è termine usato da Filone a conclusione di Legatio ad Gaium. Dallo studio di questo termine e dalla sua spiegazione sono riuscito a chiarire molti dubbi sull'epoca caligoliana.
Palinodia vale  in effetti  canto nuovo diversamente impostato, secondo Platone – che parlava di Stesicoro (un poeta del VI secolo av. C.-  sui  103 suoi frammenti cfr Poetae Melici Graeci a cura di D.L. PAGE, Oxford, Clarendon Press, 1962 pp. 93-141 nn.178-281)  che aveva scritto, nel poema  Elena, critiche sulla moralità della donna ed era stato condannato alla cecità dagli dei  e che solo, dopo una palinodia in cui ritrattava, in versi, quanto aveva detto precedentemente, risultò guarito dalla malattia-. 
Platone (Epistola III,319 e Fedro,243b  e 257 ), Isocrate (Helene, 218),  Cicerone (Ad Atticum IV,5,1) intendono con palinodia    ritrattazione di una idea  precedentemente difesa.

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Giulio Erode Agrippa

Il successore di Jehoshua re

Giulio Erode Agrippa (nato i primi di agosto del 10 a.c. morto nell'agosto del 44 d.c. ) figlio di Aristòbulo di Erode il grande e di Berenice, figlia di Salome, therapeuon-educator di Tiberio il giovane,  tyrannodidascalos di Caligola, fratello di latte di Claudio, fu il successore di Jehoshua (re illegittimo, nominato maran dai Parti).
Marco Giulio Erode Agrippa, invece, è re legittimo, civis romanus, praetor, socius populi romani.

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Teofilo, figlio di Anano I

Chi è Teofilo del Vangelo di Luca?

Teofilo, l’eccellentissimo Teofilo,  a cui Luca dedica il suo vangelo (e poi anche Gli atti degli apostoli)  è uno sconosciuto per i  redattori della Sacra Bibbia (Garzanti 1964).  
Saperlo  diventa un problema per noi cristiani: è un figlio di Anano I  che, insieme a suo genero Kaifas, fece uccidere, secondo i vangeli, Gesù Cristo ed è  fratello di Anano II, che fece uccidere Giacomo, il fratello nella carne di Gesù, il capo della chiesa di Gerusalemme. 

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Alabarca

Chi è l’Alabarca?

L'alabarca Alessandro  è un discendente di Onia IV (sommo sacerdote fuggito da Gerusalemme in Egitto nel 146 a.C.) sommo sacerdote del tempio di Leontopoli.
Durante il regno di Tiberio, alabarca é Alessandro, fratello di Filone (il filosofo sincretistico ed eclettico alessandrino), e forse di Lisimaco (un naukleros).
L'alabarca è anche etnarca dei 500.000 giudei ellenisti di Alessadria e di tutti i giudei della diaspora sia egizia che mediterranea (2.500.000).

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