Calcedonia: un concilio politico

Il trionfo di Costantinopoli e di Roma

Marciano (450-457) pressato da  sua moglie Pulcheria, indice il concilio di Calcedonia  nel 451 con l’intento di condannare definitivamente Nestorio e  di chiudere il problema monofisita di Eutiche…
Viene perciò  scritta la formulazione ufficiale cattolica ed ortodossa contro i nestoriani e gli eutichiani: insegniamo tutti concordemente che vi è un unico e medesimo Figlio, Gesù Cristo nostro signore, perfetto per quanto riguarda la divinità, perfetto per quanto riguarda  l’umanità veramente uomo, perfetto per quanto riguarda la divinità veramente Dio..consustanziale al Padre secondo la divinità e consustanziale a noi secondo l”umanità… Da qui scaturisce la conclusione:vi è un unico e medesimo Cristo Figlio Signore unigenito da confessarsi in due nature inconfuse immutabili, indivisibili e inseparabili 

La legazione costantinopolitana non è soddisfatta della professione religiosa, fatta nella stessa  seduta,  ma vuole definitivamente essere riconosciuta come superiore rispetto ad Alessandria.
Nella sedicesima seduta perciò  viene approvato il canone, relativo i privilegi  di Costantinopoli sia rispetto a quello dell’antica Roma che contro l’opposizione della città egizia…
La presenza della pia Pulcheria giova sia alla Sede della Seconda Roma che a quella della Prima Roma.

Infatti vengono apparentemente  equiparate la sede costantinopolitana e quella romana, che viene favorita solo per i maneggi di Leone Magno  e la sua politica conciliante (cfr. Carteggio con Pulcheria).
In effetti il pontefice romano si era dimostrato moderato nella contesa tra i nestoriani e gli eutichiani ed  aveva  segnato la vittoria di Flaviano  e dei costantinopolitani  di origine antiochena.
Così facendo aveva anche mostrato la sua deferenza verso la capitale e la corte orientale- essendo poco considerato in Italia, vista la fine della centralità romana in quanto la corte di Valentiniano III era a Ravenna – desiderosa di aver rilievo nell’antica capitale, a scapito dei regnanti cugini teodosiani …
La proposta di sintesi tra Oriente ed Occidente tra Roma e la Nuova Roma era una speranza di restitutio imperii,  vaga…
Alla corte, pressata dagli antiocheni, importava,  in un clima di  concorrenza e di sleale contesa   tra patriarcati, in lotta tra  particolarismi provinciali e regionali, in mezzo a beghe monacali, solo debellare il fanatismo della chiesa Alessandrina …
In questa, dopo l’elezione di Proterio  patriarca ortodosso  costantinopolitano, ligio al concilio di Calcedonia,   odiato dal popolo  e dai monaci di Scete  ci furono sollevazioni popolari  che perdurarono per anni finché nel 457 non si insediò nella sede  Alessandrina Timoteo Eluro, che aveva sostenuto Dioscuro e che propendeva per Eutiche…

A Calcedonia dunque  la politica e non il diritto ebbe  la meglio …  e Roma  a lungo denunciò  il male  emerso dalle sedute conciliari… i contrasti e  rilevò il commercio  dei padri  costantinopolitani…