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Il piano politico di Caligola per formare una nuova capitale ed una nuova città quando ancora pensava di potenziare Roma come regina delle città,fu di seguitare l'urbanizzazione iniziata da Augusto e da Tiberio e in specifico, di impegnarsi alla ristrutturazione del Palatino.
Egli perciò volle imitare Augusto e Tiberio che erano stati i suoi predecessori nell'impero e quindi rimanere fedele alla tradizione: solo dopo due anni cambiò parere e cominciò a pensare ad una nuova capitale e quindi ad un trasferimento ad Alessandria.
In Caligola il Sublime abbiamo mostrato le varie metamorfosi di Caligola, che passava da una figura divina ad un'altra, ma al centro, inizialmente, della sua rappresentazione erano i figli di Latona (Apollo e Diana) che erano in un certo senso ispiratori della sua politica e della sua pietas.
Egli voleva innestare la sua politica su quella religiosa riformatrice di Ottaviano, che nella lotta contro Sesto Pompeo e con Antonio si era proclamato e si era assimilato con Apollo, mentre il figlio di Pompeo si era assimilato con Nettuno e l'altro triumviro con Dioniso.
Ottaviano allora sotto l'influenza del circolo di Mecenate e quindi legato a Virgilio ed Orazio, riteneva che mentre Nettuno era stato nell'Iliade l'amico dei greci, Apollo aveva combattuto al fianco dei Troiani e quindi favoriva i romani loro discendenti
Il suo culto per Apollo è connesso con la volontà di costruire il suo palazzo, la sua dimora nel Palatino, in via Capitula Bubula (delle teste di bue), in cui forse c'era qualche insegna di macelleria a o di osteria.
Aveva posto la sua dimora là dove viveva un tempo Ortenzio Ortalo oratore ed aveva consacrato la collina ad Apollo, vivendo come un privato cittadino senza alcun segno di distinzione.
In quel 36 a.C. dopo la vittoria di Nauloco, Ottaviano decise di ampliare casa e di dotare il Palatino di una maggiore viabilità costruendo anche un tempio imponente al Dio.
Questo era stato elevato in una piazza che era circondata da portici ed aveva fatto ricoprire ogni elemento di marmo ed aveva ordinato di porre sotto il porticato da una parte le 50 figlie di Danao e da un'altra i cinquanta figli di Egitto.
A completare l'insieme era stata fatta costruire la statua di Apollo colossale, che metteva in risalto le caratteristiche di citaredo e quindi magnificava la Pax (eirene).
La celebrazione della pax era in relazione alle imprese di Apollo che erano state istoriate nelle porte (uccisione dei figli di Niobe e vittoria sui Celti che cercavano di appropriarsi del santuario di Delfi).
Inoltre era stata posta sopra il tetto del tempio la quadriga solare. che simboleggiava il valore solare apollineo.
Questo simbolo era chiaro a Gaio Caligola che aveva ripreso il dio e ne aveva fatto un suo specifico Dio solare (Helios) connesso a quello di Selene (la Luna).
Se Augusto in nome della sua astuzia politica aveva affettato sempre semplictà per essere un privato civis, Tiberio e Caligola hanno un'altra logica per propagandare la loro potenza imperiale: non per nulla avevano a fianco una nutrita schiera di alessandrini che erano i maestri della maestosità e faraonicità di costruzioni e di ideazioni.
Tiberio incline alla teurgia, ad avere comportamenti divini e ad agire come un Dio, convinto di saper fare quanto diceva e pensava avrebbe voluto una casa di gran lunga più grande rispetto a quella umile augustea: la corte imperiale non era formata da un corpuscolo di amici e compagni come durante gli ultimi anni di Ottaviano, ora era un nutrito stuolo di cortigiani che accompagnavano l'imperatore a vario titolo oltre ad un numeroso gruppo di ministri, che avevano uffici nella casa imperiale e che svolgevano le loro funzioni, a diretto contatto con l'imperatore.
Tiberio perciò iniziò a costruire e a formare i ministeria, uffici in cui gruppi di specialisti incaricati di un settore della vita economica e sociale dovevano anche sbrigare pratiche di amministrazione pubblica, di corrispondenza epistolare, di gestione del fisco ecc.
Tiberio era abilissimo nel guidare i suoi ministri nel lavoro ed aveva affidato ad uomini, fissati e stanziati in alcuni parti del palazzo, precisi compiti ed aveva loro ordinato di fare quotidiana o settimanale relazione dell'amminsitrazione imperiale, suddivisa in partes affidate a curatores(therapeuontes)(a seconda delle zone in cui era suddiviso l' impero - pars occidentalis divisa in sezioni e sottosezioni e pars orientalis con relativi sezioni e sottosezioni-)
Questi uomini di origine servile o libertina, erano stati reclutati da sua madre Livia e da sua cognata Antonia Minor, che aveva eserciti di scribi, di letterati, di professionisti finanziari, che erano più o meno collegati con quelli di Alessandria e con il procuratore antoniano, che era lo stesso etnarca ed alabarca di Alessandria (Cfr L'alabarca -Curiosità e II parte del Romanzo L'eterno e il Regno ) un oniade fedelissimo alla casa giulio-claudia fin dai tempi di Cesare....
Tiberio perciò aveva costruito una casa confacente alla sua condizione di imperatore e di patrizio dominatore dell'universo smettendo la parte istrionica, recitata da Augusto fino alla fine della sua vita di normale civis, mostrando la sua reale funzione di capo di stato ed imperatore effettivo: la casa sul Palatino era una manifestazione stessa sua potenza...
Caligola era andato oltre anche perchè Tiberio era stato assente per quasi undici anni ed aveva demandato le sue funzioni ad Elio Seiano, capo dei pretoriani, incaricato anche di gestire gli affari esteri specie quelli orientali ( Asia, Siria, Giudea e territori di confine con La Partia )...
Caligola già nel marzo del 37 d.C. aveva iniziato i lavori di costruzione per ingrandire il palazzo tiberiano: si era spostato verso nord ovest dilatando il palazzo verso il Tempio di Castore che diventava quasi il vestibolo della dimora imperiale.
In effetti aveva pensato di costruire un ponte che unisse (passando sopra il Velabro) il palazzo al tempio di Zeus così da realizzare architettonicamente ciò che predicava come ektheosis: non per nulla Caligola amava recitare la pars di Castore prima di essere Dio superno (Apollo, Marte, Giove Capitolino)....
Autore: Angelo Filipponi
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