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H Metretichh techne , to metrion, h metresis sono termini che rinviano a metreo(misuro) e metron(misura) e quindi ad un metretes(misuratore) : sono termini socratici platonici tipici di una theoria classica basata sulla spettacolirizzazione da una parte e sulla misura e moderazione e quindi sulla metriotes da un'altra .
Non esiste però un criterio effettivo su cui porre una base, dare misura effettiva se non il giusto mezzo, la giusta misura, la misura che secondo l'etica greca è l'anthropos.
Ma né mesotes né metriotes sono reali misure ma solo idee di misure astratte: la prima indica solo il punto centrale, il mesos il punto intermedio tra 1 E 9 e quindi per stensione in sneosn matenmatico il punto centrae tra due punti equidistanti e si utilizzi per epsrimere una ritmetica linea centrale tra linene oposte a estrme
Di norma si usa il 5 o si indica il numero di mezzo tra due porzioni pari e quindi è numero sempre dispari (esempio 21: 11 è centro tra due diecine ; ea. 31: 16 è centro dtra due quindicine) mentre non è possibile trovare la centralità in un numero pari in cui bisogna creare un binonio di mesotes (esempio 20:la mesotes è data da binomio 10-11 + 9 e 9 entrambi dispari.).
la seconda legat a metron ( unità di misura) ha valore solo grazia ad una azione di misura (metreo) e a ad un volonta di trovare moderazioen (metriazo) ad essere mdoerato (metrios) indica uan cosienza di equità o di tempernza insomam di gisuta misiura solo in snesono di misurazione non certamente oggettiva ma solo convenzionale, sicuri solo della convenzionalitò di essre nellequita contro non equità proiria di uan tradizione convenzionale.
Il metron della metriotes comuque rimae sempre l'uomo che è uan parte della natrura , anzi l'ellemto privilegiato della natura filgio prediletto re del creato il centro di tutto il convenzionale mondo di misurarzioen naturale: tutto ciò che è in relazione all'uomo è netra nela linea dlel moderazione e della equità tutto ciò che è difforme dall'uomo è oposto negativo e antitteico .
La pretesa delluomo di essre il centrol ell'universo di essre il beniemino di Dio , di esasre l'unico paralente el'unico capace di capire illa phusis diventa un sopruso su tutte el altre creature sugli altri viventi e quin non è giustificata la sua sua ptremazia nè il suo dipsotico comanbdo coem la sua elezione divina : la natura non una parte la nautura non l'uomo o un uomo è filgio primeogenito di Doio ; monegess uois è solo la natura.
Ogni misura quindi è convenzionale e relativo al misuratore(chi misura) che è l'uomo, il metron antropicon è quindi la base di ogni misura.
Lo stabilire quindi gli estremi e su base matematica è già un pregisssare il centro che è solo un mdo umano di operare per definire il finito in sneos umano e pèer eviatre gli eccessi e teneris lontano dagìle antitesi , da ogni estremo
Perciofissare i termin secondo la logica di uomo diventa operazione di una maturità , propria di un uomo maturo che ha età intermedia tra la nascita e la vecchiaia, che ha le capacità di saper misurare fissare di essere sempre equidistante da ogni eccesso sia giovanile che senile , in uan cosceiunza che si cosegue l'acme dell'età ra i trentacinque -quarantanni Non per nulla Filone seguendo Solone il saggio per eccelenza dell'antichità greca e Ippocrate, in epoca tiberiana ci ha tramandato In Peri tes mouseos kosmopoiias,105 versi soloniani: Solone così divide la vita umana nei suddetti dieci settimane Il medico Ippocrate invece dice che le età sono 7 : del bambino, dell?adolescente, del giovane, dell?uomo maturo, dell?anziano e del vecchio e che queste periodi si misurano con tempi di sette anni senza però una successione continua . Egli dice così: Nella vita dell?uomo ci sono sette epoche che egli chiama età quella del bambino, del fanciullo, dell?adolescente, del giovane del maturo, dell?anziano del vecchio: si è bambini fino alla caduta dei denti, a sette anni; si è fanciulli fino alla ieculazione di sperma; si è adolescente, fino a quando il mento non si copre di barba, a tre volte sette; giovani fino alla crescita completa del corpo a quattro volte sette; uomini maturi fino a 49 anni cioè a sette volte sette, anziani fino a 56 anni cioé a otto volte sette; tutto ciò che segue poi riguarda la vecchiaia.In questo modo chi è saggio ciè misurato è colui che sa giudicare valutare misurando ogni cosa ed ha nelal dikaiosune, la virtù pricìnicpale in qianto l misuratore è dikaios e la metriotes è diakaioiusune
Ma è vero questo? Noi in effetti smepre siamo porttai a giudicare l'immoderato coluic he si incazza chi è sentimentale e fiocoso coem incontnente e chi si arravbbaia come iracondo e quidni a v sia mo porttao acondananare ogni forma di alterzioen o di depressione nei rispetti delal norma e consideriamo normale l'astuto il birbo che sa maschearre ogni turbamento e sa difitisamente amntenersi neuto nelel situaioni e ci vergogniamo per chi ha supearto i limiti dell devecenza anche se ha ragione e se è giusto quanto dice fa ssppuer in mdo agiatatoe convulso.
I la vondanan è per il mod non per la sostanza : noi clasicamente imposdtati in relaione alla nsotra romanita s
questi versi: CFIO CHE è AI FUE ST3EREMI DEL DCIO CHE è METRIO SULAL BASE DI UN MISURATPORE O DI UN METRO-
nE DERIVA CHE L'UOMO CDLASICO AVENDO UN METRO NELLA METRIOTES GIUDICA E VALUTA IN RELAZIONI A CRIETRI MODERTAI DI MISURA INTERMEDI TRA GLI ESTREMI SENZA EFFEETTIVAMENTE COMPRENDERE L'AMPIEZZA DELLE STREMITà SUL PIANO QUANTITTIVO E DI CONSEGUENZA STABILISCE UNA LIENA DI DEMRACAZIOEN CHE è INB RELAZIOEN SOLO AL PENSAIERO DI pROTAGORA NEL pOLITICO. SU QUESTA ABSE POI SI è STABILITO TUTTO CIò CHE è BUOMNNO GIUSDTO ONESTO, XSANTO STABILIENDO CIò NON è è BUONO GIUSRTO ONESTO SANTO IN RELAZIONE ALLGLI SESTREMI PIù O MENO LETTIE MEISURATI IN OPOSIZIONE. fILONE DI aELSSANDRIA, PLATINIVO E SICURAMENTE CONSOCITORE DEL SITEMA PLATONICO PITAGOREO CROSTRUITO IN OPPOSIAIONE A PROTATORA E ALLA SCUOAL ELEATICA ...
Mtreticadunque diventa cerare un moedello semplare sulal base di divisioni tendno presente il tutto in un continuao fare sitauzioni epunti situazionali.
Per anni ho insegnati paradigmi di varia natura
Autore: Angelo Filipponi
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