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Giulio Erode Agrippa (nato i primi di agosto del 10 a.c. morto nell'agosto del 44 d.c. ) figlio di Aristòbulo di Erode il grande e di Berenice, figlia di Salome, therapeuon-educator di Tiberio il giovane, tyrannodidascalos di Caligola, fratello di latte di Claudio, fu il successore di Jehoshua (re illegittimo, nominato maran dai Parti).
Marco Giulio Erode Agrippa, invece, è re legittimo, civis romanus, praetor, socius populi romani.
La carriera di Erode Agrippa è anomala: diventa re da privato cittadino e la sua storia è narrata da Giuseppe Flavio in Antichità Giudaiche, come appendice alle vicende dei discendenti di Erode il Grande (XVIII,127-142) in una lunga trattazione dapprima (da 143 a 309 dello stesso libro) e poi, nel XIX, dopo il bios di Caligola, come esempio di buon regno, in senso erodiano (236-352).
Da Flavio non si rilevano notizie esatte circa l'uccisione di Gaio Caligola, nè si evincono sospetti sulla partecipazione ad una congiura (Cfr. Per una datazione di Consolatio ad Marciam di Seneca): noi lo riteniamo il principale responsabile della morte di Caligola più dello stesso Cassio Cherea esecutore materiale.
La storia del personaggio è molto complicata anche perché lo storico ebraico ha tramandato solo la pars positiva del re giudaico ed ha nascosto volutamente tanti episodi oscuri, in quanto alla corte dei Flavi, i figli di Agrippa, benemeriti nei confronti della domus regnante, ancora potevano molto.
Comunque, dopo la fuga da Antedone e il ritorno in Italia, Erode Agrippa visse a Capri dalla primavera del 36 d.C. (cfr Angelo Filipponi, Caligola il sublime,Cattedrale, 2008) presso la corte di Tiberio, alla cui morte fu fatto re di Iturea, Traconitide, Gaulanitide, Batanea da Caligola, poi di Perea e Galilea, dopo l'esautorazione di Erode Antipa ed infine re di Giudea Idumea e Samaria da Claudio (41-44).
Era stato prima del regno un cattivo privato cittadino, scialacquatore di patrimoni, e forse anche filosofo scettico (maestro dei cinque tropoi che portano alla sapienza e assertore dell?epochè) da collocarsi tra Enesedimo e Sesto Empirico.
Sposato con Cipro, anch'essa della stirpe di Erode il grande (in quanto nata da Fasael, figlio omonimo del fratello maggiore del gran re e da Salampsio, sua figlia), dopo una vita dissipata a Roma, era tornato in patria ed era stato cortigiano di suo cognato-zio (Erode Antipa, secondo marito di sua sorella Erodiade) ed aveva avuto l'incarico di agoranomos a Tiberiade, città fondata nel 26 d. C. dove risiedette a lungo (cfr.L'eterno e il regno, un romanzo, ma molto fedele ai fatti storici).
Poi, dopo litigi con l'etnarca, prima di partire per Roma fu ad Antedone, dove gli morì il primo figlio giovinetto, senza nome, dove lasciò forse la moglie con quattro figli (Agrippa, Berenice, Drusilla e Mariamne).
Venuto a Pozzuoli grazie all'aiuto finanziario dell'alabarca, si presentò a Tiberio, a Capri, e fu fatto da lui educator di Tiberio Gemello.
Passato, grazie ad Antonia, al servizio di Gaio Caligola, fu imprigionato per sei mesi a seguito dell'accusa di Eutiche, fino alla morte di Tiberio (37 d.c.)
Per la sua vicenda di re dell'ex tetrarchia di Filippo, di quella di Erode Antipa e della Ioudaea (37-44) cfr Giudaismo Romano,II parte.
Autore: Angelo Filipponi
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